Limitazioni affitti brevi, gli imprenditori: 'Furore ideologico'. Salviamo Firenze: 'Estendere il blocco non basta'
Le reazioni all'annuncio della sindaca sull’estensione delle limitazioni agli affitti turistici brevi
martedì 26 maggio 2026 17:31
“La stretta sugli affitti brevi nel centro storico di Firenze non ha riportato residenti nell’area Unesco o ridotto realmente i canoni delle locazioni tradizionali. Nonostante questo, Palazzo Vecchio decide ora di estendere i divieti anche ai quartieri fuori dal centro, continuando a colpire cittadini, piccoli proprietari e attività legate all’ospitalità”. A dirlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartaments Florence, commentando la delibera approvata dalla giunta comunale guidata dalla sindaca Sara Funaro che prevede l’estensione delle limitazioni agli affitti turistici brevi anche in quartieri come Campo di Marte, Gavinana, Rifredi, Statuto, Savonarola e San Jacopino.
“Prima di ampliare ulteriormente i blocchi – prosegue Fagnoni – sarebbe stato corretto spiegare ai fiorentini quali risultati concreti abbiano prodotto le misure già adottate negli ultimi anni. Quanti appartamenti sono davvero tornati sul mercato residenziale? Quanto sono diminuiti gli affitti a lungo termine? Se queste risposte non arrivano, significa che si continua a seguire un approccio più ideologico che pragmatico”.
“Preoccupa inoltre il messaggio che passa quando si distingue tra il cosiddetto ‘appartamento della nonna’ e chi gestisce immobili in maniera organizzata o imprenditoriale. Dietro il settore degli affitti brevi lavorano property manager, imprese di pulizie, manutentori, tecnici, artigiani e tanti professionisti dell’accoglienza. Tentare di criminalizzare l’attività imprenditoriale nel turismo – sottolinea il presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartaments Florence - significa colpire una parte importante dell’economia cittadina”.
“Per affrontare davvero l’emergenza abitativa servono più alloggi accessibili, recupero degli immobili sfitti, investimenti sull’edilizia residenziale, una riflessione seria sull’impatto dei grandi investimenti immobiliari e degli studentati, ma soprattutto maggiori tutele per i proprietari. Oggi molti cittadini evitano di mettere sul mercato case per affitti lunghi perché temono morosità, tempi infiniti per gli sfratti e scarse garanzie. Rafforzare le tutele per i proprietari permetterebbe di sbloccare una quota importante di offerta abitativa verso le locazioni tradizionali, con effetti sui canoni molto più concreti rispetto ai divieti sugli affitti brevi. Continuare ad allargare le restrizioni – conclude Fagnoni – rischia invece di creare nuove tensioni economiche e ulteriore incertezza senza risolvere il problema di fondo”.
Critiche dal Comitato Salviamo Firenze . "La sentenza del Tar ha tolto ogni alibi all'amministrazione, può intervenire per ricreare un rapporto tra residenza e turismo. Ma non lo fa. La prima azione messa in campo dalla Giunta Funaro è davvero limitata: estendere il modello blocco Unesco ad altre zone. Perché limitata? Perché non è un cambio di cura di una città malata. Perché congelare non significa curare una città in cui a prezzi possibili non si trova né un affitto né un appartamento da acquistare. Perché, come chiunque abiti in area Unesco sa, in questi 2 anni dal blocco formale degli affitti brevi la situazione non è migliorata. Si continua a eludere la domanda chiave, ovvero se il numero di affitti brevi attivi è sostenibile. No, non lo è".
"La moratoria dovrebbe servire a programmare il futuro, non a rinviare le decisioni. Invece si continua a temporeggiare rimandando al 2028 la scelta necessaria di definire con largo anticipo quali tetti numerici saranno in vigore e quali i criteri premianti (certamente il mono proprietario). Anche per permettere ai proprietari di pianificare le proprie scelte (vendere, affittare 4+4,etc). Non dire ora questo prefigura una futura situazione dehors, ovvero una proroga infinita così da avere zone in area Unesco con indici di occupazione affitti brevi doppi o tripli di altre zone. La sindaca Funaro si considera apripista in Italia, sulla carta lo è certamente, nei fatti purtroppo ancora no. Perché mancano del tutto i controlli, perché non si usa nemmeno una piccola parte della tassa di soggiorno per fare i controlli. Controlli che non devono essere fatto solo sugli affitti brevi, ma anche sull'improvviso boom degli affitti finti transitori, che sono illegali (sarebbero destinati solo ai turisti) e che stanno dilagando. Senza pianificazione e controlli Firenze resterà la città dai costi impossibili di ora, da cui le persone che ci vivono e lavorano scappano. Questo sembra davvero sfuggire".
In foto un momento della presentazione dell'estensione in Palazzo Vecchio
