Nasce il Gruppo Foucault: un collettivo per occuparsi dei problemi del carcere a Firenze

Sinistra Progetto Comune e Associazione Progetto Firenze: 'Un gruppo di persone e realtà con esperienza nel campo delle politiche penitenziarie'

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mercoledì 11 febbraio 2026 18:18

Gruppo Foucault - Anche il carcere è città, è la nuova realtà nata a Firenze per occuparsi dei problemi delle strutture carcerarie fiorentine.

 

A spiegarlo sono Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, Giulia Marmo consigliera di Sinistra Progetto Comune nel Quartiere 4 e Massimo Lensi, dell'Associazione Progetto Firenze. "All’interno delle aree tematiche di Sinistra Progetto Comune, e nell'ormai consolidata collaborazione su questa questione con l'Associazione Progetto Firenze, nasce il Gruppo Foucault, un collettivo composto da persone e realtà con lunga esperienza nel campo delle politiche penitenziarie. Il Gruppo intende occuparsi in modo continuativo dei problemi del carcere a Firenze, a partire da Sollicciano e senza dimenticare gli altri due istituti cittadini, il Gozzini e il Meucci. L’obiettivo non è alimentare dibattiti astratti o polarizzazioni sterili – come quelle, ormai asfittiche, su demolizione o ricostruzione di Sollicciano – ma proporre concretezza, pratiche e soluzioni verificabili".


"Il contesto attuale alimenta l’illusione che la crisi della giustizia possa essere governata rafforzando due modelli già falliti: da un lato un giustizialismo securitario sempre più aggressivo, dall’altro un “buonismo” retorico privo di strumenti materiali. Entrambi si muovono dentro una società segnata da diseguaglianze crescenti, disagio sociale diffuso, carenza cronica di personale nei servizi pubblici e progressiva contrazione della spesa sociale. Il risultato non è una maggiore tutela dei diritti, ma una loro erosione concreta, tanto per le persone detenute quanto per chi è sottoposto a misure alternative. In questo quadro, la relazione tra carcere e città non può ridursi al solo ruolo delle associazioni all’interno degli istituti. Serve una strategia pubblica che coinvolga amministrazioni, sanità, servizi sociali, magistratura di sorveglianza e terzo settore, rendendo effettivi diritti già formalmente riconosciuti. Senza questa dimensione materiale, il carcere resta un luogo separato e opaco, funzionale alla gestione della marginalità più che alla sua trasformazione".



Il Gruppo Foucault intende quindi lavorare su un primo nucleo di azioni: ricognizione delle condizioni materiali negli istituti e delle criticità nell’accesso alle misure alternative; intervento attraverso canali stabili di relazione con direzioni, servizi e enti locali; attivazione delle competenze già presenti sul territorio, evitando frammentazioni; comunicazione pubblica per contrastare narrazioni esclusivamente securitarie; pressione istituzionale mirata e continuativa per rendere esigibili i diritti.
 

"Piccoli passi, ma concreti e misurabili. Perché è nel lavoro quotidiano – e non nelle scorciatoie ideologiche o negli slogan – che si costruisce un’alternativa reale alle politiche penali dominanti e si riporta il tema carcere dentro una dimensione politica e costituzionale. Per il 20 febbraio è stata prevista un'assemblea pubblica, di cui nei prossimi giorni daremo i dettagli". 

 

 

 
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