Carcere di Prato, ancora droga e cellulari in pacchi portati dall'esterno. Rivolta dei detenuti

Cocaina e hashish tra fette di salumi in un pacco. I detenuti in rivolta contro le perquisizioni dopo il lancio di droga dall'esterno

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mercoledì 04 marzo 2026 14:03

Una situazione di illegalità continua a caratterizzare la struttura carceraria La Dogaia di Prato: la Procura di Prato torna a rendere noto l'impiego illegale di telefoni cellulari in carcere, oltre all'attività di approvvigionamento e dello smercio dello stupefacente.

 

Nel quadro delle attività investigative in corso, il 13 febbraio 2026 è stato individuato un pacco postale da parte di mittente esterno, che risulta aver inviato al compagno detenuto, contenente circa 10 grammi di cocaina e 206 grammi di hashish, celata tra fette di salumi, un fatto che, spiega la Procura, si inscrive in un più ampio contesto di approvvigionamento e attività di spaccio all'interno del carcere.  

 

E, ancora, il 20 febbraio 2026, all'esterno del muro di cinta sono stati rinvenuti tre pacchetti, che sono stati sequestrati, contenenti: hashish dal peso lordo di 240 gr,  cocaina dal peso lordo di 24,2 gr, un telefono cellulare con relativi codici IMEI, privo di sim, una pennetta modem con relativi codici IMEI, privo di sim, funzionale a consentire l'accesso alla rete internet.  

 

Il 28 febbraio 2026, intorno alle 13,15, sono stati individuati due soggetti: uno di nazionalità tunisina di 20 anni, uno cittadino italiano di 19 anni, colti mentre lanciavano tre involucri, contenenti sostanza stupefacente, destinata a soggetti detenuti all'interno dell'istituto penitenziario, dall'esterno verso l'interno della Casa Circondariale di Prato, in corrispondenza del campo da calcio dove erano i detenuti della sesta sezione. Gli appartenenti alla polizia penitenziaria, intervenuti per raccogliere i contenuti dei plichi, sono stati fronteggiati dai circa sessanta detenuti, in larga misura di nazionalità albanese, che si sono coalizzati e che hanno dato vita a una rivolta massiva, impedendo l'effettuazione delle attività di perquisizione, con atteggiamenti oppositivi e violenti, approfittando anche del numero decisamente inferiore del personale di polizia che è stato sovrastato.

 

Per la Procura l'episodio dimostra, ancora una volta, come i detenuti siano nelle condizioni di controllare la vita in seno alla struttura carceraria pratese e in grado di contrastare il personale addetto alla loro sorveglianza che soffre di una consistente carenza di organico. Le perquisizioni, disposte dalla Procura, effettuate nell'immediatezza presso le abitazioni dei due fornitori dello stupefacente, hanno consentito di individuare due panetti integri di hashish del peso complessivo lordo di 198,22 grammi, nonché un panetto aperto di hashish del peso complessivo lordo di grammi  90,12 e una piccola porzione di sostanza risultata hashish del peso complessivo lordo  di grammi 0,22, insieme a strumenti per il confezionamento e la pesatura (bilancino), presso l'abitazione pratese del tunisino.

 

Inoltre, nel luogo di dimora del cittadino italiano, in provincia di Firenze, sono stati individuati due involucri di cannabinoidi del peso complessivo lordo di grammi 8,27 e un panetto aperto di cannabinoidi del peso complessivo lordo di grammi 27,88. Il cittadino tunisino è stato tratto in arresto e attualmente si trova agli arresti domiciliari.  

 

La Procura di Prato si è avvalsa del prezioso contributo degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere La Dogaia.

 

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Immagine di repertorio

 

 

 
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