Firenze, inaugurata al Parco San Donato la Panchina Viola dedicata alla fibromialgia
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza su una patologia cronica, invisibile e complessa
martedì 26 maggio 2026 16:59
Una Panchina Viola dedicata alla fibromialgia: è stata inaugurata oggi alle ore 12.30, presso il Parco San Donato di Firenze, la Panchina Viola promossa dal Quartiere 5 del Comune di Firenze insieme a CFU-Italia ODV e alla Commissione “Politiche Sociali e della Salute” del Comune di Firenze.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza su una patologia cronica, invisibile e complessa, che coinvolge migliaia di persone e che ancora oggi fatica a ottenere pieno riconoscimento sociale e istituzionale. La panchina viola rappresenta un luogo simbolico di ascolto, consapevolezza e riconoscimento per tutte le persone che convivono quotidianamente con la fibromialgia.
“Questa inaugurazione vuole essere un gesto concreto di attenzione e vicinanza – dichiara Edoardo Amato, Presidente della Commissione 4 Politiche sociali e salute –. Parlare di fibromialgia significa dare voce a tante persone che affrontano ogni giorno dolore, difficoltà e incomprensioni. Costruire consapevolezza nella comunità è fondamentale per contrastare invisibilità e isolamento”.
Il Capogruppo del M5S Lorenzo Masi, promotore iniziale dell’atto, ha aggiunto: “L’obiettivo è quello di individuare panchine viola anche negli altri quartieri della città, affinché questo messaggio di sensibilizzazione, vicinanza e attenzione verso chi soffre di fibromialgia non rimanga invisibile. Un segnale concreto per continuare a tenere alta l’attenzione su una patologia ancora troppo poco riconosciuta”.
Il Presidente del Quartiere 5 Filippo Ferraro ha sostenuto fortemente l’iniziativa, alla quale hanno preso anche parte CFU Italia, la Presidente della Commissione Welfare Q5 Andrea Michelle Raglianti e il consigliere del Quartiere 5 Nicola Zerini. “La panchina viola – sottolinea Raglianti – vuole essere un simbolo permanente di dignità, ascolto e inclusione, ma anche uno strumento per promuovere una cultura della salute più attenta alle patologie croniche e invisibili”.
