Franchi, relazione dell'Università di Firenze: 'Criticità in caso di terremoto'

Nardella: 'Il Comune investe 600 mila euro l'anno, non possiamo andare avanti così'

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giovedì 24 settembre 2020 09:52

È stata consegnata la relazione dell’Università di Firenze sullo stadio Franchi commissionata dal Comune di Firenze su volontà del sindaco Nardella.
L’ateneo ha svolto un programma pluriennale di monitoraggi su incarichi dell'amministrazione dal 2016 ad oggi.

 

Dopo la delibera dell’11 agosto 2020 sulla riqualificazione dell’area di Campo di Marte, il sindaco ha chiesto una relazione dettagliata sulla situazione dello stadio sia dal punto di vista della vulnerabilità sismica sia dal punto di vista delle condizioni statiche.
Dalla relazione dell’Università di Firenze emerge l’urgenza di fare alcuni interventi che il Comune farà in tempi rapidi per un importo totale di circa 800mila euro.
 

“Dallo studio emerge che lo stadio ha bisogno di continui interventi per la sicurezza – ha sottolineato il sindaco Dario Nardella – è una struttura di 90 anni in cemento armato sulla quale il Comune ha investito, negli ultimi dieci anni, 600mila euro all'anno per consentirne la fruzione. Se dobbiamo però immaginare il Franchi per i prossimi 90 anni non possiamo più permetterci di andare avanti così. Come suggerisce lo stesso studio dell'Università di Firenze per una soluzione definitiva sulla sicurezza e sulla stabilità dello stadio occorre un intervento straordinario e profondo”.
 

“Questa relazione – ha aggiunto l'assessore allo sport Cosimo Guccione – incoraggia fortemente il progetto di restyling per avere un nuovo stadio Franchi. Non è in gioco soltanto il tema di rendere lo stadio funzionale ma quello di farlo diventare più sicuro per i prossimi anni. Ciò non significa che fino ad oggi non si sia utilizzato lo stadio in sicurezza, anzi, tutte le partite sono sempre state autorizzate. Per il futuro è evidente che non si può continuare in questo modo, sarà necessaria un’opera straordinaria”.
 

"La relazione che abbiamo commissionato è molto chiara – ha concluso l'assessore Guccione –  vanno eseguiti lavori estremamente costosi e impattanti. Noi faremo intanto spese immediate per 800mila euro per interventi non rinviabili". 

 

Come si legge nella relazione dell'Università, "si sono riscontrati valori assai variabili della resistenza a compressione del calcestruzzo, con valori minimi nelle Curve, anche inferiori a 20 N/mm2 (settori 3, 4, 5, 6, 7, Curva Fiesole; settori 14, 15, 16, 17 Curva Ferrovia). Anche nella Tribuna di Maratona (settori 1, 19, 20, 21, 22) riscontriamo valori che se pur leggermente superiori ai minimi, sono ampiamente al di sotto di quelli previsti dalla normativa vigente. La struttura in esame presenta quindi criticità nei confronti dell’azione sismica di progetto secondo la norma NTC2018". E ancora: "Dall’analisi dei tempi si deduce che nei prossimi due / tre anni, l’Amministrazione Comunale deve subito mettere in campo interventi di adeguamento sismico (settori 6, 14, 16, 21) per scongiurare la probabilità di collasso di alcune strutture sotto un sisma che ha una forte probabilità di accadere".

 

"Le indagini eseguite dall’Università e la ricostruzione di un modello informatico verosimile ci hanno permesso di simulare il comportamento della struttura non solo sotto le azioni dinamiche di un sisma, ma anche con il carico massimo degli spettatori in ogni settore (condizioni statiche). Queste simulazioni hanno evidenziato che anche da un punto di vista statico (ovvero in assenza di sisma) ci sono alcune problematiche di resistenza della struttura. Tali problematiche, di tipo flessionale, riguardano la quasi totalità dei blocchi e, per la precisione, 204 elementi su 2460 complessivi (circa l’8% delle travi). A differenza delle criticità sismiche, che possono essere programmate nel tempo, quelle statiche devono essere immediatamente risolte. Nelle more degli interventi che l’Università sta studiando, settore per settore, è giocoforza applicare una limitazione di capienza per consentire la prosecuzione della fruibilità dello Stadio in sicurezza da parte del pubblico. Si può stimare un importo di circa €. 700.000,00 – 1.000.000,00 per l’adeguamento statico dell’intera struttura, mentre la risoluzione delle problematiche sismiche può essere raggiunta con un intervento di miglioramento per un importo di circa €. 4.000.000,00 – 5.000.000,00. Il miglioramento sismico è la tipologia di intervento prevista normativamente per i beni culturali, quali lo Stadio A. Franchi, in quanto meno invasivo rispetto all’adeguamento sismico".

 

Continua la relazione: "Lo stato di conservazione dello Stadio A. Franchi è fortemente influenzato dall’età dell’immobile, dal materiale utilizzato (cemento armato) e dall’esposizione agli agenti atmosferici. In particolare il calcestruzzo delle gradinate e delle strutture di sostegno (pilastri e travi) è sottoposto, nel tempo, ad un processo di degrado superficiale e di carbonatazione, Analogamente i ferri di armatura sono soggetti a fenomeni di corrosione, dovuti alle infiltrazioni di acqua meteorica a causa del degrado dell’impermeabilizzazione dell’estradosso delle gradinate e dell’intenso uso. Le porzioni dello Stadio più soggette a degrado sono, chiaramente, quelle scoperte (curva Fiesole, curva Ferrovia e Maratona). L’unico sistema, che consente una maggiore durabilità della struttura ed una salvaguardia nel tempo della stessa, consiste nella realizzazione di una copertura dell’intera superficie dello Stadio".

 

"In occasione dei mondiali di calcio 1990 lo stadio è stato oggetto di un intervento di riordinamento, di ampliamento e di restauro delle strutture, con costi assai rilevanti. A distanza di 30 anni dall’intervento di riordino complessivo dello Stadio anche le componenti impiantistiche sono ormai fortemente usurate (impianto elettrico, idrico-sanitario, antincendio, riscaldamento, condizionamento, TVCC, irrigazione e riscaldamento del campo). Sarebbero necessari investimenti di alcuni milioni di euro per l’ammodernamento degli impianti e per la completa ristrutturazione dei servizi igienici interrati, realizzati per i Mondiali di Italia ’90".

 

Sulle norme Uefa, infine: "L’attuale larghezza dei gradoni (circa 70 cm nei tratti rettilinei con un minimo di 65 cm nelle porzioni curvilinee) è inferiore ai minimi attuali di norma e non garantisce una fruizione confortevole delle partite perchè richiede speciali sedute in deroga. La struttura costruttiva, l’inclinazione delle travi che sostengono le gradinate e l’altezza libera non consentono un adeguamento delle gradonate se non con interventi invasivi e comunque con il rischio di riduzione della capienza. Il regolamento UEFA e la normativa nazionale prevedono inoltre livelli minimi di prestazione illuminotecnica per le riprese televisive che gli attuali proiettori (le cui lampade sono state sostituite nel 2013) non garantiscono più. In particolare il regolamento UEFA prevede un valore “flicker factor” che solo un’illuminazione a led può garantire. La normativa UEFA richiede un numero di servizi igienici per il pubblico nettamente superiore rispetto a quello attuale e spazi per hospitality che non trovano spazio nella struttura attuale. Ulteriore problema è costituito dalla curva di visibilità che nei due settori di curva Fiesole e Ferrovia non rispetta gli standards, a causa della loro lontananza dal campo".

 

 

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