'Senza consenso è stupro': lo striscione a Firenze contro il ddl Bongiorno
Protesta contro il disegno di legge sulla violenza sessuale. 'Peggiora pesantemente l'attuale normativa sulla violenza di genere e sessuale'
lunedì 16 febbraio 2026 17:08
"Senza consenso è stupro". Si legge su uno striscione affisso sul sottopasso di viale Strozzi, in Piazza Bambine e Bambini di Beslan a Firenze.
Una protesta contro il Ddl Bongiorno sulla violenza sessuale. "A 30 anni dalla Legge 66/1996 che ha trasformato la violenza sessuale da reato contro la morale a reato contro la persona, il DDL BONGIORNO vuole riportare indietro le lancette del tempo e far ricadere sulla persona offesa la dimostrazione di aver subito violenza. Il consenso NON deve essere né dimostrabile né riconoscibile. Il nostro consenso è libero, consapevole, esplicito e revocabile!", dichiara Non Una di Meno Firenze.
Ieri, 15 marzo, si sono svolte mobilitazioni in molte città italiane contro il disegno di legge.
"Martedì 27 gennaio, la Commissione Giustizia del Senato ha approvato la nuova versione del DDL sulla violenza sessuale, proposto dalla senatrice Giulia Bongiorno (Lega). Nelle prossime settimane proseguirà il suo iter approvativo in Parlamento. DI COSA SI TRATTA? II DDL pretende che la persona denunciante sia capace di dimostrare in un'aula di tribunale il dissenso manifestato al momento dell'atto. In altre parole, ricade sulla persona offesa l'onere di dimostrare che quella che ha subito era violenza. COSA SIGNIFICA? Il DDL fa a pezzi il valore del consenso - inteso come II DDL fa a pezzi il valore del consenso manifestazione libera, chiara e attuale della volontà di avere un rapporto sessuale e peggiora pesantemente l'attuale normativa sulla violenza di genere e sessuale", si legge in una nota pubblicata da Non Una di Meno Firenze.
"Chiedere di dimostrare il dissenso significa assumere che i corpi siano disponibili fino a prova contraria, fino a quando non riescono a dire "no" con abbastanza forza, urlare in maniera sufficientemente udibile, mostrare lesioni sufficientemente profonde. CON QUALI CONSEGUENZE? Decidere come deve essere dimostrata una violenza sessuale significa decidere anche che cos'è violenza, chi detiene il diritto sui corpi, chi può essere credute, chi invece viene sistematicamente protetto. Apre le porte alla normalizzazione della violenza sessuale, esercita violenza istituzionale nei confronti delle persone trans e non binarie, moltiplica la vittimizzazione secondaria di chi denunciando o raccontando quanto accaduto viene messe in dubbio, colpevolizzate, minimizzate o trattate con scarsa sensibilità da istituzioni, media o società", conclude Non Una di Meno Firenze.
