Teatro della Toscana, spazio a linguaggi contemporanei e confronto civile: alla Pergola arriva Castellucci con Bros
In Bros i protagonisti sono reclutati per esibirsi senza una preparazione pregressa, e ricevono ordini tramite un auricolare
giovedì 08 gennaio 2026 16:39
Due giorni, 16 e 17 gennaio, in cui i palcoscenici del Teatro della Toscana, con la direzione artistica di Stefano Massini, rafforzano la propria identità di spazi dedicati ai linguaggi contemporanei e al confronto civile, capaci di unire sperimentazione e grande interpretazione.
I protagonisti saranno Romeo Castellucci al Teatro della Pergola, Sandro Lombardi e Federico Tiezzi al Nuovo Rifredi Scena Aperta, Armando Punzo al Teatro Era.
Bros, di Romeo Castellucci, è un’indagine sulla legge e l'obbedienza, dove un corpo di uomini è chiamato a eseguire ordini impartiti in tempo reale. Un'esperienza visiva e sonora che scardina il ruolo dello spettatore, portandolo faccia a faccia con la responsabilità collettiva.
Il teatro di Romeo Castellucci non si guarda soltanto: si attraversa. È un’esperienza che mette in crisi, che interroga, che lascia un segno. In Bros, il 16 e 17 gennaio, ore 21, al Teatro della Pergola, la riflessione si concentra su un nodo profondo e inquietante: il rapporto tra la Legge, l’obbedienza e la responsabilità, individuale e collettiva.
In scena c’è un gruppo di uomini in divisa, anonimi. Ciascuno riceve ordini tramite un auricolare ed è chiamato a eseguirli senza fare domande. L’impegno richiesto è totale: non c’è spazio per il dubbio, né per la coscienza. È qui che nasce l’alienazione: obbedire senza comprendere, agire senza sapere perché, guidati da comandi impersonali in cui il senso si è già dissolto. Non ci sono quasi dialoghi: la narrazione è lasciata alla scena, ai gesti più che alla parola.
I protagonisti sono reclutati per esibirsi senza una preparazione pregressa. La parte non è più da preparare, solo da verificare. Hanno accettato un patto che li impegna a seguire comandi e a compiere azioni senza capirne il senso o potersi preparare. Questa temporalità compressa, che riduce tutto a un presente assoluto, mescola la comicità dei loro gesti frenetici e impreparati alla violenza dell'esperienza di alienazione che vivono. È uno spettacolo tanto inquietante quanto geniale, che eleva la scena a una complessa forma d'arte.
Romeo Castellucci, regista, creatore di scene, luci e costumi, è noto per il suo teatro come esperienza trasformativa, che abbraccia la totalità delle arti e che mira a una percezione integrale dell'opera. Le sue messe in scena sono regolarmente presentate e prodotte dai più prestigiosi teatri e festival internazionali.
Edipus – Trent’anni dopo, di Federico Tiezzi e Sandro Lombardi, che ritrovano Giovanni Testori, rappresenta una storica eccellenza del teatro di poesia e di ricerca. Qui la classicità si sporca di fango e dialetto, trasformando il mito di Edipo in un urlo espressionista.
In Fame, dall’omonimo romanzo di Knut Hamsun, Paul Cocian e Armando Punzo, fondatore della Compagnia della Fortezza, esplorano un insaziabile desiderio di vita. Vita che significa divorare, distruggere, rinascere: l’artista è sempre di fronte alla sfida di creare nuove regole per vivere.
