A Rifredi 'Uno spettacolo di Leonardo Manzan': l'attacco ai luoghi comuni dell'arte contemporanea

Al Nuovo Rifredi Scena Aperta un esperimento provocatorio e stimolante per riflettere sul ruolo dell'artista e dell'arte

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giovedì 05 marzo 2026 18:50

Un vernissage in cui l'artista espone sé stesso come opera d'arte: è quello che fa Leonardo Manzan, che trasforma il teatro nella sala di un museo di arte contemporanea.

 

Il giovane autore e regista, due volte vincitore della Biennale Teatro di Venezia con Cirano deve morire e Glory Wall, torna al Nuovo Rifredi Scena Aperta il 6 e 7 marzo, ore 21, con Uno spettacolo di Leonardo Manzan, un esperimento provocatorio e stimolante per riflettere sul ruolo dell'artista e dell'arte.

 

È uno spettacolo sul dramma di chi dice “io” senza nessuno che gli risponda “tu” e sulla mediocrità che si autocelebra. Un attacco ai luoghi comuni dell'arte contemporanea e un tentativo disperato e sentimentale di ristabilire il principio dell'eccezionalità dell'artista, negando la democrazia nel campo dell'arte.

 

Leonardo Manzan invita gli artisti a riprendersi con arroganza la scena, per uccidere il personaggio protagonista del teatro di oggi: il “perdente di talento”.

 

Leonardo Manzan allestisce un vernissage che si presenta così: «Ogni opera d’arte potrebbe intitolarsi autoritratto». Per questo, accoglie il pubblico in piedi su un piedistallo. «Benvenuti. È un vero onore essere qui». Dice. Sottinteso: per voi. In questa mostra, che diventa spettacolo, Manzan espone sé stesso come opera d’arte. Una parodia dell’autofiction che riflette sul problema del culto di sé in assenza di sé. Un tentativo disperato di ristabilire il principio dell’eccezionalità dell’artista e negare la democrazia nel campo dell’arte. Perché c’è un motivo per cui lui è sul piedistallo e noi no.

 

 

 
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