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Ex Gkn, continua la lotta sulla torre di San Niccolò. Presidio davanti a Palazzo Vecchio

Domani in Regione incontro con uno dei soggetti interessati allo stabilimento

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mercoledì 05 luglio 2023 13:36

Dalla torre a Palazzo Vecchio: mentre continua il presidio sulla torre di San Niccolò, dove alcuni lavoratori ex Gkn sono presenti da venerdì sera, questa mattina si sta svolgendo un presidio anche sotto Palazzo Vecchio.

 

"Sbloccate gli stipendi o blocchiamo la città", è lo striscione che tengono in mano i lavoratori, saliti sull'arengario del Palazzo in piazza della Signoria.

 

E' quello che chiedono gli operai anche dalla torre di San Niccolò, da venerdì sera, tra chi è salito lassù e chi dà sostegno in presidio da sotto. Che vengano pagati gli stipendi (che mancano da 8 mesi), che venga sbloccata la cassa integrazione. 

 

Adesso i primi pagamenti della cassa sembra siano partiti, ma ancora non sono arrivati sui conti dei lavoratori. "I pagamenti della cassa integrazione fino a febbraio pare siano partiti - fa sapere la Rsu - ma non sono ancora arrivati sui conti correnti degli operai. L'ultima volta che assicurarono i versamenti fu subito dopo il blitz all'INPS del 19 giugno scorso, dimostrando che i diritti già conquistati vengono rispettati solo davanti ad azioni di lotta determinate. Ma se l'attenzione è tutta sulla cassa integrazione, nessuno pare si accorga che QF non consegna le buste paga e non sta pagando gli stipendi e i contributi per le ore che sono state lavorate, in accordo con l'azienda, per la manutenzione e la messa in sicurezza dello stabilimento, con il paradosso che chi ha lavorato di più ora, ricevendo solo la cassa integrazione, prende meno soldi".

 

"Questa azienda sta giocando con i nervi e sequestrando il contratto nazionale" chiarisce l'Rsu ex Gkn. "Vogliamo finalmente indignarci per un abuso così palese o lasciamo ancora una volta che gli unici a metterci faccia e corpo siano gli operai del collettivo di fabbrica? Abbiamo avuto sentore sin dall'inizio di avere a che fare con incompetenza o malafede, se si fosse stati ai fatti, forse non ci si sarebbe persi dietro alle fantasie di Borgomeo".

 

Rsu e Collettivo di Fabbrica chiedono "chiarezza e correttezza, a cominciare dai flussi per sbloccare tutta la cassa integrazione, i pagamenti di tutti gli arretrati, un tavolo di regia tra Inps, istituzioni, ispettorato del lavoro, Inail perché si smetta di usare la burocrazia come arma invisibile per calpestare diritti acquisiti".


Per quanto riguarda la reindustrializzazione, domani in Regione si terrà un incontro con uno dei soggetti interessati allo stabilimento.

 

L'Rsu chiarisce che "tutte le idee da noi portate, elaborate a mani nude, da operai e solidali, sono nella migliore delle ipotesi il migliore volano della svolta. Nella peggiore sono complementari. L'idea della fabbrica socialmente integrata, delle produzioni socialmente ed ecologicamente avanzate, che qualcuno ha provato a bollare come fantasie ingenue, sono oggi la via industriale per un intero territorio".

 

I lavoratori restano sulla torre. "La torre è solo una tappa della lotta che stiamo portando avanti da due anni. Non sappiamo quando scenderemo, ma il punto non è quando scendiamo, è quanto ancora i lavoratori Gkn devono subire e mettere i propri corpi a repentaglio per una lotta che dovrebbe essere di tutti. Quello che sta avvenendo oggi è qualcosa che sta accadendo pericolosamente sotto i riflettori. Qualsiasi azienda può pensare che si può non pagare stipendi e contributi, può essere un megafono di illegalità diffusa. È dovere nostro lottare contro questo, anche con azioni estreme".

 

Settimana scorsa alcuni colleghi hanno dovuto improvvisarsi idraulici e muratori perché perdeva un tubo dell'acqua, se noi non fossimo li a preservare lo stabilimento andrebbe in disfacimento. 

 

Intanto i lavoratori si preparano alla due giorni organizzata per il secondo anniversario dell'inizio dell'assemblea permanente, a due anni dai licenziamenti, sabato 8 e domenica 9 luglio, al presidio ex Gkn, dove si terrà un'assemblea con attivisti climatici da tutta Italia e una delegazione da Germania e Svizzera, sabato 8 alle 11. La sera ci sarà il concerto gratuito davanti ai cancelli con Willie Peyote, Mauras, Assalti Frontali, Romanticismo Periferico e Punkreas. Domenica 9 luglio alle 11 arriva la carovana del mutualismo e poi il pranzo sociale.

 

"Una cosa rimane chiara: chi si mette in gioco rischiando delle denunce oggi sono gli operai del Collettivo. Ciò che manca è un livello di indagine, ispezione e inchiesta sull'affare QF, sugli interessi che sostiene e sugli obiettivi che ha voluto perseguire".

 

 

Irene Grossi

 

 

 

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