‘Rinasce Firenze’, Nardella ha accolto 19 delegazioni diplomatiche per il rilancio della città

“Vogliamo che Firenze sia sempre più una capitale mondiale della conoscenza e della formazione”

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giovedì 16 luglio 2020 18:25

Firenze ha parlato al mondo. Siamo stati ascoltati da 19 delegazioni, composte da ambasciatori e vice ambasciatori dei più importanti Paesi del mondo. Questo ci ha dato grande carica e ha confermato ancora una volta l’attenzione e il rispetto che c’è a livello internazionale verso la nostra città e la regione Toscana”. Lo ha detto il sindaco Dario Nardella nel corso dell’iniziativa che si è tenuta questa mattina, giovedì 16 luglio, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

 

L’obiettivo era presentare alle diciannove delegazioni diplomatiche, fra ambasciatori e vice ambasciatori, il piano ‘Rinasce Firenze’ e discutere del rilancio del capoluogo toscano dopo l’emergenza Covid-19, in cui è impegnato il primo cittadino dal maggio scorso.

 

Dall’incontro è emerso che Firenze e la Toscana sono sicure dal punto di vista dell’epidemia e il primo cittadino fiorentino ha ricevuto “la grande disponibilità dei Paesi presenti ad aiutare Firenze e a collaborare con la città, partendo dal tema della conoscenza e dell’alta formazione. Abbiamo chiesto agli ambasciatori di aiutarci ad aprire nuove università straniere in città, che si aggiungerebbero a quelle che già abbiamo, e centri di ricerca per lavorare insieme su tutto il campo dell’alta formazione. Vogliamo che Firenze sia sempre più una capitale mondiale della conoscenza e della formazione”.

 

Durante la mattinata di lavori si è parlato anche del ruolo che hanno in Toscana le imprese dei Paesi rappresentati dai diplomatici: “Nell’area metropolitana fiorentina - ha spiegato Nardella - abbiamo 93mila imprese, produciamo il 2,5% della ricchezza di tutta l’Italia e quindi abbiamo bisogno di rafforzare le relazioni internazionali. Molte delle nostre imprese sono legate a fondi di investimento e gruppi imprenditoriali di altri Paesi e abbiamo ricevuto da parte di tutte le delegazioni una grande rassicurazione sul fatto che questi paesi vogliono continuare a investire su Firenze. Per noi questo è incoraggiante perché la nostra economia non è solo legata al turismo ma è legata anche all’export, alla moda, alla manifattura, al sistema farmaceutico, alla ricerca e ai servizi”.

 

È stata inoltre preannunciata una missione globale in vari Paesi prioritari, che inizierà non appena l’emergenza mondiale terminerà: “Creeremo una delegazione molto ben strutturata - ha dichiarato il sindaco - con le istituzioni pubbliche, ma anche le imprese dell’area metropolitana fiorentina, la Fondazione CR Firenze, i rappresentanti delle università e dei centri di ricerca. Creeremo una delegazione di sistema, denominata ‘Sistema Firenze’ che visiterà le principali capitali del mondo non solo per chiedere aiuto, ma soprattutto per stringere nuove alleanze e nuove collaborazioni”. 

 

Nella mattinata di lavori è stata accennata una nuova filosofia dei gemellaggi: “Con gli ambasciatori potremmo lavorare per costruire dei progetti di sviluppo con le grandi capitali del mondo che non riflettano il vecchio gemellaggio, fatto di viaggi e scambi culturali, ma vere e proprie cooperazioni nel settore economico, scientifico e della ricerca tra le città. Sono davvero soddisfatto e ringrazio il consigliere Marco Del Panta che ha ideato con me e coordinato i lavori di questo importante incontro e ci siamo dato appuntamento a un nuovo summit, questa volta però speriamo anche con i sindaci delle capitali dei Paesi rappresentati dagli ambasciatori perché ci sia una vera alleanza tra le città del mondo e i Paesi”.

 

Il consigliere Marco Del Panta, delegato per le Relazioni internazionali, Politiche europee, Attrazione investimenti e Alta formazione, ha poi sottolineato la dimensione internazionale ed europea di Firenze e ha spiegato che “insieme al sindaco Nardella vogliono riprende lo spirito iniziale del Festival d’Europa, da me ideato e lanciato per la prima volta nel 2011 in qualità di Segretario generale dell’Istituto universitario europeo, che conteneva al suo interno la conferenza The State of the Union. Negli anni si è continuato the State of the Union, ma si è un po’ perso lo spirito iniziale del Festival d’Europa, che voleva mettere in evidenza la dimensione europea di Firenze e voleva spiegare ai cittadini come funziona e cosa fa l’Unione Europea”. “Con il sindaco abbiamo deciso di riprendere lo spirito iniziale della manifestazione - ha spiegato Del Panta - e organizzare un comitato promotore locale, per cercare finanziamenti e rilanciare il Festival d’Europa, se possibile, già il prossimo anno se l’emergenza Covid-19 ce lo consentirà. Sarà anche un modo per mettere Firenze al centro del dibattito sull’Unione europea. È importante far conoscere ai cittadini l’Unione Europea e la sua attività, perché l’opinione pubblica ne ha una scarsa conoscenza”.

 

Ai lavori, fa sapere il Comune di Firenze, hanno partecipato gli ambasciatori di Arabia Saudita S.A.R. Faisal bin Sattam bin Abdulaziz Al Saud, di Austria Jan Kickert, Repubblica Popolare Cinese Li Junhua, degli Emirati Arabi Uniti Omar Obaid Mohammed Al Hossan Al Shamsi, di Francia Christian Masset, di Germania Viktor Elbling, del Giappone Hiroshi OE, dell’Olanda Joost Flamand, del Qatar Abdulaziz Ahmed Almalki Aljehani, della Repubblica di Corea Hee-Seog Kwon, di Spagna Alfonso María Dastis Quecedo e della Svizzera Rita Adam. Per il Bahrein era presente il vice ambasciatore Hussain Mohammed Alam, per l’India il vice ambasciatore Neeharika Singh, per il Kuwait il delegato speciale Musaed Alqattan, per il Lussemburgo il vice ambasciatore Sabrina Coppi, per il Regno Unito il consigliere politico  S.E. Helen Marais, mentre per la Russia era presente il consigliere speciale Maxim Burlyay e per gli Usa il console delegato Christopher Polillo. 
 

Foto del Comune di Firenze

 

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