Teatro della Toscana, il primo anno con Massini: nuova sinergia con il Metastasio di Prato
Nascono il Premio Scambia e l'Osservatorio Giovani Artisti
martedì 13 gennaio 2026 10:51
Un anno di trasformazione per una nuova identità culturale. Stefano Massini, Direttore artistico del Teatro della Toscana, prova a riavvolgere il nastro del suo primo anno alla guida della Fondazione che riunisce Teatro della Pergola, Teatro Era, Nuovo Rifredi Scena Aperta, illustrando i traguardi raggiunti e la visione che ha portato il Teatro della Toscana da un anno al centro del dibattito culturale del Paese.
Il primo elemento che emerge con forza, nel fare il punto del primo anno, è la "straordinaria risposta di Firenze e della Toscana. La stagione 2025/2026 Altri Sguardi ha messo al centro il racconto della contemporaneità come strumento di interpretazione della realtà, rendendolo coinvolgente, senza mai rinunciare alla qualità della proposta, la riflessione su temi urgenti: dalla politica alla Storia, dal potere ai diritti e alla memoria".
Il fulcro della direzione artistica di Stefano Massini – «The New Statesman», una delle riviste britanniche più influenti, inserisce il suo The Ladies Football Club al Crucible Theatre fra gli eventi imperdibili del 2026 a Londra – è l'idea di un teatro il più possibile stimolante. Nelle tre sale si è registrato in molti casi il tutto esaurito e comunque sempre una risposta entusiasta del pubblico spesso in piedi ad applaudire la scelta di programmare artisti mai prima d’ora nelle stagioni del Teatro della Toscana, come Sotterraneo – che hanno festeggiato alla Pergola 20 anni di attività – Francesco Montanari, Mimmo Borrelli, Fabiana Iacozzilli e Marta Cuscunà con il loro teatro di figura e di impegno civile, Chiara Guidi, affiancati, nella stessa stagione, a produzioni come Donald di e con Stefano Massini, Ma a che serve la luce? di e con Virgilio Sieni, e al ritorno, dopo due decenni, della Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli, oltre ad artisti dalla presenza consolidata, come Toni Servillo, Umberto Orsini, Vinicio Marchioni, Gabriele Lavia.
Centrale nel dialogo che il Teatro della Toscana ha costruito con il pubblico e la città è la stagione degli Artifici, principalmente al Nuovo Rifredi Scena Aperta, un ciclo di laboratori, momenti di ricerca pratica e di confronto aperti a chi desidera avvicinarsi ai processi creativi che animano il palcoscenico, guidati da rinomati artisti della scena contemporanea, da Armando Punzo a Mimmo Borrelli, da Mario Perrotta a Irina Brook, da Roberto Latini a Davide Enia, da lacasadargilla a Lucia Calamaro.
La stagione 2025/2026 Altri Sguardi dimostra che quando il teatro accetta la sfida della realtà, il pubblico risponde, facendo di Teatro della Pergola, Teatro Era, Nuovo Rifredi Scena Aperta, un unico palcoscenico che non ha paura di fare domande, e che si appresta ad accogliere artisti come Romeo Castellucci, Luca Marinelli, Emma Dante, Serena Sinigaglia, tutti in scena per la prima volta alla Pergola, e i debutti, tra Rifredi ed Era, di Lombardi – Tiezzi, Angelo Savelli, Leonardo Manzan, Davide Enia, Roberto Latini, Elio Germano e Teho Teardo, Lucia Calamaro.
Dopo il successo straordinario di Liberamente... sotto le stelle di e con Stefano Massini, che l’estate scorsa ha chiamato a raccolta 2.500 persone, la collaborazione tra il Teatro della Toscana e il Maggio Musicale Fiorentino non solo prosegue, ma si consolida ulteriormente, segnando la nuova tappa di un percorso di dialogo e incontro tra la parola e la musica che si è dimostrato una formula vincente, profondamente sentita dalla collettività.
L’intento delle due prestigiose istituzioni è stimolare ancora di più riflessioni, passioni e nuovi immaginari, "creando opportunità per tutti di vivere la cultura in modo innovativo e partecipativo, tornando al senso originario del teatro: un luogo vivo, condiviso, di comunità e di ascolto, uno spazio aperto che accoglie, interpella, smuove entusiasmo e provoca pensiero, confronto e libertà di espressione, senza barriere, insieme. Perché il teatro, quando è davvero di tutti, sa ancora essere il luogo dove le emozioni trovano e prendono forma".
Il Teatro della Toscana inaugura inoltre una nuova sinergia con il Teatro Metastasio di Prato, un’intesa di progetto e di visione culturale, che unisce due istituzioni del cambiamento nel segno della sperimentazione e del sostegno ai giovani.
La collaborazione si salda, innanzitutto, attorno alla creazione del Premio Giuliano Scabia, nell’anno del quinto anniversario della morte del celebre poeta, drammaturgo e scrittore, figura chiave della ricerca teatrale italiana, avvenuta il 21 maggio 2021. Scabia è stato pioniere di un teatro capace di portare l'arte fuori dai palcoscenici tradizionali per incontrare il mondo, dalle fabbriche, alle carceri, fino agli ospedali psichiatrici. Il riconoscimento, di cui è partner la Fondazione Giuliano Scabia, intende valorizzare progetti legati a un “teatro utile e proficuo agli esseri umani”, idealità e pratiche, quindi, con una forte ricaduta civile e sociale, capaci di uscire dai canoni per farsi comunità.
Se con il Premio Giuliano Scabia il Teatro della Toscana e il Teatro Metastasio guardano al presente, con il costituendo Osservatorio Giovani Artisti e Compagnie Under 25, intitolato alla memoria di Giancarlo Cauteruccio, si pongono l’obiettivo di intercettare il futuro della scena e favorire il ricambio generazionale. L’Osservatorio nasce con il primo e più importante compito di monitorare e individuare, a partire dalla prossima stagione 2026/2027, le giovani realtà emergenti più promettenti che operano al di fuori dei circuiti, offrendo loro un sostegno produttivo e distributivo, con l’inserimento nelle stagioni del Teatro della Toscana e del Teatro Metastasio.
Restando in tema di spettacoli, un ulteriore segnale forte dell’intesa tra Teatro della Toscana e Teatro Metastasio è rappresentato dallo scambio artistico che vedrà protagonisti i direttori artistici delle due istituzioni con le loro nuove produzioni. Nella prossima stagione teatrale, infatti, Lo Zar, il nuovo spettacolo su Vladimir Putin di e con Stefano Massini, sarà ospitato nel cartellone del Metastasio e L’uomo che ho ucciso, testo tratto dalla sceneggiatura dell’omonimo film di Ernst Lubitsch scritta da Ernest Vajda e Samson Raphaelson, uno spettacolo di Massimiliano Civica, in quello del Teatro della Pergola. Questa reciprocità non è solo un atto formale, ma una scelta programmatica volta a creare un dialogo di idee ed esperienze tra le due istituzioni e anche i rispettivi pubblici, prevedendo forme di scontistica comune e condivisa per gli spettacoli in cartellone.
