Firenze, la sindaca Funaro racconta: 'In città c’è una mia sosia, viene fermata dai cittadini'

Il racconto in 'Storie di Firenze': 'Mi dispiace se le hanno attribuito la colpa di qualche buca...'

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giovedì 05 marzo 2026 19:30

“In città gira una mia sosia. Credo si chiami Chiara”. A raccontarlo è la sindaca Sara Funaro nella nuova puntata di “Storie di Firenze”, il progetto editoriale dell’agenzia Galli Torrini diretto dal giornalista Jacopo Storni.

 

"So che qualche volta è stata fermata dai fiorentini. Mi dispiace se le hanno attribuito la colpa di qualche buca...", racconta ancora la prima cittadina, che parla ancora del rapporto con la città. Si definisce “una fiorentina permalosa” in una città “specializzata nelle polemiche e nelle prese in giro”, a cui manda questo messaggio: “Il tempo delle città non è quello dei mandati delle giunte comunali. Bisogna lavorare tanto non solo sulle azioni da fare qui e ora, ma in prospettiva. Perché i risultati delle azioni che si mettono in campo oggi li vedremo tra vent’anni o più. La vera sfida è questa: come sarà la Firenze del 2050? E la risposta passa da politiche che non rispondono solo alle urgenze di oggi, ma che guardano in prospettiva”.


La giornata-tipo di Funaro, da quando è sindaca, inizia dalla lettura della rassegna stampa, poi prime telefonate e primi messaggi. In cima alle chat ce n’è una dal nome emblematico: “Abbiamo problemi”, gruppo storico con i collaboratori più fidati, “nato – racconta – per affrontare le criticità senza perdere il sorriso”.


Come descriverebbe la città con un’immagine? “Quando c’è una persona fragile per strada, ad esempio, si vedono spesso i fiorentini che si fermano a dare una mano: le portano una coperta, un panino o qualcosa da bere. Non c’è un gesto eclatante che mi è rimasto impresso. Quello che mi rende orgogliosa della città e dei fiorentini è l’attenzione alla città e alle altre persone, nella quotidianità e nei piccoli gesti. Per cui, al di là delle polemiche che si leggono e vedono sui social network, c’è una Firenze che è bella e umana, profondamente umana”.


Un sogno? Quello forse di tutti i sindaci: “Essere in più posti contemporaneamente”.


Nella storia Funaro racconta anche la sua passione per la cucina, compresa quella brasiliana che ha imparato durante i due anni a Salvador Bahia, dove si trasferì da psicologa per lavorare con i bambini di strada e in comunità psichiatriche, e anche qualche figuraccia. Ad esempio “quando mi sono calata da Palazzo Vecchio vestita da elfo, ma anche quando ho stonato Senza parole di Vasco Rossi: è un momento che purtroppo resterà”.

 

 

Immagine di repertorio

 

 

 
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