Schedare le scuole 'di sinistra' o 'favorevoli a teorie Lgbtq+': la proposta di FdI a Bagno a Ripoli
La mozione di Fratelli d'Italia fa discutere. Il sindaco: 'Proprio come al tempo del fascismo, attacco alla libertà delle nostre scuole'
mercoledì 18 febbraio 2026 19:17
Una mozione per cambiare denominazione alle scuole del territorio se “politicamente schierate a sinistra” oppure “ideologicamente comuniste”, oppure se “favorevoli alle teorie lgbtq+ e/o woke”, o se si tratta di una scuola “antiamericana, anti sionista, antifascista, anti libertà di pensiero, anti cattolica, antidemocratica". E' la proposta di Fratelli d'Italia / Alleanza Nazionale a Bagno a Ripoli.
A renderla noto, con un post sui social, è il sindaco ripolese Francesco Pignotti. "I consiglieri di Fratelli d’Italia ci chiedono di schedare le nostre scuole. Proprio come al tempo del fascismo. Scuola “antifascista”, “di sinistra”, “favorevole alle teorie lgbtq+”, “woke”. Accanto ai nomi delle scuole propongono di aggiungere queste etichette. È tutto vero, hanno protocollato una mozione che invita l’amministrazione a cambiare la denominazione ufficiale. Non è solo una grave provocazione, ma un attacco vergognoso alla libertà delle nostre scuole, un’intimidazione senza pudore ai nostri insegnanti e alle nostre dirigenti".
"L’orrore del fascismo cominciò proprio così, iniziando a distinguere le persone in base alla loro ideologia politica, alla razza, alla religione, all’orientamento sessuale. Abbiamo già visto come andò a finire", continua Pignotti. "Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli vuole riportarci a un passato buio. Ai tempi del Ministero dell’educazione nazionale, quello fondato da Mussolini, con le liste di proscrizione dei professori non allineati, le persecuzioni. Dovunque i consiglieri di Fratelli d’Italia vogliano arrivare, sappiano che qui a Bagno a Ripoli troveranno sempre una comunità unita nel difendere la propria scuola, i suoi insegnanti e il diritto di istruirsi".
Sul documento destinato al sindaco e al presidente del consiglio comunale, si legge: “Premesso che in diverse scuole presenti sul territorio comunale attualmente vengono ripetutamente impartite lezioni di natura e connotazione fortemente politicizzata ed orientata; che tali indottrinamenti sono spesso rivolti verso studenti adolescenti ed anche giovanissimi appartenenti alle scuola primaria; che tali esternazioni sono palesemente orientate verso ideologie di sinistra o addirittura di estrema sinistra, essendo riferite all’illustrazione deviata e acritica su: eventi di Gaza (guerra Israeliano – Palestinese) eventi e manifestazioni “pro-pal” (dimostrazioni e/o cortei spesso sfociati con occupazioni abusive ed incontrollate di stazioni FFSS, strade ed autostrade, danneggiamenti ed episodi di terrorismo urbano), eventi e manifestazioni circa la “Sumud flottiglia” (i cui manifestanti, se non fosse stato per l’intervento a loro favore del governo “Meloni”, sarebbero attualmente ospiti di prigioni israeliane se non peggio), orientamento sessuale di ogni tipo, discussioni politicizzate sulla situazione americana, naturalmente in chiave anti Presidente USA “Trump” (vedi i fatti accaduti a Minneapolis), corsi ed interventi palesemente in difesa di religioni e culture extracomunitarie a danno e scapito delle tradizioni italiane ecc;
Considerato che tali esternazioni e/o insegnamenti sono volti a plagiare ed orientare le menti delle future generazioni di elettori nel momento in cui sono più vulnerabili ed indifese; che tali eventi sono costanti e ripetuti negli anni; che né il corpo docente, né la dirigenza scolastica, né l’amministrazione del comune di Bagno a Ripoli vedono in tale comportamento un plagio e/o violenza psicologica perpetrata nei confronti dei bambini e adolescenti più deboli;
Nell’evidenza che molte famiglie di Bagno a Ripoli pur di non far subire ai propri figli un indottrinamento politicizzato e deviato, che porta spesso ai suoi oppositori emarginazione e pregiudizio ed in alcuni casi l’insufficienza nella valutazione dell’apprendimento scolastico, sono costrette a spostare i propri figli in scuole più liberali ed in altri comuni; che tale comportamento induce a differenziare e separare socialmente i bambini ed i ragazzi, oltre che a spingere molti genitori a spostare i propri figli in altre scuole, anche private, con aggravi di costi e disagi per le stesse famiglie";
La proposta dei consiglieri di Fratelli d'Italia è “di invitare gli Organi competenti ad introdurre nella denominazione di ogni singola scuola presente nel Comune di Bagno a Ripoli una caratterizzazione che ne identifichi l’orientamento insegnato e voluto dal corpo docente e dalla Dirigenza scolastica, inserendo le seguenti descrizioni: “politicamente schierata a sinistra” oppure “ideologicamente comunista”, oppure “favorevole alle teorie lgbtq+ e/o woke”, oppure “antiamericana, anti sionista, antifascista, anti libertà di pensiero, anti cattolica, antidemocratica”. Ciò allo scopo di rendere possibile alle famiglie con figli in età scolastica di individuare e scegliere, tra gli istituti scolastici fornite delle suddette denominazioni aggiuntive, i più adatti per l’orientamento politico/sociale/sessuale/culturale/religioso dei propri figli".
Commenta così la sindaca di Firenze, Sara Funaro: "Fratelli d’Italia continua a trasformare l’istruzione in uno strumento di propaganda. La scuola è un luogo di formazione, libero, inclusivo e plurale. Uno spazio di crescita e confronto, non di controllo o repressione come vorrebbe la destra. Difenderla significa difendere la democrazia, l’autonomia educativa e il diritto di chi studia e cresce a formarsi senza etichette né intimidazioni".
In una nota arriva la reazione anche del segretario del Partito Democratico della Toscana, Emiliano Fossi: “Fratelli d’Italia chiede di classificare le nostre scuole con etichette ideologiche. È un fatto grave e inquietante. Non siamo di fronte a una semplice provocazione politica, ma ad un attacco diretto alla libertà e all’autonomia del sistema scolastico. Siamo al fianco del sindaco Francesco Pignotti che si è opposto e ha denunciato con fermezza quanto accaduto. Siamo di fronte ad un vero e proprio tentativo di intimidazione nei confronti di insegnanti e dirigenti scolastici, un modo per mettere sotto pressione chi ogni giorno svolge con professionalità e dedizione il proprio lavoro educativo.
Secondo il segretario dem, l’idea di distinguere le scuole sulla base di presunte appartenenze ideologiche richiama pagine oscure della storia italiana: “Il fascismo iniziò anche così: dividendo, classificando, marchiando persone e istituzioni in base alle loro idee politiche, alla religione, all’identità. Sappiamo bene dove ha portato quella deriva. Non possiamo accettare che si torni a ragionare con quella logica. Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli sembra voler riportare indietro le lancette della storia, evocando un modello di controllo e di uniformità che appartiene al passato più buio del nostro Paese. La scuola pubblica è presidio di libertà, pluralismo, laicità e democrazia, non terreno di schedature o liste di proscrizione. Dovunque vogliano arrivare con questa iniziativa – conclude Fossi – sappiano che troveranno una comunità compatta nel difendere l’autonomia scolastica, la libertà d’insegnamento e il diritto di ogni ragazza e ragazzo a formarsi in un ambiente aperto, inclusivo e rispettoso dei valori costituzionali”.
Così commenta Francesco Casini, consigliere regionale di Casa Riformista ed ex sindaco di Bagno a Ripoli: "A Bagno a Ripoli il gruppo di Fratelli d’Italia ha presentato una mozione in Consiglio comunale in cui si sostiene, senza portare elementi concreti, che nelle scuole del territorio verrebbero impartite lezioni “fortemente politicizzate” e orientate ideologicamente. Un atto che arriva addirittura a proporre l’introduzione di etichette politiche nelle denominazioni degli istituti scolastici, ipotizzando presunti orientamenti del corpo docente. Siamo di fronte a un’iniziativa davvero molto grave, sbagliata sotto ogni profilo: nei contenuti, nel metodo e soprattutto nella concezione del ruolo del consigliere comunale. Il consigliere comunale è il rappresentante della cittadinanza e ha il compito di lavorare dentro il Consiglio comunale per costruire il futuro del territorio, affrontando problemi concreti e proponendo soluzioni. Il Consiglio deve essere un luogo di confronto serio e di progettazione, non un semplice ring politico dove si alimentano polemiche ideologiche. Esprimo piena solidarietà alle istituzioni scolastiche di Bagno a Ripoli, con le quali ho avuto la fortuna di collaborare per oltre dieci anni e che si sono sempre dimostrate luoghi di eccellenza dell’istruzione, di pluralismo culturale e di innovazione educativa. Delegittimare la scuola pubblica, limitarne l’autonomia in questo modo significa colpire una comunità che ogni giorno lavora con responsabilità per il bene dei ragazzi. Mi auguro infine – conclude Casini – che il partito di Fratelli d’Italia a tutti i livelli prenda rapidamente le distanze da questa iniziativa dei loro rappresentanti sul territorio ripolese, dissociandosi da un atto che non rende un buon servizio né alle istituzioni né alla comunità di Bagno a Ripoli e della Toscana tutta".

