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Firenze, consegnati i 12 Fiorini d’oro: la cerimonia a Santa Maria Novella

Il sindaco: 'Eccellenze della città. Siamo orgogliosi di voi'

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sabato 24 giugno 2023 09:07

Assegnati dodici Fiorini d'oro. Sono stati consegnati ieri dal sindaco Dario Nardella i dodici Fiorini d’oro, massima onorificenza del Comune di Firenze, ad altrettante personalità e istituzioni. La cerimonia si è svolta nel Chiostro grande di Santa Maria Novella.

 

I premiati sono: Anna Marchi Mazzini; Circolo del tennis di Firenze; Istituto degli Innocenti; Gabriele Ametrano; Ugo Chiti; Antica Compagnia del Paiolo; Bandierai degli Uffizi; Angela Caputi; Venti Lucenti; Maria Luisa Brandi; Scarpelli Mosaici; Aeronautica militare.

 

“Questi Fiorini – ha sottolineato il sindaco Dario Nardella - rappresentano eccellenze della città nel campo della cultura, della formazione, dello sport, della solidarietà, dell’imprenditoria, della tradizione. Siamo orgogliosi di voi”.


 

Di seguito le motivazioni dei riconoscimenti:

 

Ad Anna Marchi Mazzini per Fondazione AIRC per il lungo e generoso impegno nel promuovere e sostenere, con rigore e metodo, entusiasmo e passione, la migliore ricerca oncologica nel nostro Paese, con un’attenzione particolare ai giovani ricercatori e portando temi complessi e delicati all’attenzione della popolazione. Un riconoscimento che vuole testimoniare il profondo legame di stima e di condivisione di valori che uniscono la città di Firenze e Fondazione AIRC, attraverso una organizzazione che mette al centro il benessere delle persone e delle comunità.

 

Al Circolo del Tennis Firenze che da 125 anni accompagna e impreziosisce la storia sportiva della nostra città, offrendo ai propri soci e ospiti l’opportunità di allenarsi immersi nel verde del parco delle Cascine, di nuotare nell’armoniosa ed elegante piscina espressione del migliore razionalismo italiano, di giocare a tennis o di assistere a prestigiosi Tornei, di sfidarsi a calcetto o a padel, in un connubio perfetto di natura, sport e bellezza.

 

All’Istituto degli Innocenti, uno dei luoghi del cuore per Firenze, nato nel 1419 per la difesa e la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, dall’incontro virtuoso tra la generosità (del committente), l’arte (inarrivabile, del Brunelleschi) e il sociale. Un luogo di grande bellezza, dedicato all’accoglienza, all’educazione e tutela dei bambini, che restituisce loro la pienezza della vita, i sogni, il futuro. La solidarietà – persona per persona, bambino per bambino – che si respira all’Istituto degli Innocenti, è la testimonianza tangibile e alta di quell’Umanesimo, del quale Firenze è stata la culla, che continua a mettere al centro di tutto l’umanità.

 

Gabriele Ametrano, ideatore e direttore del festival La città dei lettori, che dal 2018 porta in Toscana i protagonisti del panorama letterario contemporaneo, con l’intento di promuovere la passione per la lettura, anche come chiave per capire la complessità del mondo che ci circonda e cambiare la percezione che abbiamo di noi stessi e degli altri, perché come recita il motto della rassegna “Leggere cambia tutto”. Un progetto cresciuto nel tempo ben oltre i confini fiorentini, fino a portare i libri anche dove difficilmente le pagine raggiungono i lettori. Un’esperienza che anno dopo anno diventa incontro, dibattito, crescita, e crea comunità.

 

Ugo Chiti, alla sua luminosa carriera che è un pezzo di storia del teatro e del cinema del nostro Paese, e anche una dichiarazione d’amore alla toscanità, celebrata in tutti i suoi aspetti. Drammaturgo dal segno autentico e realistico capace di coniugare tradizione e contemporaneità, fine autore teatrale (appassionato cultore di Pirandello), sceneggiatore fra i più sensibili e creativi del cinema italiano, collaboratore storico di Alessandro Benvenuti, Giovanni Veronesi e Francesco Nuti, regista, scrittore, scenografo: una vita interamente dedicata alla magia dell’arte dello spettacolo, con cui ha ammaliato il pubblico e convinto la critica.

 

All’Antica Compagnia del Paiolo, una famiglia speciale, con cinque secoli di storia alle spalle, che continua a crescere e promuovere l’arte e la cultura nel segno della migliore tradizione fiorentina, ricalcando le orme di Giovan Francesco Rustici che, nel primo Cinquecento, fondò la storica consorteria con l’idea di aggregare spiriti eletti attorno al Paiolo, simbolo di convivialità, sposando arte e cibo. Un sodalizio animato ancora oggi dal piacere di assaporare la circolarità della cultura (si tratti di arti figurative, lettere, musica, spettacolo, scienze, politica) all’insegna dell’incontro, dello scambio, dello “stare insieme”, nutrendo mente e corpo.

 

Ai Bandierai degli Uffizi, il gruppo di sbandieratori che rappresenta ufficialmente la città di Firenze, parte integrante del “Corteo Storico della Repubblica Fiorentina” e del “Calcio Storico Fiorentino”, una tradizione che affonda le sue origini nella storia dei primi giochi con la palla. Da 50 anni la squadra porta in alto nel mondo, con orgoglio, il vessillo di Firenze, facendosi apprezzare per l’originalità e la spettacolarità delle esibizioni, dove sono protagoniste le bandiere, da parata e da esibizione, con le insegne delle antiche magistrature civili fiorentine giostrate con abilità dagli alfieri, al rullo dei tamburi, e precedute dal Capitano, dal Gonfalone del gruppo e dai tamburini.

 

Alla stilista e designer fiorentina Angela Caputi, creatrice del marchio Angela Caputi Giuggiù, un nome che è sinonimo di stile, gusto, moda, arte, colore, femminilità. I suoi “gioielli” nascono dall’incontro fra la tradizione dell’artigianato artistico fiorentino e le tendenze della modernità, dal dialogo creativo e fecondo tra le arti, che rende queste creazioni, dalle linee geometriche ma fluide, contemporanee e classiche insieme, uniche e senza tempo.

 

Venti Lucenti che, da tre decenni, sotto la sapiente direzione artistica e la regia di Manu Lalli, ha avvicinato al teatro, alla musica, all’opera lirica, migliaia di bambini, ragazzi e adulti, facendo loro vivere l’emozione del palcoscenico quale luogo di crescita, scoperta, e inclusione, vera e propria palestra di consapevolezza. Nel segno della convinzione, quanto mai condivisibile, che attraverso la bellezza sia possibile cambiare il mondo.

 

Alla professoressa fiorentina Maria Luisa Brandi, medico-scienziato di fama internazionale, una delle maggiori esperte al mondo nello studio dell'osteoporosi, docente a Firenze e in Atenei italiani ed esteri. Prima scienziata italiana a ricevere la prestigiosa European Hormone Medal, per il contributo di ampio raggio dato nel campo dell’endocrinologia. I suoi studi rigorosi hanno aperto la strada alla diagnosi e terapia delle malattie rare delle ghiandole paratiroidee e dei tumori endocrini ereditari e reso possibile la comprensione dei meccanismi chiave degli ormoni calci-fosfo-tropici.

 

Al laboratorio-galleria Scarpelli Mosaici, che da oltre 50 anni conserva intatta una splendida tradizione rinascimentale, oggi in via di estinzione: l’arte del commesso fiorentino, creando pitture di pietra sorprendenti, capaci di incantare. Una magia antica, una tecnica complessa, portata al suo apice da Ferdinando I de’ Medici, fondatore del glorioso Opificio granducale, e praticata fin dal 1960 dalla famiglia Scarpelli: dal babbo Renzo, indimenticato fondatore della bottega, insieme con la moglie Gabriella, esperta nell’arte della gioielleria, e dai figli, Leonardo, maestro mosaicista come il padre, e Catia, che cura la parte commerciale. Un patrimonio comune da preservare nei secoli come un grande tesoro.    

 

All’Aeronautica Militare che da un secolo solca i cieli di tutto il mondo, al servizio della collettività, garantendo sicurezza e difesa, e contribuendo con le sue missioni civili e militari, i voli salva-vite, a scrivere la storia dell’aeronautica: dai voli pionieristici degli anni Venti del Novecento fino alla conquista dello spazio. Un legame speciale unisce Firenze, città della cultura e del volo, all’Arma Azzurra, mediante la Scuola Militare “Giulio Douhet” e l’ISMA, due poli formativi e di pensiero che insegnano e vivono la cultura aeronautica come una passione, ma anche come una disciplina di vita.

 

 

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