Gkn, 'La lotta sarà lunga': assemblea e corteo intorno allo stabilimento

Dietro lo striscione 'Insorgiamo' il corteo percorre via Fratelli Cervi

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sabato 10 luglio 2021 19:27

Ci sono centina di persone oggi, appena oltre i cancelli della Gkn. Fuori sono appesi bandiere e striscioni, (e all'ingresso igienizzante e mascherine a disposizione di tutti).


Dentro ci sono i lavoratori e le lavoratrici che hanno ricevuto appena ieri la notizia: chiusura dello stabilimento di Campi Bisenzio, con conseguente licenziamento di tutti i dipendenti. Ci sono le loro famiglie, e ci sono persone venute in loro sostegno: chi porta bottiglie d'acqua, chi 'solo' solidarietà.


Solidarietà anche dalla politica locale, che non si è fatta attendere, con i sindaci della Città Metropolitana che si stanno avvicendando in una sorta di 'staffetta' da ieri sera, ma quello che chiedono i lavoratori della Gkn è che questo non si fermi ai primi giorni, sull'ondata emotiva di quanto accaduto, e che alla solidarietà facciano seguito azioni concrete, perché, annunciano: "la lotta sarà lunga".
 

Una lotta iniziata ieri, andata avanti con la nottata passata in fabbrica, e che continua, e continuerà, con un presidio permanente. 

 

Sul posto si è recato anche Eugenio Giani, presidente della Regione. "Lasciare a casa 422 lavoratori con una mail é inaccettabile. Vedere quei bambini mano nella mano con i propri padri in presidio alla GKN di Campi Bisenzio, impone impegno massimo. L'azienda ritiri il provvedimento e si sieda al tavolo con le rappresentanze sindacali!".


Intorno alle 17 parte l'assemblea. "Grazie per essere venuti con poco preavviso in questo sabato caldo. Oggi sono arrivate le raccomandate a casa dei lavoratori, dalle mail siamo passate alla raccomandata - a parlare è Dario Salvetti, operaio delegato Fiom e del Collettivo di fabbrica - abbiamo visto che ha avuto molto risalto questo fatto, colpisce che ci abbiano licenziato con una mail, ma dobbiamo guardare quante mani hanno scritto quella mail e quanto a lungo è stata preparata. È stata scritta anche da tutti coloro che hanno permesso che i fondi finanziari facciano quello che hanno fatto a noi, da tutti coloro che hanno speso fiumi di inchiostro per dire che in Italia il lavoratore è privilegiato, che scioperavamo troppo e che si dovevano abbattere i costi del lavoro, e dovevamo accettare i sacrifici. Ora vediamo la stampa, i sindaci, i consiglieri, abbiamo risposto a tutti con cordialità, ma conosciamo troppo bene il film".

 

"Le aziende chiuse in mezzo alle buone intenzioni sono tante e non vogliamo essere una di queste - continua Salvetti - perché forse perderemo questa battaglia ma vogliamo condurla fino in fondo con la dignità, e non ce la toglieremo col diventare passerella di un mondo che ha contribuito a tutto questo, e che se vuole che la situazione cambi deve comportarsi diversamente. La lotta sarà lunga, non sappiamo quanto durerà, prima di tutto ci siamo assicurati che da questo stabilimento non uscisse nulla, dai macchinari fino alla merce. Puntiamo all'allargamento della lotta, sono scandalosi 500 posti di lavoro persi qui, lo saranno i prossimi persi e quelli già persi in questo anno di pandemia, stiamo chiedendo ai lavoratori di non fare l'errore che abbiamo fatto anche noi, ovvero pensare che sta accadendo a qualcun altro. Lo pensavamo anche noi. Ma ora che ci è capitato, sappiamo che se sfondano qua sfondano da tutte le parti. Il nostro slogan non sarà solo la Gkn non si tocca ma "Insorgiamo", chiediamo quanto ancora potremo sopportare tutto questo. Se c'è possibilità di arrivare ad uno sciopero generale provinciale deve essere fatto, e siamo disposti a convocare un corteo nazionale a Campi, e non solo per difendere questo stabilimento. Sarebbe il caso che l'incontro al Mise, se ci sarà, si faccia qua e non a Roma".


Il megafono passa di mano in mano.


Parla Matteo Moretti, Rsu Fiom: "In questa fabbrica ci sono macchinari ancora incelofanati, c'è valore, e noi lo difendiamo. I lavoratori della Gkn sono pronti a difendere questo stabilimento col proprio corpo. Noi lo sappiamo qual è il nostro ruolo, voi politici lo sapete? Se non sapete cosa fare per aiutarci, se non potete fare niente, allora venite qui a prendere le manganellate della polizia con noi, quando il padrone rivorrà i suoi soldi".


Dopo l'assemblea, dietro allo striscione "Insorgiamo", parte un corteo davanti allo stabilimento. Le persone presenti si riversano in strada e percorrono via Fratelli Cervi, tra le due rotonde, mentre le persone in fila nelle auto, in attesa di entrare nel centro commerciale lì di fronte, stanno a guardare.

 

Irene Grossi

 

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