Gkn, verso la manifestazione nazionale: 'Abbiamo bisogno che la solidarietà si concretizzi'

Il sindaco Fossi: 'Ho incontrato Enrico Letta e gli ho chiesto un impegno forte del Pd'

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giovedì 22 luglio 2021 15:16

Ricercatori universitari, artigiani, guide turistiche, ma anche operai di fabbriche da tutta Italia, circoli, pensionati. E' una pioggia di adesioni quella che raccolgono lavoratrici e lavoratori della Gkn, che hanno lanciato un appello, direttamente dalla pagina del Collettivo di fabbrica, in vista della manifestazione di sabato 24 luglio. Su Facebook in tantissimi scrivono che saranno presenti, sabato mattina, a Campi.

 

Si, perché stavolta la mobilitazione si sposta direttamente a Campi Bisenzio, davanti ai cancelli dello stabilimento di cui è stata annunciata la chiusura il 9 luglio. Il giorno in cui i 422 lavoratori (ma i posti di lavoro in ballo sono molti di più), hanno saputo che sarebbero stati licenziati. 

 

Ma loro la fabbrica non l'hanno lasciata, dando vita ad una protesta che non accenna a fermarsi. Dal presidio permamente fino allo sciopero generale di lunedì scorso, indetto da Cgil, Cisl e Uil, che ha portato migliaia di persone in piazza Santa Croce, dove al centro campeggiava lo striscione "Insorgiamo", parola che accompagna la lotta Gkn.


Un bagno di solidarietà, che però ha bisogno di non prosciugarsi. "Abbiamo bisogno che la solidarietà nazionale che abbiamo ricevuto si concretizzi in persone in carne ed ossa, in una manifestazione nazionale da tenersi di fronte alla fabbrica questo sabato 24 luglio alle h 9.30", è l'invito del Collettivo di fabbrica.


"Sin dal primo giorno in cui abbiamo iniziato l’assemblea permanente in fabbrica, siamo stati travolti dalla solidarietà. Il territorio è letteralmente insorto in sostegno a questa fabbrica, abbracciandola e difendendola - si legge nell'appello del Collettivo - Ne approfittiamo per ringraziare: categorie Cgil, organizzazioni sindacali di varia natura, circoli Arci, associazioni di ogni tipo, singoli cittadini, lavoratrici e lavoratori, delegati sindacali ecc.  20 anni fa a Genova molti di noi gridavano “un altro mondo è possibile”. Noi, da questo nostro piccolo presidio, stiamo vedendo effettivamente lo spaccato di un altro mondo possibile".

 

"Gkn è diventata, nostro malgrado, un caso politico e un caso nazionale. Perché siamo gli ultimi di una lunga serie di licenziamenti e delocalizzazioni. Perché potenzialmente siamo i primi di una ulteriore serie di chiusure dopo lo sblocco dei licenziamenti pandemico. Perché siamo una fabbrica con commesse e con macchinari nuovi. Perché siamo individuati come una fabbrica con un grado importante di sindacalizzazione e organizzazione interna. Se sfondano qua, quindi, sfondano dappertutto: se ne è convinto un arco di forze, che attraversa svariate categorie professionali, dagli operai, agli edili, passando per i lavoratori del commercio e della logistica, fino a giornalisti e psicologi".

 

"E la solidarietà è andata ben oltre i confini della provincia. Abbiamo ricevuto attestati di solidarietà e offerte di aiuto, delegazioni da tutta Italia, raccolte fondi, ecc. Tutto questo ci tornerà utile soprattutto quando l’assemblea permanente dovesse protrarsi nel tempo, affrontando magari periodi di stanca. Ma oggi non è questa la situazione. Il presidio è solido e la lotta continua ad allargarsi. Deve allargarsi. Perché il Governo è chiamato innanzitutto a rispondere su cosa intende fare in caso il fondo finanziario non ritiri licenziamenti".

 

"Se non esistono strumenti legislativi per impedire la chiusura di questa fabbrica, questi strumenti si creino. Cambiando così non solo la storia di questa nostra vertenza, ma un pezzo della storia di questo paese. E per questo il nostro slogan non è soltanto “la Gkn, non si tocca”, ma il motto che viene dalla Resistenza fiorentina: “Insorgiamo”. Perché i periodi bui capitano nella storia, ma prima o poi vengono spazzati via da un moto di indignazione e dalla sensazione che improvvisamente pervade la società che “così non si può andare avanti”.

 

Ci sarà un corteo nella zona dello stabilimento. "Farà caldo. Dovrà fare caldo. Quindi attrezzatevi per sopportare il caldo ma anche attrezzatevi per una manfestazione che sia calda. Avremo punti acqua ma attrezzatevi anche voi. Passeremo nelle zone commerciali e industriali che circondano lo stabilimento. Questo è il paesaggio che abbiamo attorno alla fabbrica. Non ci sarà un filo d'ombra e quindi cercheremo di ridurre la durata dello spostamento. Ci saranno interventi di lavoratori e lavoratrici lungo il corteo e alla fine. Chiediamo a tutte le realtà organizzate che ci hanno portato solidarietà di capire che non abbiamo possibilità logistiche di far fare interventi di rappresentanza".

 

"Portate striscioni, megafoni, bandiere, riprendete i cori. Saremo in spazi aperti e caldi. Se non avete più voce, battete le mani. Se vi fanno male le mani, saltellate. Non è il momento di stare zitti"

 

Intanto il sindaco di Campi Emiliano Fossi chiede: "Rispetto per la Gkn. Ieri Giorgetti non si è presentato in Parlamento per parlare della Gkn. Un atteggiamento che non mi è piaciuto, come le parole del ministro qualche giorno fa. Ieri sera, insieme a Simona Bonafè ho incontrato Enrico Letta e gli ho chiesto un impegno forte del Pd. Far esporre il Governo ai massimi livelli sulla vertenza; un pacchetto di proposte contro la delocalizzazione e gli atteggiamenti predatori di fondi e multinazionali, un piano per accompagnare la transizione energetica. La piazza di lunedì ha bisogno di risposte. Non possiamo accettare quello che sta accadendo. Non possiamo tollerare chi mette il lavoro contro l’ambiente, chi preferisce la speculazione al lavoro". 

 

"Il mio partito sarà in prima linea su questa battaglia: è l’impegno che hanno preso con noi sia Enrico Letta che Peppe Provenzano. Io ne sono orgoglioso", conclude Fossi.

 

Irene Grossi

 

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