Rinasce la palazzina confiscata alla mafia cinese: housing sociale e laboratori per persone disabili
Sopralluogo di Diop e Paulesu: 'Da simbolo del potere criminale a spazio di cura'
martedì 16 giugno 2026 18:43
Da simbolo di potere della mafia cinese a luoghi per l’inserimento di persone in condizione di fragilità e di contrasto all’emergenza abitativa. Rinasceranno molto presto all’insegna dell’inclusione e della lotta alle disuguaglianze i due immobili di via della Saggina 108/110 a Brozzi sottratti negli anni scorsi alla criminalità organizzata.
I due beni, assegnati al Comune di Firenze, si trovano all’interno di una palazzina nel sobborgo della periferia occidentale di Firenze. Il piano terra e il seminterrato, di circa 140 mq ciascuno, diverranno nei prossimi mesi una struttura polivalente per attività laboratoriali rivolte a persone con disabilità. L’appartamento al secondo piano, ampio 120 mq, sarà destinato a progetti di housing sociale.
Da alcuni giorni si sono conclusi i lavori di riqualificazione realizzati grazie a un contributo della Regione Toscana di 338 mila euro e ad un finanziamento del Comune di Firenze. Per vedere da vicino lo stato di avanzamento del percorso di rinascita questa mattina vi ha fatto sopralluogo la vicepresidente regionale Mia Diop, nell’ambito del ciclo di visite sui beni confiscati che sta compiendo negli ultimi mesi. Assieme a lei, l’assessore a welfare, accoglienza e integrazione, casa del Comune di Firenze Nicola Paulesu. Presenti anche il consigliere regionale Andrea Vannucci, il presidente del Q5 Filippo Ferraro, oltre a tecnici del Comune e rappresentanti del mondo dell’associazionismo.
Dopo avere espresso soddisfazione per i progressi compiuti verso la nuova vita dei beni, Diop e Paulesu hanno sottolineato l’importanza di giungere il più rapidamente possibile alla restituzione alla comunità degli immobili.
“Anche a Brozzi, grazie al suo impegno e alla collaborazione con il Comune di Firenze, siamo sulla strada giusta rendere concreto ciò che pensiamo debba essere la restituzione alla comunità: riconoscere il suo valore e i suoi bisogni”, ha detto la vicepresidente Diop. “Questo – ha concluso - è il senso del lavoro che intendiamo portare avanti: vedere un luogo che era simbolo del potere criminale trasformarsi in uno spazio di cura e di inclusione è qualcosa che va oltre il dato amministrativo, è un atto di governo che fa giustizia sociale, costruisce cultura della legalità e restituisce fiducia nelle istituzioni”.
“Procederemo attraverso un avviso pubblico per realizzare attività di aggregazione e socializzazione per persone con disabilità e per l’appartamento all’ultimo piano pensiamo ad attività di accoglienza residenziale sociale per progetti di autonomia”, ha spiegato l’assessore Paulesu, che ha sottolineato: “Sono risorse che ritornano nella disponibilità della comunità nell’ambito di un programma delle istituzioni a favore di cittadini che hanno maggiore necessità. Un lavoro che nascerà in sinergia tra vari livelli istituzionali e con il Terzo Settore”.
