Gkn, 'Non siamo i poveri operai che vanno a casa. Siamo dignità, orgoglio e resistenza'

Il lunedì inizia con il rifiuto delle ferie forzate

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lunedì 12 luglio 2021 15:24

"Non è ovviamente un buongiorno alla Gkn di Firenze. Abbiamo deciso insieme ai lavoratori di contestare la decisione dell’azienda di mettere tutti in ferie forzate prima dell’annunciata chiusura". E' quanto fa sapere la Fiom, nel primo giorno della settimana, il primo lunedì dopo la notizia ricevuta dai lavoratori e dalle lavoratrici Gkn, venerdì, tramite una mail: chiusura dello stabilimento e licenziamento collettivo.

 

"Da oggi riprendiamo piano piano la produzione per rispondere agli ordini inevasi visto che dentro ci sono milioni di euro di materiali da lavorare perché, lo ricordiamo, GKN non è in crisi. Il fondo di investimento che ne è proprietario persegue solo la massimizzazione dei profitti e questo non è accettabile. Difendiamo i 422 posti di lavoro diretti che, con l’indotto, arrivano a oltre mille. Qui si producono semiassi per l’automotive, si riforniscono fabbriche italiane, prevalentemente di Stellantis e il lavoro non manca. Questi componenti peraltro, neanche saranno oggetto di transizione ecologica", scrive la Fiom.

 

Intanto arriva la notizia della convocazione del tavolo al Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), giovedì alle 14 da remoto, in merito alla situazione della Gkn. La Fiom: "Chiederemo l’immediato ritiro dei licenziamenti e sia chiaro, non accetteremo scambi: il lavoro non è una merce!".

 

E dal Collettivo di Fabbrica dei lavoratori Gkn arrivano alcune dichiarazioni. "Permetteteci di puntualizzare alcune cose: 1. I lavoratori Gkn non sono 422. Sono oltre 500 perché noi siamo tutti colleghi sotto lo stesso tetto: interni e ditte in appalto. 2. Siamo stati licenziati con una modalità atroce e con una violenza psicologica importante. Questo aiuta a farvi capire che abbiamo a che fare con persone senza scrupoli. Tuttavia chi si concentra solo sulla modalità con cui siamo stati licenziati, si concentra sulla forma e non sulla sostanza. 3. Chi parla di "caso specifico" Gkn si mette quasi sullo stesso piano di chi ci vuole chiudere. Ma soprattutto mette in pericolo tutti i lavoratori di questo paese. Perché nega implicitamente che siamo gli ultimi di una lunga serie e i primi di una ulteriore serie di chiusure e delocalizzazioni. 4. Se sfondano qua, sfondano da tutte le parti. Perché siamo una grossa azienda e siamo organizzati. Immaginatevi aziende piccole e meno organizzate. 5. Chi parla di indennizzi e di ammortizzatori si mette quasi sullo stesso piano di chi ci vuole chiudere. Noi siamo in fabbrica, questa è casa nostra, da qua non ce ne andiamo. Qualsiasi altra cosa che verrà, sarà il risultato della nostra disperazione economica, non di certo della lotta. Ma l'obiettivo della nostra lotta è solo e soltanto bloccare i licenziamenti. Qua e ovunque. 6. Il Mise venga qua a incontrarci. Le multinazionali delocalizzano, noi invece chiediamo di localizzare la trattativa. Sempre che il Mise abbia il coraggio di reggere lo sguardo di una comunità orgogliosa e non piegata 7. La nostra vicenda si lega indissolubilmente a quella di FCA stellantis. Cosa dobbiamo aspettare per una mobilitazione del settore? 8. A tutti coloro che ci portano solidarietà (circoli Arci, categorie sindacali, singoli lavoratori, ecc) diciamo grazie, grazie, grazie. Non riusciamo a rispondervi né a citarvi tutti senza fare torto a qualcuno. Sarà lunga. Non dimenticateci quando l'attenzione mediatica calerà 9. Proprio per avere un canale di solidarietà più puntuale, nascerà una pagina di solidarietà alla vertenza. 10 Sciopero generale e corteo nazionale: è quello che stiamo valutando".

 

"Abbiamo le lacrime agli occhi, mille storie umane da raccontare ma oggi non è questo il punto. Non siamo i poveri operai che vanno a casa. Siamo dignità, orgoglio e resistenza. Fate un favore a voi stessi unendovi alla nostra lotta. Insorgiamo".

 

Il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi sta valutando un'ordinanza di divieto di avvicinamento di mezzi pesanti allo stabilimento di Gkn, per evitare che vengano portati via i macchinari.

 

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