Carcere di Prato: ancora cellulari, smercio di stupefacenti e aggressioni alla polizia penitenziaria
Un ispettore della penitenziaria accusato di percosse ai danni di un detenuto
lunedì 09 febbraio 2026 18:28
Ancora uso di telefoni cellulari e smercio dello stupefacente nel carcere La Dogaia di Prato, oltre alle aggressioni dirette a colpire appartenenti alla polizia penitenziaria, esposti alla violenza di più detenuti.
E' quanto si apprende dalla Procura di Prato, che fa sapere che nel quadro delle attività investigative in corso sabato 31 gennaio 2026 è stato individuato un detenuto di 22 anni (di nazionalità italiana, presso la sezione Polo Scolastico), mentre utilizzava illegalmente uno smartphone.
Alla vista degli investigatori, il 22enne si è nascosto in bagno dove ha distrutto il telefono. Solo successivamente, l'apparecchio danneggiato veniva recuperato privo di sim card e sottoposto a sequestro. Giovedì 8 gennaio 2026 un detenuto, cittadino marocchino, ristretto nel reparto media sicurezza, avrebbe aggredito un agente di polizia penitenziaria che gli aveva impedito di utilizzare l'ascensore, colpendolo con pugni e con un estintore, provocandogli lesioni - consistite in un trauma cranico - giudicate guaribili, in prima battuta in dieci giorni. L'agente è stato trasportato in ambulanza all'ospedale di Prato.
Lunedì 12 gennaio 2026 un detenuto di nazionalità albanese di 43 anni, nel tentativo di forzare l'apertura dello sbarramento della settima sezione di appartenenza per entrare nell'atrio, ha provocato la frattura della mano di un agente della polizia penitenziaria.
Lunedì 2 febbraio 2026, intorno alle 20,20, è stato rinvenuto uno smartphone privo di scheda sim presso gli spazi comuni del reparto Alta Sicurezza, nelle scale in uso ai detenuti che dalla sezione conducono al piano terra. Il telefono è stato sottoposto a sequestro. Venerdì 6 febbraio 2026, intorno alle 16,50, un detenuto rumeno di 26 anni, nel reparto Media Sicurezza, ha azionato un estintore verso il volto, in direzione degli occhi, di un agente della polizia penitenziaria colpendolo con l'estintore. Al contempo danneggiava una telecamera colpendola sempre con l'estintore.
Sono poi, affiorati due episodi di violenza da parte di due detenuti, in pregiudizio di due appartenenti al corpo della polizia penitenziaria. Uno verificatosi il 18 novembre 2025 all'atto di chiudere il blindo relativo alla cella ubicata nella sezione filtro, allorché un detenuto tunisino di quarant'anni spingeva con forza un agente, facendolo rovinare contro lo sbarramento e il muro, provocandogli lesioni personali giudicate guaribili in dieci giorni. Altro da parte di un detenuto libico di venti anni, nei confronti del primo dirigente comandante del carcere, consistito nella minaccia di ucciderlo, tentando di colpirlo con un pugno e nello scagliare contro di lui un estintore.
Continua anche l'attività di compravendita dello stupefacente in seno al carcere.
È stata esercitata l'azione penale nei confronti di un ispettore superiore della polizia penitenziaria, per il delitto di percosse ai danni di un detenuto presente nell'infermeria centrale della Casa Circondariale, commesso il 29 novembre 2025, consistito nell'uso di violenza gratuita ai danni di quest'ultimo, colpito con schiaffi, sferrati dopo aver indossato dei guanti di pelle nera e nonostante il detenuto fosse stato immobilizzato e reso inoffensivo da numerosi altri agenti della polizia penitenziaria presenti sul posto.
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Immagine di repertorio
