E' Massimiliano Galligani il 'Personaggio Fiorentino 2025': 'Fabbro e comico, sono uno del popolo'

L'attore si è aggiudicato il premio di 055Firenze.it: 'Sono davvero onorato, il segreto è la semplicità. Dedicato a chi mi segue'

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martedì 13 gennaio 2026 12:46

"Sono davvero contento, ci sono stati nomi importanti che hanno vinto questo premio, da Pieraccioni a tutti gli altri. Non me l'aspettavo, ringrazio tutti quelli che mi hanno spinto fino alla vittoria". Sono le parole di Massimiliano Galligani, votato 'Personaggio Fiorentino del 2025' secondo i lettori di 055Firenze.it!

 

Il noto attore, comico e cabarettista ha sbaragliato la concorrenza aggiudicandosi la 7° edizione del nostro premio, con migliaia di voti ricevuti sui social di 055Firenze.it nelle varie fasi del percorso. "Pensavo di essere già fuori nel secondo turno, con Ginevra Fenyes. Poi ho superato Piero Pelù, ma non c'era modo! Mi hanno voluto veramente bene tutti quelli che mi seguono, lo dedico a loro, è merito loro, hanno voluto che io vincessi. Essendo più boomer, so che su Facebook potevo andare fortino, ma anche su Instagram ho vinto forte. Anche con la Iapichino in finale. Non me l'aspettavo, sono molto contento. Ringrazio 055Firenze.it, quando ho saputo della vittoria ero negli Stati Uniti, a Manhattan. Sono davvero onorato. L'ho detto anche a Pieraccioni, mi ha risposto 'Grande Gallino!'".

 

Qual è secondo te il segreto di questo successo? "L'apparente semplicità che ci metto nel fare le cose. Quando faccio le cose io, sembrano sempre molto facili, anche quando non lo sono. Mi 'garba' far sì che le cose sembrino semplici, acqua e sapone. L'altro ingrediente fondamentale credo sia il fatto di venire letteralmente dal popolo, sono figlio di un fabbro, faccio tuttora il fabbro mentre faccio l'attore e arte contemporanea. L'artigianalità della cosa, piace. Alla gente piace che vinca uno come loro, io sono uno di loro. Una persona che va a giro sempre con i jeans da 20 euro, scarpe e giacchetto da 40 euro. Sono uno da supermercato".

 

E i fiorentini ti hanno riconosciuto anche un forte legame con la città, oltre che la capacità di 'esportare' la fiorentinità in vari palcoscenici. "Sono nato a Prato ma ho sempre vissuto a Firenze, la mia zia era di Ponte a Ema. Io Firenze la conosco da quando ho memoria, la frequento fin da ragazzino. Per me Firenze è la mia casa, vivo da più di 16 anni alla Fortezza. Io mi sento fiorentino e proprio toscano, ci vuole una grandissima fortuna ad esser nato qui. C'è lo 0,0003% di probabilità di nascere in Toscana, ci vuole fortuna, come ha scritto Curzio Malaparte. Sono appena tornato da New York, città bellissima. Ma non ci vivrei mai, sono fiorentino e voglio vivere a Firenze. Se diventassi famosissimo e miliardario, io la sera vorrei tornare a Firenze".

 

Tra l'altro hai vinto il premio nei giorni in cui raccoglieva grande successo la fiction di Rai 1, 'L'altro ispettore', in cui eri co-protagonista. "Sì è andata molto bene. Una produzione romana, regista milanese, il protagonista Alessio Vassallo che è palermitano. Ma un film ambientato a Lucca, io sono un carabiniere che vive a Firenze e va a lavorare a Lucca, da pendolare. Una storia toscana, una fiction andata benissimo perché si parla delle persone più semplici. Si parla delle persone che si alzano presto e si sporcano le mani, si parla degli incidenti del lavoro, tema importantissimo. I lavoratori sono al primo posto, la Rai per la prima volta ha fatto una cosa del genere. Sono onoratissimo di aver avuto questo ruolo, aspettiamo il via libera per la seconda stagione".

 

Come dicevi prima, oltre alla tua carriera artistica e comica c'è l'attività di fabbro che ti tiene impegnato. "Sì, mi tiene con i piedi per terra, per il discorso che facevo di essere uno del popolo. Quando non faccio film, cinema o tv, io vado a fare il fabbro. Sporcarmi le mani mi serve per tenermi con i piedi in terra. Ho fatto per 2 anni a Milano il comico, solo quello, ma non ero tanto felice. Mi mancava la quotidianità di fare il fabbro, della piccola riparazione, andare in casa della vecchietta che ha rotto il rotolante o la serratura. Il contatto totale con le persone mi serve per fare meglio le cose del cinema e della tv. Faccio anche delle belle sculture, c'è anche lì una parte artistica".

 

Immagino che anche nelle riparazioni le gag siano all'ordine del giorno. "I fiorentini sono ganzi a prescindere. Quando vai in casa e il cliente si diverte, ti paga più volentieri. Ai toscani e ai fiorentini 'piace a bestia' ridere. Quando si instaura il rapporto di rispettosissima amicizia, anche se poi sono a lavorare, è bellissimo. Un conto è essere un lavoratore serioso, un altro è far fare anche la risatina. Quando si sta bene il tempo passa meglio".

 

Dalle persone che incontri magari è nato anche qualche personaggio portato poi in scena? "Mi piace pescare dalla verità, dal vero. Qualche anno fa facevo una trasmissione toscana, io facevo il maestro Renato Camarri che vendeva quadri che facevano schifo. Io mi ero ispirato a lui, una persona realmente esistita. Anche il Comico Fragile che ho fatto a Zelig e su Sky, racchiude tutti i personaggi sbagliati che ho visto che volevano fare i comici e non sono riusciti a farlo. Prendo sempre dalla verità".

 

Progetti per il prossimo futuro? "Devo partire con un film, forse due, da marzo in poi. Due film per il cinema, almeno uno sicuramente, l'altro vediamo. Si spera che vada in porto anche la seconda serie de 'L'altro ispettore', ma ancora non si sa nulla. C'è una scultura che devo fare e sto studiando un po'".

 

Marco Pecorini

 

 
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