Plures Alia inaugura il Textile Hub. Servirà per il recupero delle fibre tessili

L'infrastruttura utilizzerà anche un sistema di selezione automatizzata basato sull'intelligenza artificiale

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mercoledì 22 luglio 2026 17:29

È stato inaugurato oggi a Prato il nuovo Textile Hub di Plures Alia.

 

Realizzata grazie a un investimento di 31,3 milioni di euro, l'infrastruttura servirà per il recupero e la valorizzazione dei rifiuti tessili. Il Textile Hub è stato sostenuto da un contributo di 900 mila euro del PNRR e ha beneficiato delle agevolazioni previste dal piano Industria 4.0, con un credito d'imposta di 850 mila euro.

 

Il progetto nasce per affrontare una delle principali sfide che attendono il comparto tessile nei prossimi anni: recuperare il valore delle fibre, trasformando ciò che oggi è considerato un rifiuto in una nuova risorsa per il sistema produttivo. Un progetto che unisce innovazione tecnologica, economia circolare e tradizione manifatturiera. Le nuove politiche comunitarie stanno infatti cambiando profondamente il ciclo di vita dei prodotti tessili. La raccolta differenziata, il riutilizzo, il riciclo delle fibre, la responsabilità estesa dei produttori e le future regole sull'ecodesign delineano un modello nel quale la capacità di recuperare materia diventerà sempre più centrale. In questo scenario il Textile Hub vuole rappresentare una risposta concreta, anticipando un'evoluzione destinata a interessare progressivamente l'intera filiera della moda europea.

 

Il nuovo impianto è progettato per trattare fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all'anno: 20.000 tonnellate di materiali post consumo, pari sostanzialmente all'intero fabbisogno della raccolta differenziata della Toscana, e 13.000 tonnellate di scarti pre-consumo provenienti in larga parte dal distretto tessile pratese. Un'infrastruttura pensata per intercettare e valorizzare entrambe le principali fonti di materiali tessili a fine vita, creando una filiera integrata dedicata al loro recupero.

 

L'obiettivo è recuperare il massimo valore possibile dalle fibre. I capi ancora idonei saranno avviati al riuso, mentre quelli non più riutilizzabili verranno selezionati e destinati al riciclo, così da reimmettere nuova materia nel ciclo produttivo come ‘end of waste’. A regime, circa il 60% dei materiali post consumo potrà essere destinato al riuso dopo le necessarie operazioni di sanificazione; il restante 40% sarà avviato alla selezione per fibra e alla pre-sfilacciatura, primo passaggio del successivo processo di riciclo meccanico.

 

L'impianto si sviluppa su 7.000 metri quadrati di superficie coperta, ai quali si aggiungono circa 10.000 metri quadrati di aree esterne dedicate alla logistica e alle movimentazioni dei materiali. La realizzazione ha richiesto 24 mesi di lavori, mentre il collaudo dell'intero sistema proseguirà fino alla fine del 2026, accompagnando la piena entrata a regime dell'infrastruttura.

 

A regime il Textile Hub impiegherà circa 50 addetti organizzati su due turni di lavoro. Di questi, circa due terzi saranno impegnati nelle attività di cernita semi-automatica dei materiali, una fase ancora oggi determinante per garantire qualità ed efficienza dell'intero processo di recupero.

 

La sfida del riciclo tessile non è soltanto raccogliere un numero sempre maggiore di abiti e materiali a fine vita. È riuscire a riconoscere con precisione le diverse fibre che li compongono, separandole correttamente per poterle destinare al riutilizzo o al riciclo. È questo il passaggio che determina la qualità della materia recuperata e, di conseguenza, la possibilità di reimmetterla nel ciclo produttivo. Per provare a rispondere a questa esigenza, il Textile Hub utilizza un sistema di selezione automatizzata basato su intelligenza artificiale e tecnologia a infrarossi (NIR), in grado di identificare automaticamente la composizione e il colore dei materiali tessili con livelli di rapidità e precisione non raggiungibili attraverso la sola selezione manuale.

 

La tecnologia adottata, già sperimentata in alcuni progetti europei, trova a Prato una delle sue prime applicazioni su scala industriale in Italia. Un'innovazione che permette di migliorare l'efficienza del processo, aumentare la qualità delle fibre recuperate e creare le condizioni per lo sviluppo di una filiera del riciclo tessile sempre più moderna, competitiva e orientata alla valorizzazione delle materie.

 

"Il Textile Hub rappresenta molto più di un nuovo impianto – ha dichiarato Lorenzo Perra, presidente di Plures –. È la dimostrazione che la transizione ecologica può diventare una leva di sviluppo industriale quando si investe in infrastrutture, innovazione e competenze. L'Europa sta indicando una direzione sempre più chiara per il futuro del settore tessile; noi abbiamo scelto di anticipare questa trasformazione, realizzando un'infrastruttura capace di dare risposte concrete a una sfida che riguarda l'ambiente, ma anche la competitività del nostro sistema produttivo. È questo il senso del Piano Industriale di Plures: costruire oggi gli impianti che renderanno possibile l'economia circolare di domani".

 

"Il Textile Hub – aggiunge Alberto Irace, amministratore delegato di Plures – nasce per rispondere a un'esigenza destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni: recuperare il massimo valore possibile dai materiali tessili e restituirli al ciclo produttivo. Abbiamo realizzato un impianto che integra tecnologie avanzate, intelligenza artificiale e automazione industriale per affrontare una sfida che non riguarda soltanto la gestione dei rifiuti, ma il futuro di un'intera filiera produttiva. Questo investimento si inserisce in un più ampio programma con cui Plures sta rafforzando la dotazione impiantistica della Toscana, nella convinzione che la sostenibilità si costruisca prima di tutto con infrastrutture moderne, efficienti e capaci di generare valore per i territori".

 

"Per Prato – conclude Nicola Ciolini, vicepresidente di Plures – questo progetto ha un valore che va oltre la realizzazione di un nuovo impianto. Significa mettere a sistema una vocazione che il nostro distretto coltiva da generazioni: recuperare, rigenerare e dare nuova vita alle fibre tessili. Oggi quella tradizione incontra le tecnologie più avanzate e diventa un'opportunità di sviluppo per tutto il territorio. Sono particolarmente orgoglioso che sia proprio qui a nascere un'infrastruttura destinata a diventare un punto di riferimentonazionale ed europeo per l'economia circolare del tessile, rafforzando la competitività delle imprese locali e creando nuove prospettive di lavoro e innovazione".

 

 

 
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