‘Noi paghiamo l’affitto’: la lite virale racconta la vita vera nel centro di Firenze

Dallo scontro con un turista ai problemi quotidiani: la testimonianza di Caterina, 30 anni, che vive in zona Duomo

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venerdì 20 marzo 2026 12:00

Bastano pochi secondi, a volte, per capire come sta una città. Nel video diventato virale in questi giorni (CLICCA QUI PER VEDERLO) , a Firenze, una residente affronta un turista accusandolo di aver lanciato rifiuti nel giardino del palazzo. Lui nega, poi si difende: ‘Ho pagato mille dollari per stare qui’.

 

La risposta è immediata: ‘Noi paghiamo l’affitto’. Una frase che mette in fila due modi diversi di stare in città: viverla ogni giorno o attraversarla per poco senza le stesse responsabilità.

 

Dietro quel video c’è Caterina, 30 anni, nata e cresciuta a Firenze. Da due anni vive nel centro storico, in zona Duomo. ‘La cosa bella è passare davanti al Duomo, alla bellezza di Firenze’, racconta. Poi c’è la quotidianità, ed è tutta un’altra storia.

 

‘Le difficoltà sono nelle cose normali, come fare la spesa. Non ci sono supermercati adatti, tutto si consuma velocemente per via dei turisti. Se cerchi lievito madre o anche solo uno smacchiatore, devi uscire dal centro’. E i prezzi non aiutano: ‘Sono stata di recente a Parigi e ho trovato cifre molto simili a quelle del centro di Firenze’.

 

Nel palazzo dove vive, come in molti altri della zona, ci sono diversi B&B. ‘Manca una dimensione di vicinato, quella di darsi una mano e condividere gli spazi’, spiega. ‘Avere sempre persone diverse è straniante, perché non si crea mai una continuità nei rapporti’.

 

Fino al giorno del video. ‘A quel punto abbiamo reagito’. Una situazione che, racconta, non nasce dal nulla: ‘Dai piani superiori avevano già risposto male. Non sai mai cosa può succedere’. Da qui la decisione di riprendere e raccontare tutto. ‘Ma non mi aspettavo diventasse virale’.

 

Dopo la diffusione del video sono arrivate anche delle scuse da parte della struttura coinvolta. Ma per Caterina il punto è un altro: ‘Non è una questione di sensibilizzare i turisti. Il problema è il sistema’.

 

Poi prova a spiegarlo con un’immagine: ‘È come un serpente che si morde la coda’. Un meccanismo che, secondo lei, si autoalimenta. ‘In centro non servono altre caffetterie o negozi tutti uguali, pensati per lo struscio dei turisti. Servirebbero attività per la vita quotidiana’. Ma il punto è proprio questo: ‘I fiorentini non vivono più in centro, quindi quei negozi non reggerebbero. E così si va avanti nello stesso modo’.

 

Per cambiare davvero, dice, ‘servirebbe il coraggio di tirare un sasso nell’ingranaggio, fermarlo e ripartire’.

 

Negli ultimi giorni si è avvicinata anche ad alcune realtà cittadine come Salviamo Firenze e pensa di continuare a raccontare la situazione attraverso i social. ‘L’unica cosa che posso fare, al momento, è parlarne. Non voglio lasciare il centro di Firenze’.

 

 

 
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