'Il Diritto Al Lavoro In Biblioteca È Morto', i Biblioprecari tornano in piazza a Firenze

Il presidio dei bibliotecari precari in appalto

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domenica 21 giugno 2020 18:09

I Biblioprecari tornano in piazza. E lo fanno a Firenze, nella centralissima piazza della Signoria, dove già si era svolto il loro presidio del 26 maggio. Stavolta l'appuntamento è "Il Diritto Al Lavoro In Biblioteca È Morto". Una sorta di 'commemorazione', a cui il gruppo Biblioprecari Firenze invita a partecipare, in abito scuro.

 

"Il nostro amato Diritto al lavoro in biblioteca e archivio era malato da diversi anni a causa di un morbo chiamato esternalizzazione dei servizi, a questo negli ultimi mesi si è aggiunta una pandemia e il vuoto lasciato dall'assenza del turismo in una città sempre più vetrina. Per partecipare al nostro cordoglio e chiedere all'amministrazione comunale che faccia in modo che il nostro caro riviva puoi unirti a noi con: vestiti neri, una lettura da dedicargli, pentole, fischietti, trombette, per salutarlo con un po' di baccano".

 

La mobilitazione per la raccolta firme dei Biblioprecari volge quindi verso il suo atto conclusivo: lunedì 22 giugno alle ore 14:30, le lavoratrici e i lavoratori in appalto delle biblioteche e dell’Archivio Storico del Comune di Firenze si ritroveranno nuovamente in piazza della Signoria per consegnare simbolicamente al Consiglio comunale le oltre 5000 firme raccolte – tra quelle presenti su Change.org e quelle cartacee raccolte durante i numerosi sit-in davanti alle biblioteche e all’Archivio Storico.

 

"Con l’obiettivo primario di rientrare quanto prima nei legittimi posti di lavoro e di far ripartire un servizio essenziale per la cittadinanza. Rinvigoriti anche dall’appoggio ricevuto durante il colloquio con l’Assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Toscana, Cristina Grieco, le cento lavoratrici e lavoratori in appalto proseguono nella loro difesa del diritto al lavoro e all’accesso all’informazione, diritti negati o ridotti al lumicino per colpa di precise scelte politiche ed economiche".

 

I Biblioprecari chiedono "garanzie sull’appalto in corso e sul nuovo bando di gara, risposte precise sul rientro e tutele per il loro futuro. Come hanno più volte ribadito, l’Amministrazione – sollecitata da una notevole fetta di cittadini - deve avere il coraggio di invertire la rotta, ripartendo proprio dalla cultura e dal lavoro, pilastri inalienabili di una società che vuole considerarsi civile".

 

 

 

 

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