Nuova Flotilla verso Cuba, anche Bundu e la SOMS GKN con 100 chili di medicinali

In partenza verso Cuba con la Flotilla #LetCubaLive

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lunedì 16 marzo 2026 19:58

In partenza anche da Firenze verso Cuba con la Flotilla Let Cuba Breathe – Let Cuba Live, la nuova spedizione di aiuti umanitari per il popolo cubano. "Ci uniremo a Nuestra America Convoy con più di 100 kg di medicinali raccolti in 48 h e una cargobike muscolare", spiega sui social il Collettivo di Fabbrica GKN.

 

"Abbiamo recuperato e restaurato la prima cargobike, prodotta con Officine Recycle. Una bici nata dalla cooperazione, che continua così la sua vita mutualistica. Cuba sta morendo di fame e di crisi sanitaria. Il blocco che esiste da decenni si è fatto con Trump particolarmente criminale. La crisi sanitaria e alimentare sta precipitando. Al tempo dell'annientamento fisico, con fame e crisi sanitaria, il mutualismo conflittuale e farsi comunità non è una opzione. E' un imperativo. La forza delle Flotille è che sono missioni umanitarie: portano medicinali a chi non ha cure, cibo a chi muore di fame. "Tutto qui". Nient'altro che "questo". La loro forza contemporaneamente è che non sono "solo" missioni umanitarie ma dita puntate contro un sistema. E' solidarietà politicamente disvelante".

 

Ancora: "Cuba è la prossima nella lista della guerra permanente. Dopo che la fabbrica socialmente integrata è diventata centro di raccolta e aiuto delle volontarie/i durante le alluvioni, ora è diventata uno dei centri di raccolta per la Flotilla per Cuba. E ci prepariamo ai benefit per la flotilla per Gaza. Vi immaginate se ci fosse un mondo di fabbriche socialmente integrate? Anzi, vi immaginate se anche solo ne esistesse una: container di pannelli fotovoltaici e cargobike in partenza contro le sanzioni di Trump? Vi immaginate l'azionariato popolare come motore di mutualismo permanente per acquistare e inviare medicinali? Ecco, è anche "questo" che il sistema non si può permettere. Perchè al tempo del genocidio, attaccare ogni forma comunitaria è una necessità sistemica. E al tempo del riarmo, negare la reindustrializzazione ecologica anche".

 

A partire da Firenze verso Cuba sarà anche Antonella Bundu: "Nel 2017 sono stata a L'Avana. In quel periodo viveva lì la figlia di mio cugino, arrivata dalla Sierra Leone grazie a una borsa di studio per studiare medicina alla Escuela Latinoamericana de Medicina (ELAM). Durante l’epidemia di Ebola del 2014, Cuba inviò centinaia di operatori sanitari in Africa occidentale, inclusa la Sierra Leone. È stata una delle più grandi missioni mediche internazionali nella risposta all’epidemia. Dopo l’epidemia Cuba ha rafforzato i programmi di formazione medica aumentando le borse di studio, proprio per colmare la drammatica carenza di personale sanitario in quei paesi. Non solo un’università, ma un progetto politico: formare medici per il Sud globale.

Nel 2025 ero a Caracas al Festival Mondiale Antifascista. Lì ho visto il documentario La raíz del olivo del regista boliviano, formatosi a Cuba, Sergio Eguino Viera. Fondata nel 1999 su iniziativa di Fidel Castro, la ELAM è probabilmente una delle scuole di medicina più internazionali del mondo con studenti che arrivano da oltre cento paesi, in particolare da regioni dove il numero di medici è drammaticamente basso. Cuba offre loro la formazione gratuita. È un modello di cooperazione radicalmente diverso da quello dominante nella sanità globale".

 

"Uno degli aspetti più sorprendenti è che tra gli studenti della ELAM ci sono anche giovani nordamericani (cittadini USA) senza possibilità economiche, soprattutto dalle comunità afrodiscedenti e "latine”. Negli USA studiare medicina può costare centinaia di migliaia di dollari e rappresenta un percorso praticamente impossibile. A Cuba studiano gratuitamente", continua Bundu. "È un paradosso geopolitico: mentre Washington mantiene l’embargo contro l’isola, studenti statunitensi si formano lì per diventare medici. In cambio viene chiesto loro di lavorare, anche negli USA, in comunità con scarso accesso alla sanità. E il fenomeno non riguarda solo il Sud globale. Negli ultimi anni centinaia di medici cubani sono stati assunti negli ospedali della Calabria, nel sud Italia, per colmare la carenza di personale sanitario.

È difficile immaginare un paradosso più evidente: un paese sottoposto a sanzioni economiche da oltre sessant’anni che aiuta a tenere aperti gli ospedali di una regione europea. Le sanzioni degli Stati Uniti contro Cuba risalgono al 1960 e sono tra le più lunghe della storia contemporanea. Ogni anno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite vota quasi all’unanimità per chiedere la fine dell’embargo. Eppure le misure restano in vigore. Negli anni i politici statunitensi hanno cercato nuove giustificazioni per mantenere o rafforzare le sanzioni, accuse di terrorismo, critiche alle missioni mediche cubane, pressioni diplomatiche sui paesi che collaborano con l’isola. Adesso Trump, quello che a tutti gli effetti appare come uno squilibrato, accusa Cuba di accogliere gruppi terroristici internazionali come H@mas e Hezb0II@.

Ci saremo anche noi (io e Massimiliano Del Moro) in rappresentanza della Soms Insorgiamo, la Società Operaia di Mutuo soccorso nata dalla ex GKN, la fabbrica che resiste con il presidio permanente più lungo della storia operaia italiana".



"Antonella Bundu deve essere ringraziata, insieme alle compagne e ai compagni che l'accompagnano nella Nuestra América Flotilla, che raggiungerà la Repubblica di Cuba con medicinali e aiuti", dice Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune. "Lo scandaloso strangolamento dell'isola da parte delle Amministrazioni USA ha trovato il suo apice nel comportamento inaccettabile del Governo Trump, a cui Fratelli d'Italia si mostra completamente subalterna, ignorando qualsiasi principio di sovranità. Le destre dimenticano il contributo dato durante la pandemia da parte del personale sanitario cubano, tranne che nelle regioni in cui ancora usufruiscono delle brigate solidali. Non accettiamo consigli da parte di chi esprime un Ministro della Difesa che evidentemente non è poi così aggiornato sulle intenzioni statunitensi, visto che si è fatto trovare in area sensibile quando la Casa Bianca ha deciso di esportare la terza guerra mondiale in Iran. Antonella Bundu conferma la sua consueta generosità, insieme a tutta la delegazione che partirà da Firenze. Tra le compagne e i compagni vogliamo ricordare Peter Wood, Giovane Comunista del Partito della Rifondazione Comunista, che ha collaborato con il nostro gruppo consiliare per stendere una risoluzione in solidarietà con la Repubblica di Cuba che chiederemo venga votata prima possibile, perché possa essere portata sull'isola insieme agli aiuti raccolti in tutto il mondo, compresi il CPA e l'ex GKN di Campi Bisenzio". 

 

“Apprendiamo dai suoi canali social che l’ex consigliera comunale di SPC Antonella Bundu sarebbe in procinto di trasformarsi in navigatrice per partecipare alla flottiglia internazionale, in partenza per cercare di forzare il blocco navale al largo di Cuba per portare aiuti umanitari alla popolazione", commenta invece il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi. "In un momento come questo, estremamente delicato per il Paese, in cui viene dato l’assalto alle sedi del partito comunista, ci sembra un’iniziativa quantomeno troppo rischiosa. Non vorremmo che lo Stato italiano dovesse poi occuparsi di far rientrare in sicurezza la nostra connazionale in Patria. Per questo invitiamo Bundu a rifletterci meglio, e a rinunciare”.

 

 
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