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Ex Gkn, oggi il tavolo al Mise: assenti i soggetti interessati alla reindustrializzazione

Rsu ex Gkn: 'Basta show mediatici, ora un piano serio di reindustrializzazione'. Fiom-Cgil: 'L’accordo deve essere rispettato'

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mercoledì 20 aprile 2022 18:25

Si è tenuto oggi un tavolo al Mise (ministero dello sviluppo economico) per la vertenza ex Gkn, oggi Qf, con la presenza dell’azienda, le Organizzazioni sindacali, le Rsu, la Regione Toscana, il Comune di Campi Bisenzio e la Città Metropolitana di Firenze.

 

"Dal 24 di marzo ad oggi l'azienda non ha presentato un piano industriale, che ne dica, ma solo una bozza di progetto industriale e di prodotto" sottolinea Dario Salvetti, delegato RSU ex Gkn. "Da allora abbiamo insistentemente chiesto, in tutte le sedi appropriate, i dovuti approfondimenti su tale bozza di progetto, ma la risposta da parte dell'azienda è stata uno show mediatico da cui noi abbiamo cercato il più possibile di sottrarci, attenendoci al principio di riservatezza, cercando in tutti i modi di sviluppare una discussione seria e professionale di natura industriale nelle sedi opportune".


"Il 18 marzo sebbene fossimo stati convocati di urgenza per attivare la cassa di transizione, ci trovammo di fronte alla proroga unilaterale della cassa ordinaria perchè ci fu comunicato che la cassa di transizione non era pronta" continua Salvetti. "Per attivare la cassa di transizione, ci spiegarono, ci vuole un piano industriale dettagliato. Ebbene, oggi è successo ancora. Né il Ministero né l'azienda sono stati in grado di garantire tale piano. Senza i nomi degli investitori e gli approfondimenti da noi richiesti, il piano industriale non è verificabile o indagabile. Le nostre richieste sono strettamente pertinenti ai temi contenuti nella bozza di progetto industriale. Se l'azienda si fosse dedicata meno agli uffici stampa e più alla discussione industriale, oggi tutti noi avremmo più fiducia nel futuro della fabbrica di Firenze".


"Un susseguirsi di rinvii e di poca chiarezza che - sottolinea l'Rsu - ricade interamente sulle istituzioni. Perchè non solo hanno acconsentito a questo gioco di rinvii, ma non sono state né in grado di ribattere quando sono state indicate dall'azienda come le responsabili degli attuali ritardi né si sono espresse sulla necessità o meno di approfondimenti del piano industriale".


"Dal 24 dicembre" conclude Salvetti, "le istituzioni si sono evidentemente considerate autoassolte come se la questione delle delocalizzazioni e di un piano serio di reindustrializzazione non le riguardasse. Come lavoratori ex Gkn siamo "soli" assieme alle 30mila persone che a Firenze hanno sfilato il 26 marzo scorso. Oggi regna una gran confusione, che rende la vicenda Gkn praticamente incomprensibile al territorio che fatica a farsene una idea. Noi siamo pronti ad aprire i cancelli della fabbrica e a dettagliare ogni questione alla stampa. Se non lo facciamo è perché vogliamo mantenere la discussione su un piano professionale e industriale. Come una classe dirigente dovrebbe fare. L'immobilismo, unito però allo show mediatico fatto sulla pelle di lavoratori cassintegrati,  ci convincono sempre di più della necessità di insorgere e mobilitarci. Ci reindustrializzeranno non perché 'facciamo a fidarci', ma perché il territorio e la lotta staranno a guardia di questo risultato. Fuori dalla mobilitazione non c'è salvezza".
 

Amarezza da parte della Fiom-Cgil. "Lo scorso 19 gennaio è stato firmato un accordo complesso, con tempistiche e metodologie sulla costruzione del piano industriale decise dall’azienda stessa e da noi condivise. L’incontro di oggi, previsto e sollecitato dalle Rsu, dalle Organizzazioni sindacali e dalla Regione, doveva includere la presenza dei soggetti interessati alla reindustrializzazione dello stabilimento. Prendiamo atto invece del fatto che oggi tali soggetti non erano al tavolo. La loro partecipazione era prevista, da accordo, entro marzo 2022, siamo alla fine del mese di aprile e non abbiamo traccia di questi soggetti. In questa situazione, per la delegazione della Fiom-Cgil, non ci sono le condizioni per procedere all’accordo di cassa integrazione per transizione in quanto a oggi mancano gli investitori, la presentazione di un piano industriale vincolante e ben dettagliato e di un piano riguardante la formazione professionale necessaria per la transizione industriale, che sarà finanziata anche da fondi pubblici", dichiarano in una nota congiunta Simone Marinelli, coordinatore automotive per la Fiom nazionale, Daniele Calosi, segretario generale Fiom Firenze, Prato e Pistoia e Silvia Spera, Area Politiche Industriali per la Cgil nazionale.


"La Cassa per transizione è uno strumento che dura 24 mesi e non possiamo lasciare senza certezze i lavoratori. L’assenza degli investitori non può essere giustificata dall’attesa dell’interlocuzione con il governo, anche perché a quel tavolo devono essere sedute la Rsu, i sindacati e le istituzioni locali. Inoltre, come Fiom e Cgil, siamo interessati a conoscere le dimensioni di eventuali finanziamenti derivanti dalle risorse del PNRR. Bisogna che venga palesato il vero motivo per cui gli investitori erano assenti oggi. Riteniamo perciò che sia opportuna una nuova convocazione del tavolo con tutte le parti interessate, con la garanzia della presenza dei soggetti reindustrializzatori e con gli elementi essenziali del piano. Nel frattempo siamo disponibili a utilizzare un ammortizzatore sociale che garantisca la copertura salariale dei lavoratori come la Cassa integrazione Ordinaria”.

 

Al tavolo ha partecipato anche Valerio Fabiani, consigliere del presidente Giani per lavoro e crisi aziendali. “Abbiamo chiesto al Ministero dello sviluppo economico di farsi garante di questo passaggio così delicato, cioè di creare le condizioni affinché gli investitori che con Borgomeo sosterranno il  progetto di riconversione del sito di Campi Bisenzio vengano al tavolo e si confrontino con le organizzazioni sindacali e con le istituzioni” ha dichiarato Valerio Fabiani.

 

Il tavolo al quale l’azienda non si è presentata accompagnata dall’investitore interessato al progetto di reindustrializzazione. “Era quanto avevamo chiesto assieme alle organizzazioni sindacali e le rsu e in accordo con l’azienda stessa – chiarisce Fabiani - ci è stato detto che c’è bisogno di più tempo, che sono in corso interlocuzioni con il governo. Riteniamo che il governo, tramite il Mise, debba perciò svolgere una funzione di garanzia, per un elemento di trasparenza nei confronti dei lavoratori  e degli altri soggetti istituzionali”.

 

Terminato il tavolo del Mise, Fabiani ha incontrato alcuni lavoratori ex Gkn che manifestavano davanti alla sede della presidenza della Regione, in piazza del Duomo. 

 

 

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