Un altro suicidio a Sollicciano, Di Puccio: 'Urgente individuare un luogo per i semiliberi'

Le parole del consigliere delegato dal sindaco per i rapporti con il carcere Stefano Di Puccio

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mercoledì 23 novembre 2022 18:33

Un giovane magrebino si è tolto la vita in carcere. Questo ragazzo aveva bisogno e diritto di un’alternativa al carcere. Io mi sento personalmente responsabile di questo ennesimo suicidio a Sollicciano, ma non sono l’unico colpevole, lo siamo tutti noi amministratori e chiunque pensi che il carcere non sia un suo problema". Sono le parole del consigliere delegato dal sindaco per i rapporti con il carcere Stefano Di Puccio.

 

L'episodio drammatico è avvenuto giorni fa, quando un detenuto di origini marocchine di 42 anni si è tolto la vita impiccandosi. Lo comunica il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, per voce del segretario regionale della Toscana Francesco Oliviero. “L’uomo non era nuovo ad atti dimostrativi - spiega - L’ultimo proprio qualche giorno fa nel reparto Accoglienza. Questa volta ha deciso stavolta di bloccare dall’interno la serratura della cella e proprio questo stratagemma non ha permesso l’intervento dell’Agente addetto alla sezione, che non ha potuto evitare che il ristretto riuscisse a togliersi la vita. L’uomo pare abbia posto in essere il tutto per motivi affini al trasferimento per altro istituto toscano”. Amara la considerazione di Oliviero: “Già noto alle cronache interne per aver gravato sulla sicurezza del penitenziario in tempi passati per cui fu trasferito, resta il dato certo che a distanza di pochi mesi, Sollicciano pare essere avvolta nella spirale dell’emulazione”.

 

"Da anni – spiega il consigliere Stefano Di Puccio –  chiedo di individuare un edificio per i semiliberi, per coloro i quali hanno il diritto di uscire dal carcere per recarsi al lavoro, per poi rientrare nella struttura penitenziaria, a Sollicciano, al confine dei confini, il più possibile lontano dallo sguardo e dalla coscienza. Tale edificio, dovrebbe essere situato in città, facilmente raggiungibile e non più ai margini perché chi delinque il più delle volte lo fa perché vive da emarginato come lo era il giovane che si è tolto la vita. Più volte aveva chiesto aiuto dal carcere. Un aiuto che gli è stato negato, anzi nessuno lo aveva ascoltato".

 

"Come Consiglio comunale ci siamo presi degli impegni, con atti ufficiali votati e approvati, e non possiamo più aspettare, non abbiamo scuse. Individuato l’edificio – conclude Stefano di Puccio – sarà poi l’amministrazione penitenziaria a renderla adeguata allo scopo. Un luogo dove semiliberi e detenuti agli arresti domiciliari, troverebbero rifugio per provare a ricominciare. E così si andrebbe ad alleggerire il sovraffollamento perenne di cui Sollicciano, ma anche tutti gli altri carceri, soffrono”.

 

 

 

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