Sollicciano, via al tavolo permanente: una rete tra istituzioni e realtà che operano all’interno del carcere
Oggi il primo incontro per 'raggiungere obiettivi concreti e operativi'. Paulesu: 'Andrebbe abbattuto e ricostruito'
venerdì 09 gennaio 2026 17:52
Un tavolo istituzionale permanente sul carcere di Sollicciano. Era stato annunciato dalla sindaca Funaro durante la presentazione del bilancio di previsione in Consiglio comunale, era una proposta contenuta nella relazione finale elaborata dalla commissione Politiche sociali del Consiglio comunale su questo tema e oggi con un primo incontro svoltosi alla casa circondariale ha di fatto preso il via. Un lavoro congiunto che parte dall’amministrazione, con l’assessorato al Welfare in prima linea, la commissione, il garante comunale dei detenuti che vuole poi allargarsi ad associazioni e soggetti attivi nel penitenziario, mettendo in rete tutte le realtà che operano nell’istituto penitenziario.
Una collaborazione strutturale che "punta a raggiungere obiettivi concreti e operativi, dare alcune prime risposte in un contesto sempre più difficile come quello che si vive all’interno del carcere fiorentino e impostare una sinergia duratura tra amministrazione e realtà qui attive": il primo tema, di cui si è discusso questa mattina, è quello relativo all’accompagnamento del detenuto al momento dell’uscita dal carcere, il lavoro da fare perché poi all’uscita e al ritorno nella comunità ci possano essere con sempre più facilità risorse e percorsi strutturati e formalizzati nonché una continuità assistenziale e una presa in carico dei servizi laddove necessario. Sarà un tavolo ad “assetto variabile”, ovvero che vedrà discutere via via soggetti diversi a seconda del tema da affrontare. Prossimo incontro già calendarizzato alla fine di febbraio. Ne hanno parlato oggi in una conferenza stampa l’assessore al Welfare Nicola Paulesu, il garante comunale dei detenuti Giancarlo Parissi, il presidente della commissione Politiche sociali Edoardo Amato.
“Quello di oggi è stato un primo incontro che raccoglie gli esiti del lavoro svolto nei mesi passati insieme al Consiglio comunale e alla commissione Politiche sociali e attua anche un auto emendamento al bilancio di previsione. – ha detto l’assessore Paulesu - È estremamente importante parlare di carcere non solo per denunciare, come facciamo e come faremo, le criticità enormi che riguardano il penitenziario, ma anche per creare le condizioni di ‘maggior benessere possibile’ delle varie componenti umane e professionali coinvolte, detenuti, il corpo di polizia penitenziaria, gli educatori, tutti i lavoratori, dal personale sanitario a quello amministrativo, operatori e insegnanti della scuola e gli operatori volontari e professionali del terzo settore, che sappiamo bene vivono in una situazione quotidiana di difficoltà. Oggi abbiamo dato il via a questo tavolo, un progetto costruito insieme alla direzione di Sollicciano, è stato un momento di confronto tra i responsabili dei servizi sociali e dei servizi interni al carcere. È l’avvio di un percorso formale che avrà continuità nel tempo, il prossimo incontro sarà alla fine di febbraio. Il primo aspetto su cui intendiamo agire è il percorso di emancipazione del detenuto, creare le condizioni per un percorso di accoglienza, inclusione e rispetto dei bisogni”.
“Le condizioni di vita di Sollicciano non rispettano i principi di umanità e rieducazione. – ha concluso Paulesu - Per questo continuiamo a dire che dovrebbe essere abbattuto e ricostruito. Ed è un dato di fatto, la qualità dei percorsi e dei progetti dipende anche dalla qualità dell'ambiente dove questi nascono e si strutturano e all'interno di Sollicciano non ci sono più le condizioni, gli spazi, per realizzare alcuni percorsi progettuali. Questa non è ovviamente una competenza diretta dell’amministrazione, continueremo comunque a tenere alta l’attenzione sulle difficoltà che le condizioni strutturali del carcere impongono ai detenuti, a coloro che operano nella struttura”.
“I soggetti presenti a questo primo incontro sono molto diversi, la condizione perché in tempi adeguati questo tavolo possa funzionare è che ognuno sappia mettere in gioco ciò che serve per migliorare la situazione del carcere. – ha spiegato il garante comunale dei detenuti Giancarlo Parissi - Le condizioni di vivibilità sono drammatiche e problematiche da anni, occorrerà però dividere i problemi della struttura da quelli che sono i problemi che è possibile affrontare, penso appunto al tema delle dimissioni dal carcere e della continuità assistenziale, che sono quelli che metteremo al centro di questo tavolo. La denuncia delle condizioni interne e strutturali va fatta e continueremo a farla ma con la chiara consapevolezza che queste non dipendono dalla direzione nè dagli operatori del carcere nè dalla polizia penitenziaria. Creare le condizioni per un maggiore dialogo tra i servizi sanitari interni al carcere ed i servizi sul territorio è un obiettivo da raggiungere, lavorare su un necessario mutuo aiuto e una forte collaborazione tra queste realtà”.
La Commissione Politiche sociali e della Salute, Sanità e Servizi sociali presieduta da Edoardo Amato nella seduta del Consiglio comunale del 25 luglio 2025 ha presentato un’ampia relazione sulla situazione del carcere, risultato di un lavoro di mesi e di sopralluoghi, audizioni e incontri.
“L’istituzione del tavolo e di un sistema di governance strutturata è stata una delle proposte concrete portate avanti dalla Commissione ed è parte integrante delle indicazioni allegate alla relazione conclusiva. – ha spiegato Amato - Questa proposta nasce dall’esigenza di mettere in relazione, in modo stabile e strutturato, i soggetti istituzionali coinvolti, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attivazione dei diversi percorsi e aumentare l’efficacia dei diversi interventi, valorizzando un ruolo di coordinamento del Comune. Pur non avendo competenze dirette in molte delle materie che riguardano il carcere, il Comune ha deciso di interpretare questo ruolo in maniera estensiva, favorendo il raccordo tra istituzioni e contribuendo in modo significativo a ridurre la distanza percepita tra il carcere e la città. In una situazione così complessa e drammatica, un sistema di governance strutturato può rappresentare uno strumento concreto per costruire risposte più efficaci per le persone che vivono quotidianamente la realtà di Sollicciano, ma anche avere importanti effetti positivi sulla continuità trattamentale, mettendo in relazione la dimensione della detenzione con quella dell’uscita. Un passaggio cruciale per prevenire situazioni di recidiva, agendo su elementi fondamentali come il lavoro, la salute, le condizioni abitative e, più in generale, le opportunità di reinserimento”.
“È l’inizio di un percorso necessario, prima di tutto di conoscenza reciproca tra tutti i soggetti che operano all’interno e attorno al carcere. Un passaggio importante, che va nella direzione giusta”. A dirlo è Stefano Cecconi, vicepresidente dell’associazione Pantagruel, commentando la proposta del Comune di Firenze di avviare un tavolo di confronto sul penitenziario di Sollicciano.
“Se dovessimo usare una metafora ciclistica – prosegue Cecconi – siamo all’inizio di una tappa dolomitica: sarà lunga, faticosa e richiederà allenamento e costanza. Per arrivare in fondo servirà evitare ritiri e abbandoni, perché le criticità del carcere non si risolvono in poco tempo e non possono essere affrontate in modo intermittente”.
“Nel corso della presentazione del tavolo è emersa con chiarezza la necessità di un impegno strutturato da parte della politica – continua Cecconi –. La politica, con la P maiuscola, deve e dovrà fare la sua parte su tutti i piani: dalle condizioni strutturali ai servizi interni, fino ai progetti legati al momento delicatissimo dell’uscita dal carcere. Un passaggio su cui l’assessore comunale Paulesu ha giustamente rimarcato l’importanza sia dell’accoglienza sia degli aspetti sanitari e della salute mentale”.
Un ruolo centrale, evidenzia Cecconi, è quello del volontariato e del terzo settore. “Come ha ricordato il garante dei detenuti Parissi, anche la direzione del carcere riconosce quanto sia fondamentale il contributo delle associazioni. Senza questa presenza quotidiana molte fragilità resterebbero invisibili”.
Pantagruel richiama però l’attenzione sulle emergenze quotidiane che continuano a segnare la vita del carcere. “Siamo nel pieno dell’inverno e il freddo è una delle criticità più immediate. A Sollicciano - ricorda Cecconi - il riscaldamento fatica da sempre a funzionare e già a novembre avevamo segnalato l’assenza di acqua calda e la presenza di ampie zone non riscaldate”.
“Nel 2026 – conclude il vicepresidente di Pantagruel – è inaccettabile che detenuti e detenute, così come agenti e personale, si trovino a vivere e lavorare in ambienti esposti a temperature rigide. Tavoli e cabine di regia sono necessari, ma le emergenze non possono essere rinviate: senza condizioni minime di dignità non può esserci né rieducazione né un lavoro efficace da parte di chi ogni giorno opera dentro il carcere”.
Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune e Massimo Lensi - Associazione Progetto Firenze: "Non pensiamo che la Sindaca possa effettivamente chiudere Sollicciano, per i poteri che ha. Ma ha, secondo noi, la possibilità di andare in quella direzione, verificando rapidamente - anche con le autorità sanitarie preposte - le condizioni all'interno della Casa Circondariale, procedendo a dichiarare l'inagibilità delle parti più esposte al freddo e a condizioni inumane. In Consiglio comunale avevamo già chiesto se c'era l'intenzione di seguire questa via, ma non è mai arrivata risposta.
Adesso rilanciamo e riproponiamo.Questo costringerà tutto il sistema istituzionale a fare i conti con tutti i percorsi alternativi alla detenzione che oggi continuano a non essere centrali quanto si dovrebbe, mentre prosegue in modo sbagliato il dibattito incentrato unicamente sull'edilizia carceraria. Il freddo a un certo punto passerà, ma le conseguenze dovute alla situazione presente per chi oggi è dentro Sollicciano, no".
