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Gli studenti tornano in piazza dopo le cariche, a Firenze la manifestazione parte dal consolato Usa

'Stop genocidio, Palestina libera' lo striscione che apre il corteo di studenti e lavoratori

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sabato 02 marzo 2024 19:07

E' passata una settimana dalle manifestazioni di Pisa e Firenze, dove le cariche delle forze dell'ordine hanno dato il via a giorni di proteste e polemiche, arrivando a suscitare anche la reazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha dichiarato che "Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento".

 

I fatti di Pisa e Firenze sono finite in Parlamento, con l'informativa urgente alla Camera e al Senato resa dal Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.

 

A Firenze la manifestazione si era svolta venerdì mattina, in occasione dello sciopero generale per la Palestina, indetto dai sindacati di base. La carica sui manifestanti era scattata nei pressi del consolato Usa su lungarno Vespucci. Cinque le persone che hanno fatto ricorso a cure mediche all'ospedale di Santa Maria Nuova. In occasione della manifestazione sono state deferite in stato di libertà cinque persone maggiorenni.

 

Oggi è il giorno in cui studenti e lavoratori tornano in piazza, per dire "Firenze non ha paura" e "Stop al genocidio", e lo fanno proprio sotto al consolato Usa: lì il ritrovo della manifestazione, alle 18. 



I manifestanti si sono dati appuntamento su lungarno Vespucci. Le vicinanze e gli accessi al consolato sono transennati già da ore prima, ci sono tre camionette della polizia posizionate davanti al palazzo, ma gli agenti si tengono distanti dal corteo.


"Stop al genocidio, Palestina libera" è lo striscione che apre il corteo. E "Palestina libera" è anche lo slogan più scandito dai megafoni e dai partecipanti, insieme a "Gaza vincerà". Tantissime le bandiere palestinesi nel corteo, alcune sventolano, altre sono al collo dei manifestanti, altre sono disegnate su fogli e cartoni.


Sono soprattutto giovanissimi studenti ad aprire il corteo, insieme ai lavoratori del sindacato Si Cobas di Prato e Firenze. Un lungo striscione in testa chiede il cessate il fuoco.
 

Prima della partenza della manifestazione i presenti urlano cori contro Stati Uniti e Israele, Biden e Netanyahu: "Usa terrorist, Israel terrorist", "Assassini assassini giù le mani dai bambini".


"Che bello vederci in così tante e tanti, questa è la risposta più grande che potevamo dare dopo le violenze della polizia. Siamo scesi in piazza studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici, per gridare Palestina libera, e siamo voluti arrivare al consolato degli Stati Uniti perché gli Stati Uniti rappresentano chi sta sostenendo di più il genocidio che sta avvenendo in Palestina. È importante oggi essere qui in tante e tanti, è così che potremo opporci al genocidio, finché scenderemo in piazza e ci opporemo ai luoghi di potere di sarà una speranza", le parole di una ragazza al megafono prima della partenza del corteo.


"Siamo scesi in piazza per riempire il silenzio omertoso di istituzioni come la scuola ogni giorno. Abbiamo deciso di non renderci complici rimanendo a guardare. L'attenzione deve restare sul popolo palestinese più che sulle cariche che abbiamo subito. Le studentesse saranno sempre dalla parte dei popoli oppressi, non rimarremo indifferenti come ci vogliono le istituzioni", dice una studentessa del collettivo del liceo Pascoli.

 

La manifestazione è stata ferma a lungo davanti al consolato, per poi partire poco dopo le 19. Il termine è previsto in piazza Santo Spirito. 



"Firenze non ha paura. Stop al genocidio! - recita il comunicato di Studenti di Sinistra e Si Cobas, tra gli organizzatori della manifestazione - Con queste parole d’ordine torneremo tutte e tutti a manifestare al fianco del popolo palestinese. Porteremo la nostra voce davanti al consolato Usa per richiedere la fine del genocidio, il cessate il fuoco immediato, la fine dell’occupazione coloniale israeliana".



"Perchè non può vincere la paura. Non possono vincere i manganelli. Perchè di fronte all’orrore che quotidianamente si consuma a Gaza sentiamo dentro di noi il dovere di non rimanere indifferenti. Perchè di fronte alle violenze della polizia di Firenze e di Pisa rivendichiamo il diritto di manifestare, di esprimerci, di protestare".

 
Una manifestazione si è svolta anche a Pisa, dalle ore 14.

 

 

 

Irene Grossi

 

 

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