Bagno a Ripoli, apre Casa Gemma: da bene confiscato alla criminalità a co-housing per persone in difficoltà
La villetta di via Roma, confiscata e trasferita al Comune nel 2023, potrà ospitare fino a dieci persone in un percorso verso l'autonomia abitativa
lunedì 08 giugno 2026 13:34
Da immobile confiscato alla criminalità organizzata a struttura dedicata all'accoglienza temporanea di persone in condizioni di fragilità abitativa. È stata inaugurata oggi, lunedì 8 giugno, a Bagno a Ripoli Casa Gemma, la villetta di via Roma 343 che, dopo un intervento di riqualificazione, è stata trasformata in un progetto di co-housing sociale.
L'immobile, trasferito al Comune nel 2023, è stato ristrutturato grazie a un finanziamento della Regione Toscana pari a 345.500 euro, a cui si sono aggiunti 40mila euro stanziati dall'amministrazione comunale. La gestione della struttura è affidata alla Fondazione Solidarietà Caritas Ets insieme al Consorzio CoeSo e alla cooperativa sociale Arca, individuati dalla Società della Salute Fiorentina Sud-Est.
La casa può ospitare fino a dieci persone e offrirà accoglienza temporanea a cittadini che attraversano situazioni di vulnerabilità, accompagnandoli in un percorso finalizzato al recupero dell'autonomia abitativa e personale. Gli spazi sono stati progettati per adattarsi a diverse esigenze, dai nuclei monoparentali alle famiglie. La struttura dispone di sette camere, sei bagni, una cucina condivisa, una mansarda, un terrazzo, giardino e garage.
Parte degli arredi è stata donata da Ikea Firenze nell'ambito del progetto nazionale "Un posto da Chiamare Casa".
All'inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Bagno a Ripoli e presidente della Società della Salute Fiorentina Sud-Est Francesco Pignotti, la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell'ordine e degli enti coinvolti nella gestione del progetto.
"Oggi Casa Gemma apre le sue porte e con esse si apre un nuovo capitolo per questa comunità che lancia un messaggio forte contro le mafie e l'illegalità. Quello che era un simbolo del potere della criminalità diventa un luogo di diritti, di riscatto, di solidarietà. Eravamo già stati qui alcune settimane fa per un sopralluogo, ma adesso inizia davvero una nuova storia", ha dichiarato la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop.
"È stato estirpato un male che provava a mettere radici sul nostro territorio. Alla mafia abbiamo risposto con un progetto che pensa ai più fragili, all’insegna della legalità e dell’inclusione sociale. Tutto ciò è stato possibile grazie al gioco di squadra tra istituzioni, forze dell’ordine, mondo del terzo settore e associazioni", ha commentato il sindaco Francesco Pignotti.
"Benvenuta a 'Casa Gemma', con l’auspicio che chi varca la sua soglia possa trovarvi rifugio in un momento di difficoltà e l’opportunità per un nuovo inizio", ha aggiunto l'assessora al Sociale Sandra Baragli.
Per la Fondazione Solidarietà Caritas Ets, il presidente Marco Seracini ha sottolineato il significato del progetto: "Per la Fondazione Caritas Firenze gestire Casa Gemma con i nostri operatori significa molto più che tenere aperta una struttura: vuol dire accompagnare ogni persona che vi troverà accoglienza in un percorso di dignità e di autonomia".
Anche Ikea Firenze ha partecipato all'iniziativa attraverso la donazione di parte degli arredi. "Con la donazione degli arredi destinati a Casa Gemma, Ikea Firenze intende sostenere le esigenze delle persone più fragili, contribuendo alla creazione di spazi accoglienti e funzionali", ha dichiarato il market manager Carlo Guandalini.
Il nome scelto per la struttura richiama l'immagine della gemma come simbolo di crescita e rinascita, a rappresentare il percorso che gli ospiti potranno intraprendere durante il periodo di permanenza nella casa.
