Trovati altri cellulari nascosti in carcere: 43 solo nel 2025
Droga e cellulari introdotti in carcere. Detenuti in Alta Sicurezza sono risultati gestire propri profili Tik Tok
giovedì 30 aprile 2026 15:08
Ancora telefoni ritrovati in carcere a Prato. La Procura pratese fa sapere che, nel quadro dell'attività investigativa in corso, il 28 aprile 2026, alle ore 8 del mattino, presso il reparto di Media Sicurezza della sesta sezione della Casa Circondariale "La Dogaia" di Prato, in una camera di sicurezza occupata da due detenuti di nazionalità italiana, è stato trovato un mini Smartphone, abilmente nascosto in un incavo ricavato alla base della parete della cella sotto uno scrittoio.
Sempre nel corso della sesta giornata, intorno alle nove, è stato individuato uno smartphone con relativa scheda sim, questa volta occultato in una botola dei cavedi (progettati per chiudere e sigillare le aperture tecniche utilizzate per nascondere impianti) posta tra due camere di detenzione. L'ausilio di strumenti sofisticati di rilevazione per apparati telefonici ha consentito di rilevare un forte segnale provenire dalle pareti interessate e così di riscontrare la presenza degli apparati in questione.
La Procura sottolinea che - nonostante due estese operazioni di intervento massivo nel carcere, effettuate il 28 giugno 2025 e il 22 novembre 2025 - le investigazioni hanno messo a nudo che, dal settembre 2024, sono stati rinvenuti e sequestrati a oggi settanta telefoni cellulari (di cui quarantatré nel solo 2025), ulteriori Imei risultano tuttora attive corrispondenti ad altrettanti apparecchi (sia nell'Alta Sicurezza sia nel Reparto Media Sicurezza), e sono state individuate altre utenze attive nella disponibilità di detenuti in entrambi i reparti; più soggetti ristretti sono risultati avere la disponibilità di ruters per collegarsi alla rete internet; più detenuti in Alta Sicurezza sono risultati gestire propri profili Tik Tok.
Sono stati sequestrati trentacinque quantitativi di droga (per complessivi 2.443,36 gr. di cannabinoidi, 249,34 di cocaina, 4,61 di eroina,1,59 di ecstasy e 0,66 di anfetamine/metanfetamine), occultati in camera di pernottamento, in sala colloqui, in spazi comuni, introdotti nel carcere da familiari sulla loro persona, allorché si recano ai colloqui, da detenuti rientranti da permessi, all'interno di pacchi spediti per posta, in plichi lanciati manualmente da soggetti in stato di libertà, con le mani a ridosso del muro di cinta del carcere, con fionde, con frecce, con droni e con martelli.
La collaborazione dei detenuti, spiega la Procura, continua a rivelarsi fruttuosa. L'impiego degli strumenti di comunicazione potrebbe essere neutralizzato con appropriati intervento di schermatura e con l'impiego di disturbatori di frequenza. Le investigazioni sono state svolte con il contributo degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria del carcere di Prato.
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