Operazione 'Notti d’oriente': arrestata a Prato una donna per sfruttamento della prostituzione

La donna era già stata arrestata: giro di prostituzione negli hotel

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venerdì 24 aprile 2020 11:26

E' stata arrestata a Prato una donna per reclutamento, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Ieri pomeriggio, giovedì 23 aprile 2020, nell’ambito dell’Operazione “Notti d’oriente”, la polizia di Prato ha dato esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 31 marzo 2020 dal GIP di Prato, nei confronti di una quarantenne cittadina cinese, già tratta in arresto l'11 luglio 2019, "per aver posto nuovamente in essere le condotte di reclutamento, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di un pluralità di giovani donne cinesi all’interno di alcuni hotel di questo centro", scrive la Questura.

 

La 40enne era già stata destinataria di un’analoga misura restrittiva eseguita lo scorso 11 luglio 2019, per le medesime condotte delittuose, unitamente ad altri 7 connazionali responsabili a vario titolo oltre che di sfruttamento della prostituzione anche di estorsione aggravata e rissa, delitti maturati all’interno di gruppi criminali sinici per il controllo del racket della prostituzione di lusso, continua la Questura pratese.

 

Le indagini avevano inoltre portato, nel mese di dicembre 2019, all’emissione di ulteriori tre misure cautelari in carcere a carico di altrettanti cittadini cinesi, tra cui un noto 44enne pregiudicato cinese, tratto in arresto il 18 dicembre 2019 per estorsione aggravata in concorso con altri due connazionali ai danni della stessa 40enne.

 

Le ulteriori approfondite attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Prato e condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Prato, a partire da gennaio 2020, hanno "permesso di acquisire chiare fonti di prova a carico della quarantenne cinese, mostrando come la donna, attualmente sottoposta all’obbligo di presentazione alla p.g., dopo essere uscita dal carcere, avesse nuovamente posto in essere l’attività di reclutamento e sfruttamento di ragazze cinesi, fatte giungere in Italia con visti turistici dietro la promessa di lauti guadagni".

 

La stessa, a seguito delle misure di contenimento del coronavirus che prevedevano la chiusura delle frontiere e degli aeroporti, "si adoperava per far giungere le giovani escort in altri paesi europei che non avevano ancora bloccato i voli provenienti dalla Cina", aggiunge la Questura.

 

"E’, inoltre, emerso che nel periodo di gennaio/febbraio scorso i clienti cinesi, preoccupati per il contagio, chiedevano all’indagata di poter incontrare le giovani prostitute all’interno delle stanze degli alberghi di lusso, invece che nei consueti affittacamere a basso prezzo, in quanto li ritenevano più puliti e sicuri per evitare di contrarre il virus".


 

(foto della Questura di Prato)

 

 

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