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Ex Gkn, presentato al Mise un piano da 82 milioni per il futuro dello stabilimento

I sindacati: 'Indispensabile che sia chiarita in tempi brevi l’identità degli investitori in QF'

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venerdì 25 marzo 2022 12:44

Un piano industriale da 82 milioni per il rilancio dello stabilimento ex Gkn di Campi Bisenzio, ora Qf, che guarda alla mobilità elettrica. Si è svolto ieri l’incontro al Ministero dello sviluppo economico con sindacati, istituzioni, azienda Qf e governo per la presentazione delle linee guida del piano di reindustrializzazione dello stabilimento Qf, a seguito dell’accordo quadro sottoscritto il 19 gennaio scorso.


"Per la Fiom l’incontro è stato un passaggio molto importante per l’attuazione dell’accordo quadro sottoscritto. Le linee guida dovranno essere oggetto di un confronto in sede aziendale per strutturare un piano industriale efficace per la reindustrializzazione e l’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori. E’ indispensabile che sia chiarita in tempi brevi l’identità degli investitori in QF. Infatti la negoziazione per gli strumenti che accompagneranno il processo di transizione deve avvenire insieme agli investitori, ovvero con chi ha la reale responsabilità del futuro piano industriale", dichiarano Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive, Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze, Prato e Pistoia e Silvia Spera, Area Politiche Industriali per la Cgil nazionale. "Nell’accordo quadro abbiamo individuato due strumenti, come la cassa integrazione ordinaria e la cassa integrazione per transizione. Per poter fare l’accordo sulla transizione è fondamentale il merito del piano".


Il piano industriale per il rilancio dello stabilimento di Campi Bisenzio è stato realizzato in collaborazione con il Consorzio Iris e prevede investimenti per 82 milioni di euro e punta allo sviluppo di azionamenti elettrici integrati e iperdigitali, in un sistema integrato per la realizzazione di automazione industriale, e-drives, robotica e logistica. In una fase successiva sarà avviata l’elettrificazione di sistemi di trasporto e legati anche al settore dell’energia. Oltre ai motori elettrici sarà sviluppato il power converter.

 

Ci vorranno circa due anni per la piena reintegrazione dei lavoratori. Il piano, spiegano i sindacati, si avvarrà di una struttura importante di ricerca e sviluppo e di progettazione, integrata con l’industrializzazione e la produzione. La roadmap prevede 5 step. I primi 3 step si realizzeranno nel 2022 e riguardano engineering, validation division, control room. il quarto step nel 2023 è denominato first production, e il quinto full production da completarsi nel primo trimestre del 2024. Le lavoratrici e i lavoratori ex Gkn saranno reintegrati progressivamente fino all’inizio del 2024.

 

"C’è sicuramente un elemento di positività, che a consuntivo il numero degli occupati sarebbe superiore all’attuale. Il piano industriale prevede la creazione di un soggetto autonomo, in cui la filiera sarà interna a partire dalla progettazione fino alla prototipizzazione della realizzazione del prodotto finale. Secondo le previsioni, sarà possibile arrivare ad un’attività produttiva a regime solo nella primo trimestre del 2024. Come Fiom e Cgil abbiamo chiesto di anticipare gli investimenti sulla parte della produzione in modo da arrivare a regime più rapidamente, a fronte di un mercato di riferimento già esistente. La formazione dovrà servire a valorizzare le competenze presenti all’interno dello stabilimento ex Gkn per un rientro al lavoro in tempi più rapidi e certi. Il piano industriale sarà discusso a breve nell’ambito del Comitato di Proposta e Sorveglianza, come previsto dall’accordo quadro firmato al Mise il 19 gennaio”.

 

La dichiarazione della ViceMinistra al Mise Alessandra Todde: “Ieri al Mise abbiamo discusso con tutte le parti del piano industriale da 82 milioni per rilanciare il sito ex Gkn di Campi Bisenzio, acquistato da Qf, che nel giro di due anni dovrebbe riuscire a portare la produzione a regime, garantendo la salvaguardia di tutti i lavoratori. Seguo questa vertenza da quando convocai il primo tavolo in prefettura a Firenze lo scorso luglio. Sono stato due volte in fabbrica, ci sono stata anche con il presidente Giuseppe Conte per far conoscere il coraggio e la determinazione dei lavoratori di Campi Bisenzio. Abbiamo lavorato per mesi cercando una soluzione alternativa alla chiusura e ai licenziamenti, e ora possiamo finalmente parlare concretamente di rilancio, restando sempre vigili. È stata una vertenza difficile, dolorosa, impegnativa, stressante, con un’azienda che aveva smarrito la sua responsabilità sociale a danno di 422 famiglie e di tutto l’indotto toscano. Il rapporto con i lavoratori, con le parti sociali e con le istituzioni locali è stato fondamentale per arrivare a questo punto. Con il tavolo di ieri, confermiamo la concretezza del percorso e la determinazione delle parti a raggiungere il miglior risultato possibile per i lavoratori e il territorio”.

 

“Bene la prospettiva di rilancio fornita dalle linee guida del piano industriale e la salvaguardia di tutti i lavoratori coinvolti. Siamo sulla strada giusta e continueremo ad accompagnare le lavoratrici e i lavoratori in tutte le fasi del percorso che è ancora lungo". Così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Al tavolo al Mise hanno partecipato anche il consigliere del presidente per il lavoro Valerio Fabiani e il capo di gabinetto Paolo Tedeschi.

 

"Oggi - prosegue il presidente - è una tappa importante che conferma la possibilità di rilancio del presidio produttivo con nuovi investimenti, ma ci aspettano ancora passaggi e conferme sui quali tenere alta l’attenzione, a partire dalla proroga degli ammortizzatori sociali."

 

I lavoratori sollecitano la convocazione del comitato di proposta e verifica. "I posti di lavoro li difendono i territori, i posti di lavoro difendono i territori. E su questo non abbiamo molto altro da dire. Buon 25-26, buon nuovo inizio. Stretti e abbracciati fino a che ce ne sarà. Per quanto riguarda specificatamente la nostra vertenza, forse ai più è sfuggito che ieri in sede ministeriale come Rsu, Fiom e Collettivo di fabbrica abbiamo chiesto la convocazione urgente del comitato di proposta e di verifica e lo chiediamo già da questo lunedì. Ci sono domande a cui rispondere. Entro fine marzo. E di ammortizzatore ordinario, così come delle legittime richieste inattese dei dipendenti Qf, si discute in sede aziendale. E anche su questo ad oggi non abbiamo null'altro da aggiungere", fa sapere il Collettivo di fabbrica.

 

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