Il Teatro della Toscana 'In Alt(r)o Mare': presentata la nuova stagione. I cartelloni di Pergola e Rifredi

In scena, artisti come Emma Dante, Stefano Massini, Sonia Bergamasco, Luca Marinelli, Piero Pelù. Novità per gli abbonamenti

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martedì 26 maggio 2026 18:34

Il Teatro della Toscana alzerà i suoi sipari 600 volte nella stagione 2026/2027. Una stagione In Alt(r)o Mare, è il nome scelto per il cartellone delle tre anime dell'istituzione, Teatro della Pergola, Nuovo Rifredi Scena Aperta e Teatro Era.

 

Una stagione che avrà compagni di viaggio come Piccolo Teatro di Milano, Teatro di Roma, Teatro Stabile di Torino, Teatro Piemonte Europa, Emilia Romagna Teatro ERT, Cango, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Metastasio di Prato, Teatro di Napoli, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e altre importanti istituzioni di musica e spettacolo del territorio. Previste formule di abbonamento e carnet in tutti i teatri della Fondazione, per la prima volta abbonamenti a turno fisso a Rifredi, formule trasversali tra le tre sale. Abbonamenti e biglietti per i giovani, fino agli Under25 che potranno entrare alla Pergola con un abbonamento completo da 10 euro a spettacolo. E, sempre per la prima volta, introduzione di abbonamenti triennali e possibilità di riservare un palco a uso esclusivo.

 

In scena, artisti come Emma Dante, Stefano Massini, Sonia Bergamasco, Luca Marinelli, Federica Fracassi, Luca Zingaretti, Anna Ferzetti, James Franco, Lucia Poli, Alessandro Benvenuti, Lunetta Savino, Piero Pelù, Ottavia Piccolo, Danio Manfredini, Serena Sinigaglia, Alessandro Gassmann, Valeria Solarino, Silvia Gallerano tanti altri.

 

Perché un “altro mare”: lo sguardo e l’invito a teatro del direttore artistico Stefano Massini. “Un tempo in alto mare, il nostro. La guerra tornata realtà ordinaria, senza più nessuno scandalo, e con lei il potere che romba assordante i mantra esagitati di un’incontenibile propaganda. E ancora, l’economia che barcolla ubriaca sul ciglio dell’abisso e minaccia crisi epocali fra materie prime alle stelle e nuovi 1929 per celebrare il secolo dalla catastrofe che fu. Intanto macchine hi-tech e robot androidi invadono luoghi e riti del lavoro, mentre si affollano le tratte dei nuovi schiavi. Sì, è un tempo in alto mare, il nostro. Lontano da coste amichevoli, in balia dei flutti, laddove il senso stesso dell’umano vacilla. Forse la salvezza da questo alto mare sta allora nel navigare un altro mare. Rotte diverse, nuove carte nautiche, una virata decisa verso oceani diversi, liberi da portaerei e petroliere, in cui nessun naufrago sprofondi in cerca di un futuro negato. Il teatro è l’altro mare. Da millenni lo è, e non ha mai abdicato alla sua missione di accogliere, orientare, stimolare, alleviare un’umanità in ostinata ricerca di senso e di tregua. Siamo l’altro mare. Quello in cui nessuna mina ti distruggerà lo scafo mentre percorri uno Stretto, quello in cui nessun cetaceo galleggerà con la sua carcassa in una chiazza di idrocarburi. Siamo l’altro mare, quello in cui ogni lingua è benvenuta perché siamo oltre le bandiere, oltre i passaporti, oltre le guardie costiere e i pirati del caos. Siamo l’altro mare, quello in cui ognuno è rispettato e coinvolto in quanto umano, e dunque tutti viaggiano sul ponte della nave, nessuno in stiva. Il teatro è lui al timone, decide lui dove puntare e se gettare l’ancora. Forse ci fermeremo in acque turchesi a riscaldarci al sole del racconto, forse fra gli iceberg a contemplare la maestà del dramma, forse rideremo ai guizzi dei delfini. Benvenuti a bordo. In altro mare”.

 

LE STAGIONI

 

Teatro della Pergola

 

Al Teatro della Pergola, un vasto racconto del presente tra icone della scena, sguardi internazionali e maestri del contemporaneo, con 32 spettacoli in cartellone, produzioni e coproduzioni con i principali teatri pubblici italiani e il miglior teatro internazionale. Il Teatro della Pergola inaugura la stagione 2026/2027 il 1° ottobre 2026 con Kazufusa Hōshō, 20° Gran Maestro della Hōshō Nō Family, una delle cinque scuole storiche del Teatro Nō giapponese, un appuntamento straordinario per il pubblico dedicato al repertorio Kyōgen e Teatro Nō. Protagonista della stagione, con una nuova produzione del Teatro della Toscana, è Stefano Massini con Lo Zar, opera incentrata sulla figura di Vladimir Putin (volume edito da Einaudi). 

 

Fra produzioni e coproduzioni del Teatro della Toscana, Luca Zingaretti in Autodifesa di Caino, ultimo monologo scritto da Andrea Camilleri e ritrovato negli archivi dell'Istituto Dramma Popolare di San Miniato, un testo straordinario sul sentimento della colpa. Massimo Popolizio firma regia e interpretazione de La pazzia di Re Giorgio di Alan Bennett coproduzione “monstre” con 21 attori in scena. Virgilio Sieni mette in scena Preghiera – Tempi di guerra, nuova opera che si avvale della collaborazione iconografica di Paolo Pellegrin (Magnum) e dalla drammaturgia della psicoanalista Gabriella Ripa di Meana. Poi, un nuovo Dracula diretto da Andrea De Rosa su testo di Fabrizio Sinisi, con Federica Rosellini, un allestimento unico per il Teatro della Pergola e in esclusiva italiana dopo il grande successo dello scorso anno. Molto atteso il debutto di Piero Pelù con Profumo d’inferno, concerto-spettacolo dai diari di Kurt Cobain e Alessandro Benvenuti a Capodanno con Ritorno a casa Gori (1995), secondo capitolo della Trilogia dei Gori scritta con Ugo Chiti, classico del repertorio toscano contemporaneo.

 

James Franco, celebre attore e regista di Hollywood debutta, con Desert Films, regia firmata con Peter Gold, interpretato con Blaine Kern III: una performance teatrale dal vivo, parte di una serie di narrazione cinematografica che esplora la natura e il prezzo della fama, omaggio al cinema di David Lynch. Restando alla drammaturgia internazionale contemporanea da segnalare Incendi di Wajdi Mouawad, celebre drammaturgo libano-canadese tra i più rappresentati al mondo, poi Theodoros Terzopoulos, fondatore del Teatro Attis di Atene, porta in scena Le Baccanti di Euripide con Roberto Latini.

 

Per la scena della ricercaDanio Manfredini presenta Cinema Cielo, il suo lavoro più celebre. Torna Sotterraneo con Il fuoco era la cura da Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Antonio Rezza e Flavia Mastrella con Fotofinish. Grazie a una collaborazione tra Teatro della Toscana e Metastasio di Prato Massimiliano Civica debutta alla Pergola con Quinto: non uccidere ispirato al film di Ernst Lubitsch L’uomo che ho ucciso (Broken Lullaby). Kepler-452 porta A place of safety – Viaggio nel Mediterraneo centrale, mentre Leonardo Lidi, fra i registi più seguiti della sua generazione, firma l’Amleto di William Shakesperare, tradotto e adattato da Diego Pleuteri. Di madre in figlia di Concita De Gregorio, vede in scena la stessa De Gregorio. Completa questa sezione Emma Dante, autrice e regista di Extramoenia.

 

Sul versante della grande prosa, sul palcoscenico della Pergola si avvicenderanno artisti di primissimo piano: Silvio Orlando nel Berretto a sonagli di Luigi Pirandello, regia di Andrea Baracco; Sonia Bergamasco in Oscar di Linda Dalisi, liberamente ispirato all’iconica figura di Lady Oscar, regia di Antonio Latella; Alessandro Haber ne Le ultime lune di Furio Bordon, regia di Paolo Valerio; Rocco Papaleo in Scheda bianca dal romanzo Saggio sulla lucidità del premio Nobel alla letteratura José Saramago, regia Serena Sinigaglia; Davide Livermore dirige Orlando Fuorioso di Ludovico Ariosto; Natalino Balasso nelle Ultime sere di Carnovale di Carlo Goldoni, regia di Valerio Binasco; Alessandro Gassman porta in scena un secondo testo di Stefano Massini, Stato contro Nolan (un posto tranquillo); Tullio Solenghi è regista e interprete de I due gemelli veneziani, sempre Goldoni. Dopo Fabrizio Gifuni nella passata stagione, l’omaggio a Orazio Costa è affidato a Gabriele Lavia con Uomo è poesia. Per Natale torna la Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli con Don Chisciotte dal romanzo di Miguel de Cervantes, regia Franco Citterio e Giovanni Schiavolin.

 

La stagione del Teatro della Pergola è poi attraversata da Simone Cristicchi con lo spettacolo Franciscus; da Maria Cassi e Leonardo Brizzi con La follia della libertà – Studi sulla follia da Erasmo da Rotterdam; dalla Compagnia delle Seggiole con lo storico viaggio teatrale In sua movenza è fermo.

 

Nuovo Rifredi Scena Aperta

 

Ben 10 su 22 spettacoli che compongono il cartellone del Nuovo Rifredi Scena Aperta per la stagione 2026/2027 portano la firma diretta del Teatro della Toscana. Oltre alle novità annunciate, la Nuova Scuola Teatrale Eduardo de Filippo e la Nuova Bottega Teatrale Vittorio Gassman, e l’apertura di Tindaro Granata con Antropolaroid il 4 e Vorrei una voce il 7 novembre 2026, in scena Massimo Salvianti dà vita a Rifredi Premiata Ditta Cinema, narrazione che riprende un pezzo di storia quasi dimenticata, ovvero quando negli anni ‘20 del Novecento nel quartiere c’erano i più importanti studi cinematografici del cinema muto. Antonella Questa mette in scena Letteratura – Femminile, singolare, conferenza-spettacolo sulle scrittrici rimosse dai manuali di letteratura. Ugo Chiti torna ai suoi Racconti solo racconti, scritto e diretto nel 2006 proposto con gli stessi interpreti dell’allestimento originario, attori di quella che fu la compagnia Arca Azzurra: Massimo Salvianti, Dimitri Frosali, Giuliana Colzi, Lucia Socci e Alessio Venturini.  Prodotti nell’ambito della Nuova Scuola Teatrale Eduardo De Filippo: Gian Burrasca – Un monello in casa Stoppani di Angelo Savelli da Vamba e Cronache di poveri amanti di Ugo Chiti da Vasco Pratolini, con gli allievi della Scuola per Attori ‘Orazio Costa’ del Teatro della Toscana e con la partecipazione di Lucia Poli.

 

Riflettori anche su Federica Fracassi che interpreta L’analfabeta di Ágota Kristóf, regia di Luigi Noah De Angelis, uno spettacolo di Fanny & Alexander, e su Valeria Solarino e Silvia Gallerano che portano in scena Guarda le luci amore mio di Annie Ernaux, regia di Michela Cescon. Danio Manfredini propone Cari spettatori con Vincenzo del Prete e Giuseppe Semeraro e Tre Studi per una crocifissione; Davide Iodice il suo Pinocchio – che cos’è una persona? –  con la sua compagnia progetto di arte e inclusione sociale. Babilonia Teatri propone due spettacoli: Abracadabra The End. Matthias Martelli interpreta il Mistero buffo di Dario Fo e Franca Rame, regia di Eugenio Allegri. Piccola Compagnia della Magnolia presenta Cenci – Rinascimento Contemporaneo, la Compagnia Berardi Casolari LidOdissea.

 

In stagione, poi, tre appuntamenti che ruotano intorno a figure chiave legate al concetto di libertà democratica del Novecento. Ottavia Piccolo è in scena con due lavori di Stefano Massini: Matteotti (anatomia di un fascismo), regia di Sandra Mangini, e Donna non rieducabile, regia di Silvano Piccardi, dedicato alla giornalista russa Anna Politkovskaja uccisa in un agguato sotto casa. La terza figura è quella di Don Milani, il prete di Barbiana: Lettera a una professoressa, adattamento di Eugenio Nocciolini, con Don Alessandro Santoro, sacerdote profondo conoscitore delle periferie.

 

Iniziano oggi, e andranno avanti fino al prossimo 19 giugno, le repliche di Walking thérapie di Nicolas Buysse, Fabrice Murgia, Fabio Zenoni, l’evento teatrale itinerante e interattivo con Gregory Eve e Luca Avagliano che ha come scenografia Firenze e i suoi abitanti. Il cammino iniziatico verso la felicità, che si trasforma in un’esilarante passeggiata dove si parla, si canta, si ride, torna anche nell’estate 2027, per il decimo anno consecutivo.

 

Formazione, attività pedagogiche e laboratoriali

 

Il Teatro della Toscana dà nuova vita a un momento importante della sua storia. Era il 1989 quando si interrompeva la straordinaria esperienza della Bottega Teatrale di Firenze di Vittorio Gassman: ora riapre sotto una veste nuova. Una visione che starà sotto il capitolo degli Artifici al Nuovo Rifredi Scena Aperta. Otto percorsi formativi nel 2026/2027 per un pubblico fortemente diversificato: dagli studenti delle scuole medie e superiori ai professionisti dello spettacolo, dalle persone con disabilità fino agli adulti over 60. A tenerli, artisti in stagione come Tindaro Granata; Fanny & Alexander / Chiara Lagani; Federico Tiezzi con un percorso di alta formazione in preparazione di Metropolis, la nuova importante produzione del Teatro della Toscana per la stagione 2027/2028; Davide Iodice; Compagnia Berardi Casolari; Babilonia Teatri; Massimiliano Civica; Danio Manfredini.

 

Insieme alla Nuova Bottega Teatrale di Firenze di Vittorio Gassman, lo storico Corso di Drammaturgia di Eduardo diventa la Nuova Scuola Teatrale Eduardo De Filippo. Completano l’offerta formativa del Teatro della Toscana, al Teatro della Pergola, il Centro di Avviamento all’Espressione con il Corso per Attori ‘Orazio Costa’ e i Corsi di Avviamento all’Espressione, e i corsi dell’Atelier Internazionale del Costume.

 

Liberamente è il progetto speciale del Ministero della Cultura per la Scuola di Drammaturgia del Teatro della Toscana diretta da Stefano Massini. Il calendario 2026 si apre con due serate estive Liberamente… sotto le stelle alla Cavea del Maggio Musicale Fiorentino (13 e 25 luglio 2026), e prosegue in autunno, a ingresso libero alla Pergola, con la Scuola Popolare di Scrittura e con il Manuale di Educazione Sentimentale dedicato agli studenti delle scuole secondarie. Non un vero e proprio corso di scrittura, ma un dialogo necessario per decifrare le emozioni, capire meglio i propri bisogni.

 

Il 19 ottobre 2026 è in programma al Nuovo Rifredi Scena Aperta un incontro con la scrittrice Dacia Maraini dal titolo Quale scuola, primo appuntamento del progetto del Teatro della Toscana dedicato alle giovani generazioni Trecentosessantagradi. Perché interrogarsi sulla scuola di oggi significa guardare al Paese di domani. A Don Lorenzo Milani e a Lettera a una professoressa è dedicato, invece, l’ultimo appuntamento del progetto, con Don Alessandro Santoro.

 

 

Le dichiarazioni

 

Walter Zambaldi, Direttore generale della Fondazione Teatro della Toscana: «Programmare e iniziare a svelare la stagione 2026/2027 della Fondazione è motivo di grande entusiasmo e di gioia. Molti degli spettacoli in cartellone sono produzioni del Teatro della Toscana, come Lo Zar di Stefano Massini, in tournée in tutta Italia. Il lavoro di questa istituzione rimane l'eccellenza riconosciuta ovunque. Lavoriamo dunque per consolidarci come un solido punto di riferimento a livello regionale e nazionale, un ente a servizio del territorio capace di collaborare con una pluralità di istituzioni in una pluralità di luoghi. Vogliamo essere un teatro vivo, dove ogni sala sia uno spazio aperto non solo agli spettacoli e alle tournée, ma alle giornate di lavoro, al racconto e alla narrazione del processo artistico, affinché il pubblico possa partecipare costantemente alle molteplici attività».

Sara Funaro, Sindaca di Firenze e Presidente della Fondazione Teatro della Toscana: «La stagione 2026/2027 del Teatro della Toscana rappresenta un segnale importante di qualità, visione e solidità per una delle istituzioni culturali più rilevanti del nostro Paese. Grandi produzioni, attenzione ai giovani, formazione, innovazione e apertura internazionale sono le cifre di questa programmazione di altissima qualità. Ringrazio di cuore Stefano Massini che ha messo tutta la sua passione, professionalità e generosità a disposizione del Teatro, Walter Zambaldi che sta lavorando con attenzione, meticolosità per dare sempre più solidità a questa importante realtà, tutti i soci per il lavoro di squadra costruttivo e la collaborazione, il personale per l’impegno costante. Teatro vuol dire crescita sociale e civile delle nostre comunità, questa stagione va in questa direzione».

 

Matteo Franconi, Sindaco di Pontedera e Vicepresidente della Fondazione Teatro della Toscana: «Il cartellone 2026/2027 del Teatro Toscana al Teatro Era riafferma Pontedera e la Valdera come epicentro di innovazione e sperimentazione teatrale. Con la stagione 'In Al(t)ro Mare' il Teatro si conferma un laboratorio permanente aperto alla pluralità dei linguaggi contemporanei, capace di far dialogare i grandi maestri con la ricerca d'avanguardia. L’anteprima nazionale de Lo Zar di Stefano Massini sarà all’Era. Il legame con il nostro territorio si esprimerà nel ritorno dell’omaggio di Massini alla Piaggio, e nella valorizzazione di una straordinaria storia teatrale con la nascita del Premio Jerzy Grotowski: a gennaio, cinque artisti nazionali e internazionali riporteranno a Pontedera la grande ricerca sull'arte dell'attore. Una proposta coraggiosa per un teatro vivo e radicato».

 

Cristina Manetti, Assessora alla Cultura della Regione Toscana: «Il Teatro della Toscana conferma, con questa nuova stagione, la propria vocazione di grande presidio culturale capace di coniugare qualità artistica, ricerca, formazione e apertura al contemporaneo. ‘In Al(t)ro Mare’ è un titolo che parla al nostro tempo e invita a guardare oltre le paure e le divisioni, riaffermando il valore del teatro come luogo di incontro, riflessione e crescita civile. La Regione Toscana sostiene con convinzione un progetto che mette al centro le persone, i giovani, il territorio e la forza della cultura come strumento di libertà e partecipazione. Una stagione ampia, inclusiva e coraggiosa, che valorizza grandi interpreti, nuove generazioni e una rete di collaborazioni prestigiose, contribuendo a rafforzare il ruolo della Toscana come punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale e internazionale».

 

Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze: «Il Teatro della Toscana rappresenta un presidio di cultura non solo per Firenze e la Toscana, ma per l’intero panorama nazionale, e questa nuova stagione dimostra con chiarezza la volontà di offrirsi come un luogo vivo, inclusivo e contemporaneo e di tornare ad essere un vero "luogo di produzione". Come Fondazione CR Firenze crediamo nel nuovo corso del teatro e investiamo in un progetto che ha la forza di coinvolgere e attivare la partecipazione della comunità. Investire nel teatro significa anche investire nella crescita civile del territorio e nella capacità di costruire visioni condivise. La nuova stagione è la conferma del percorso di rinnovamento di una istituzione culturale capace di innovare senza perdere il legame profondo con la propria storia ed il proprio territorio».

 

 

 

 
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