Prima l’ascolto, poi la cura: nella storica Farmacia del Cinghiale tra galenica e musica
Dal 1752 presidio nel centro di Firenze, tra laboratorio galenico e serate in cui anche le piante diventano suono
venerdì 13 marzo 2026 16:28
Sono le otto di sera e nel centro storico di Firenze le serrande si abbassano una dopo l’altra. Dentro la Farmacia del Cinghiale le luci restano accese. Le persone sono sedute, circondate dagli arredi storici e da un’atmosfera insolita per una farmacia. È l’orario degli eventi che il locale organizza a chiusura, affrontando temi diversi, dalla salute alla musica.
Le serate diventano così un momento di incontro e confronto, senza trasformarsi in occasioni promozionali. E a volte la sperimentazione si fa più leggera. 'Ogni tanto Vito mette la musica, apriamo le porte e balliamo', racconta la dottoressa Filippa Arcuri. Per qualche ora la farmacia si trasforma in uno spazio informale, cercando di recuperare quella dimensione di comunità che un tempo apparteneva alle farmacie di paese.
In questo contesto nasce il Botanical Sound Farma, progetto sviluppato da Vito Incorvaia, farmacista e membro della famiglia, che ha reso udibili le variazioni elettriche delle piante tramite un sistema di biofeedback. 'Alla pianta vengono applicati elettrodi, come in un elettrocardiogramma', spiega. 'Le frequenze vengono tradotte in suoni nella gamma percepibile dall’orecchio umano'. Il dispositivo lo accompagna anche nei viaggi, dalla mandragola in Sicilia al tè in Sri Lanka fino al cacao in Giamaica.
Fondata nel 1752, la Farmacia del Cinghiale è una delle botteghe storiche di Firenze. Nell’Ottocento era anche luogo di ritrovo per intellettuali, come testimoniano alcuni sonetti dell’epoca. Dietro il bancone, alcune lapidi ricordano che proprio qui il medico Niccolò Branchi della Torre eseguì esperimenti di chimica che contribuirono al passaggio dall’alchimia alla scienza moderna e gli valsero, nel 1757, l’incarico di avviare a Pisa un insegnamento di chimica su nomina del granduca di Toscana.
Nel centro che cambia e si adatta ai flussi del turismo, la farmacia prova a restare un punto di riferimento per chi a Firenze ci vive.
La dottoressa Arcuri, titolare della farmacia, è cresciuta in una farmacia di paese in provincia di Agrigento. 'Io da bambina stavo lì. Mio padre era farmacista, mia madre si occupava del magazzino. All’epoca non esisteva il pronto soccorso come oggi: le persone suonavano a qualsiasi ora e tutta la famiglia partecipava all’assistenza. Era faticoso, ma ti formava'.
Nel 2010 la famiglia si trasferisce a Firenze e rileva la farmacia storica. 'Cercavamo un luogo dove sviluppare il nostro modo di intendere il benessere'. Il laboratorio galenico è rimasto in sede, così come la produzione interna di preparazioni.
Accanto alla tradizione galenica, la farmacia ha sviluppato negli anni un’attenzione alle diverse forme di cura e prevenzione: omeopatia, fitoterapia e omeosinergia, un approccio che considera la malattia non solo come un disturbo da eliminare ma come un segnale da interpretare all’interno di una visione più ampia della persona. In farmacia oggi convivono percorsi convenzionali e complementari. La scelta resta sempre della persona che entra.
Tra galenica e musica, tra storia e sperimentazione, resta l’idea che una farmacia possa essere qualcosa di più di un punto vendita: un luogo di relazione, prima ancora che di prescrizione.
