Firenze, commemorazione in via Mariti a due anni dalla strage. Funaro: 'Ferita aperta per la città'

Cerimonia silenziosa in ricordo delle vittime. Nel pomeriggio un presidio indetto da Usb

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lunedì 16 febbraio 2026 15:56

Sono passati due anni dalla strage di via Mariti, dove il 16 febbraio 2024 persero la vita cinque lavoratori nel crollo del cantiere Esselunga.

 

“Abbiamo deciso di istituire un momento ufficiale ogni anno tra le cerimonie di Palazzo Vecchio in ricordo di questa tragedia, che per la nostra città resta una ferita aperta”. ha detto la sindaca Sara Funaro in occasione della cerimonia di commemorazione dei cinque lavoratori che morirono: Luigi Coclite, Mohammed El Farhane, Taoufik Haidar, Bouzekri Rahimi, Mohamed Toukabri.

 

Una cerimonia silenziosa, con la deposizione di una corona alla targa che riporta i nomi delle vittime, collocata qui un anno fa. “Momenti come questo parlano da soli. – ha detto la sindaca Funaro – Per questo abbiamo voluto una cerimonia silenziosa, nel ricordo delle persone che hanno perso la vita e nel rispetto verso i loro familiari, alcuni con noi oggi”. 

 

Presenti oggi anche l’assessora all’Urbanistica Caterina Biti, l’assessore al Lavoro Dario Danti, il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione, il presidente del Quartiere 5 Filippo Ferraro, la sindaca di Scandicci e consigliera delegata al Lavoro in Città metropolitana Claudia Sereni, consiglieri comunali, legali e familiari delle vittime, rappresentanti dei sindacati, di ANMIL, di INAIL, autorità militari e religiose. 

 

Presente anche Cgil Firenze: "A due anni dalla strage sul lavoro di via Mariti, torniamo a chiedere giustizia per le vittime e un cambio di passo reale sulle politiche per la sicurezza sul lavoro. Questa mattina il sindacato ha partecipato alle commemorazioni istituzionali, ribadendo che la memoria non può restare solo simbolica. I numeri confermano che non c’è stata alcuna svolta. Nonostante i provvedimenti annunciati dopo la tragedia, gli infortuni sul lavoro continuano a essere una piaga. In provincia di Firenze, tra il 2023 e il 2024, gli infortuni sono aumentati e quelli mortali sono passati da 4 a 10. In aumento soprattutto gli incidenti che coinvolgono lavoratori migranti (+6% in provincia, +3% in Toscana). Il trend prosegue nel 2025, con un +4% di infortuni totali in Toscana nel settore delle costruzioni. La cosiddetta “patente a crediti” non ha garantito una vera qualificazione delle imprese: i requisiti sono autocertificati e le patenti rilasciate risultano molte meno di quelle stimate. Nel frattempo si assottigliano i controlli: il decreto semplificazioni prevede l’obbligo di preavviso di 10 giorni per le ispezioni e limita i controlli successivi in caso di esito positivo .

 

"Resta irrisolto il nodo delle catene di appalti e subappalti, emerso drammaticamente con via Mariti: serviva vietare i subappalti a cascata e qualificare davvero imprese e lavoro, ma nulla è stato fatto. Infine il tema della giustizia: processi lunghi e famiglie lasciate sole. Serve una Procura nazionale del lavoro e il gratuito patrocinio per le vittime e i loro familiari. Anche per questo sosteniamo il No al referendum del 22-23 marzo. A due anni dalla strage di via Mariti non bastano i soliti annunci del Governi. Servono controlli veri, formazione seria, regole stringenti sugli appalti e tempi certi nei processi. La vita delle persone non è un costo d’impresa", concludono Bernardo Marasco (segretario generale Cgil Firenze) e Giulia Bartoli (segretaria generale Fillea Cgil Firenze).

 

Alle 18 invece si terrà un presidio indetto dal sindacato Usb di Firenze: "A due anni dalla strage nel cantiere Esselunga, torniamo in via Mariti per ricordare chi ha perso la vita sul lavoro e per ribadire che non si è trattato di una fatalità. Non è stata una tragica coincidenza. La responsabilità è del sistema che pone il profitto davanti alla sicurezza, la produttività davanti alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, il risparmio sui costi del lavoro davanti alla vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Saremo in presidio per fare memoria e continuare a lottare. Saremo in presidio per chiedere verità e giustizia. Saremo in presidio per dire basta alle morti sul lavoro".

 

"Via Mariti è il simbolo di una città e di un Paese in cui nei cantieri, nei magazzini, nelle fabbriche si continua a morire mentre si parla di crescita e sviluppo. Uno sviluppo marchiato dall’economia di guerra che colpisce lavoratrici, lavoratori, studenti e l’intera cittadinanza. Invitiamo cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori, realtà sociali e sindacali a partecipare", conclude Usb.

 

 

 
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