Carcere Prato: tortura, violenza sessuale e lesioni nei confronti del compagno di cella
La vittima è stata sottoposta a un 'trattamento inumano e degradante per la dignità della persona'
sabato 10 gennaio 2026 10:25
Nuove criticità emergono dalle condotte dei detenuti all'interno del carcere La Dogaia di Prato.
Dalla Procura di Prato si apprende che un detenuto di 39 anni di nazionalità marocchina, in carcere per reati concernenti gli stupefacenti, è risultato aver commesso plurime condotte violente e minacce gravi, con crudeltà, nell’arco temporale di quattro mesi, in pregiudizio del proprio compagno di cella, un italiano di 46 anni all’interno della camera comune detentiva della seconda sezione del carcere La Dogaia.
Con queste azioni, si legge nella nota della Procura, gli avrebbe cagionato acute sofferenze fisiche e un trauma psichico, sottoponendolo, nel complesso, a un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. Nello specifico, in esito alle investigazioni, è risultato sottoporlo alle seguenti vessazioni fisiche e psichiche: lo svegliava di notte con il pretesto che russava e lo obbligava a rimanere sveglio; lo percuoteva abitualmente colpendolo con schiaffi e con il manico di una scopa; gli rovesciava sulla testa un bidone della spazzatura, facendogli cadere addosso i rifiuti e i residui di cibo, per colpire poi con le mani ripetutamente il bidone; bruciava le foto dei suoi familiari, compresa quella del figlio, dicendogli che non poteva esserne il padre in quanto omosessuale; lo costringeva a comprargli del tabacco e prodotti alimentari e anche altri beni materiali (un paio di scarpe e un orologio, che la vittima si faceva portare dai propri genitori); lo minacciava dicendogli che se avesse cambiato cella avrebbe trovato il modo di fargli male; lo offendeva con epiteti del tipo “uomo di m...” e “finocchio di m...”; lo accusava di essere un uomo privo di virilità e che, pertanto, avrebbe dovuto solo essere sodomizzato, mentre avrebbe dovuto portare la moglie in modo che avesse rapporti sessuali con altri; compiva nei suoi confronti plurime violenze sessuali.
Tali condotte hanno provocato alla persona offesa lesioni personali diagnosticate come derivanti da “reiterata violenza sessuale”, dalle quali ne è derivata una malattia giudicata guaribile in giorni dieci, che ha posto in essere con l’uso di un’arma costituita dal manico di scopa. Tali fatti hanno indotto la Procura di Prato a contestare i delitti di tortura, di violenza sessuale e di lesioni personali aggravati e a notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari all’indicato, ritenuto autore di detti comportamenti. Le investigazioni si sono nutrite, fra l’altro, della denuncia della vittima.
LEGGI ANCHE
Droga, armi e aggressioni nel carcere di Prato: perquisita tutta la struttura, 29 indagati
Cellulari e stupefacenti nel carcere di Prato, chiusa la prima tranche di indagini: 33 indagati
Carcere di Prato: torture, violenze, cellulari nascosti e rivolte
Droga nel carcere di Prato, trovato un centro di stoccaggio di cocaina e hashish
Maxi operazione al carcere di Prato: indagati agenti e detenuti per ingresso di droga e cellulari
