Dimensionamento scolastico, il Governo commissaria la Toscana. Funaro: ‘Si colpisce la crescita del Paese’

La Sindaca di Firenze: 'Andremo avanti con il ricorso'

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lunedì 12 gennaio 2026 20:05

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il commissariamento delle Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, che non hanno ancora approvato i rispettivi piani di dimensionamento per il prossimo anno scolastico.

 

Il possibile commissariamento era stato denunciato anche da Flc Cgil Toscana, che aveva denunciato la convocazione da parte del governo Meloni dei presidenti delle quattro regioni contrarie agli accorpamenti di istituti scolastici previsti dal piano nazionale dimensionamento: un taglio lineare di più di 5,3 miliardi di euro.

 

"Il commissariamento di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna è grave. Sosteniamo i ricorsi delle quattro Regioni, perché tagliare la scuola vuol dire colpire la crescita del Paese – ha affermato la sindaca di Firenze, Sara Funaro - Non tenere conto dei bisogni del sistema scolastico, della specificità dei territori e della storicità delle scuole è un segnale negativo da parte di questo governo che impone scelte dall'alto senza guardare al lavoro virtuoso portato avanti dalle Regioni, dalle province e dalle Città metropolitane come la nostra”. 

 

“Non si può agire guardando solo ai numeri, l'istruzione necessita di un'attenzione maggiore e di una maggiore sensibilità – ha concluso Funaro - Noi andremo avanti con il ricorso ad adiuvandum nell'interesse dei nostri ragazzi, delle nostre scuole e del nostro territorio per un'istruzione di qualità".
 

La decisione è arrivata durante la seduta di oggi del Consiglio dei Ministri a cui erano state chiamate a partecipare anche le quattro Regioni coinvolte. Per la Regione Toscana, su delega del Presidente Giani, ha partecipato ed è intervenuta spiegando le ragioni che avevano portato a sospendere il dimensionamento, l'assessora con delega all'istruzione, Alessandra Nardini.


“Fin dall'inizio di questa vicenda nel 2023, abbiamo sempre ribadito un concetto chiaro: sulla scuola pubblica non si taglia ma si investe. Lo abbiamo sostenuto in ogni passaggio in Conferenza delle Regioni e presentando vari ricorsi in questi anni contro la logica degli accorpamenti degli istituti scolastici" spiegano il presidente della Regione, Eugenio Giani e l’assessora regionale all’istruzione, Alessandra Nardini che proseguono: "Pur contestando la norma, quest'anno avevamo provveduto a dimensionare secondo le indicazioni del Ministero, ma abbiamo ritenuto doveroso sospendere gli accorpamenti in attesa dell'esito del ricorso straordinario che abbiamo presentato al Presidente della Repubblica. Il Governo invece con la scelta di oggi decide di andare avanti e di non accogliere neppure la nostra richiesta di rivedere almeno i numeri dei tagli che sono sbagliati perché non si basano sulla reale popolazione studentesca ma su una sottostima del numero di studentesse e studenti toscani".


La Regione Toscana infatti ribadisce che "basando il conteggio degli accorpamenti sui numeri reali di studentesse e studenti, e non sulle stime, si passerebbe dai 16 imposti quest'anno dal Governo ad 8, dimezzando il numero dei tagli.
La decisione governativa si basa su uno scostamento di circa 8mila studentesse e studenti tra quanto stimato dal Ministero e quanto attestato dall’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana: 428.679 studentesse e studenti contro 436.671 iscritte e iscritti reali".

Presidente e assessora hanno anche sottolineato il confronto che in questi mesi c'è stato con enti locali e sindacati.


“A nostro avviso il Governo avrebbe dovuto – questo il parere di Giani e Nardini – attendere il pronunciamento del Presidente della Repubblica in merito alla questione. Invece ha voluto procedere d’imperio con una decisione che continuiamo a ritenere profondamente sbagliata, dettata soltanto dalla volontà di tagliare a tutti i costi e non adeguata alla realtà scolastica della nostra Regione, che aveva gia' visto in passato un corretto dimensionamento con la creazione di istituti comprensivi in un'ottica di continuità verticale. Adesso questi tagli rischiano di avere ripercussioni negative dal punto di vista sia didattico che occupazionale."



Il numero delle istituzioni scolastiche autonome attualmente presenti in Toscana è di 466 ma con gli accorpamenti diventerebbero 450. Sono infatti previsti 4 accorpamenti nella provincia di Lucca, 3 in quelle di Massa Carrara e di Pistoia, 2 per la Città Metropolitana di Firenze e altrettante per la Provincia di Grosseto e per la Provincia di Siena.

 

 
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