'Muffa, umidità e sei persone in una cella': sopralluogo della Commissione consiliare 4 a Sollicciano
'Struttura palesemente inadeguata, questione di dignità per chi è detenuto e per chi lavora'
mercoledì 04 marzo 2026 18:53
Oggi la Commissione consiliare 4 del Comune di Firenze ha effettuato un nuovo sopralluogo alla Casa circondariale di Sollicciano, a poco più di un anno dal primo accesso svolto nell’ambito del lavoro in sede referente dedicato alla situazione della casa circondariale fiorentina.
Accompagnata dalla Direttrice Vitrani e dal vice comandante della polizia penitenziaria, la Commissione ha potuto accedere a diverse aree della struttura, tra cui l’Articolazione per la Tutela della Salute Mentale (ATSM), la zona preparazione pasti e alcune sezioni del giudiziario, raccogliendo altri elementi utili a comprendere le condizioni complessive dell’istituto.
“La situazione del carcere resta altamente critica: muffa, umidità e infiltrazioni sono sempre copiose", commenta il presidente della Commissione Edoardo Amato. "La struttura continua a essere fortemente sovraccaricata. Uno degli elementi più evidenti emersi anche durante la visita, con celle che arrivano a ospitare fino a sei persone. A causa dei lavori in corso in alcune sezioni, attualmente sono disponibili circa 361 posti detentivi, a fronte di circa 583 persone detenute. Inoltre, a Sollicciano arrivano persone detenute non solo dall’area fiorentina ma da tutta la Toscana e, in alcuni casi, anche da altre parti d’Italia. Oggi non ha più la capacità strutturale per ospitare l’attuale numero di detenuti".
"Questa situazione persiste nonostante l’impegno della direzione del carcere, che con i pochi mezzi disponibili sta cercando di affrontare le criticità più evidenti, come le migliorie realizzate nella sezione 4, e gli sforzi quotidiani profusi dalla polizia penitenziaria, anche a fronte di una cronica carenza di personale", continua Amato. "Come già evidenziato nella relazione della Commissione, serve un piano straordinario di interventi che preveda il rifacimento delle parti più critiche e una riqualificazione complessiva dell’istituto. Interventi ‘tampone’ sono utili, ma devono essere inseriti in una strategia ampia di azioni strutturali migliorative. Se questo piano non verrà avviato con tempi certi, la situazione non potrà che evolvere verso una eventuale chiusura dell’istituto penitenziario".
"È necessario costruire una visione più ampia sul futuro del carcere cittadino. Per questo motivo l’attenzione dell’amministrazione comunale continuerà e la Commissione – conclude Amato –proseguirà il proprio lavoro utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per mantenere alta l’attenzione istituzionale su una situazione che riguarda non solo le condizioni di detenzione, ma anche la dignità delle persone e la sicurezza degli operatori. In questa direzione proseguono i lavori del tavolo istituzionale permanente che attualmente coinvolge amministrazione comunale, servizi sanitari, direzione e istituzioni competenti con l’obiettivo di rafforzare i percorsi di presa in carico, in particolare per le persone con fragilità sanitarie e di salute mentale, soprattutto nella fase di uscita dall’istituto, nel confronto e con una programmazione condivisa anche con le realtà territoriali del terzo settore”.
“Oggi a Sollicciano non abbiamo visto solo mura ammalorate, abbiamo sentito un grido d’aiuto che non può più restare inascoltato”. Esordisce così Marco Semplici, consigliere comunale del gruppo “Sara Funaro Sindaca”. “Voglio ringraziare il presidente della Commissione Sociale, Edoardo Amato, per aver promosso questa visita, e la direttrice, la Dottoressa Valeria Vitrani, per la preziosa collaborazione. Ma soprattutto, voglio esprimere la mia vicinanza a tutto il personale della struttura: è solo grazie al loro spirito di sacrificio se, nonostante mancanze croniche e disagi infiniti, si riesce ancora a garantire un barlume di operatività”.
Per Semplici, la fase delle piccole riparazioni è finita: “La struttura è palesemente inadeguata. Non servono più interventi 'cerotto', serve una ristrutturazione complessiva. È una questione di dignità: per chi ci lavora ogni giorno e per chi vi è detenuto. Il Governo continua a voltarsi dall'altra parte, ignorando problemi enormi, ma Firenze non può accettare che tutto questo accada nel proprio territorio senza reagire”.
Queste le dichiarazioni del capogruppo di Italia Viva – Casa riformista Francesco Grazzini: “A distanza di circa un anno dall’ultimo sopralluogo siamo tornati, con la Commissione Politiche Sociali, presso il Carcere di Sollicciano. Voglio innanzitutto ringraziare la direttrice Vitrani e tutto il personale della Polizia Penitenziaria per la disponibilità, la professionalità e soprattutto per l’umanità con cui ogni giorno affrontano condizioni di lavoro impossibili. In un clima di costante tensione, tra richieste continue e gridi di aiuto su tutto: dal cambio di una lampadina a situazioni ben più gravi e complesse. Abbiamo incontrato molti detenuti nelle sezioni. Lo sguardo, per fortuna, oltre che sulle infiltrazioni sui muri, l’abbiamo posto sulle persone. Dialoghi e sguardi che non dimenticheremo facilmente. Persone che chiedono soltanto di poter vivere il tempo della loro pena in modo più umano.
"Rispetto allo scorso anno abbiamo rilevato alcuni interventi che testimoniano il “tentativo” di chi lavora e gestisce la struttura: pareti ridipinte, alcune situazioni di infiltrazioni gestite meglio, zone dichiarate inagibili e oggetto di lavori. Peccato però che troppo spesso l’amministrazione carceraria sia costretta a procedere “per toppe” e non con gli interventi complessivi che una struttura come Sollicciano meriterebbe", continua Grazzini. "Restano infatti gli arcinoti problemi strutturali: infiltrazioni d’acqua, freddo, spazi non adeguati alle oltre 500 persone che ci vivono. Chi vive e lavora dentro Sollicciano ci ha parlato di fatica, tensione, senso di abbandono. Gli agenti operano con organici ridotti; i detenuti scontano la pena in condizioni che mettono a dura prova la dignità personale. Ora però, pur sapendo che non si tratta di una competenza diretta del Comune, è il tempo di tradurre le analisi e le denunce in azioni. La Commissione prosegua nell’importante lavoro avviato dal presidente Amato per individuare iniziative concrete che possano migliorare le condizioni di vita dei detenuti, anche e soprattutto prima e dopo il periodo di detenzione. Un carcere adeguato, più umano, moderno e accogliente sarebbe un segno di una città che davvero non lascia da soli gli ultimi”.
