Gkn, nuova manifestazione a Firenze. I lavoratori: 'Un altro finale è possibile'

Chiesto un percorso che passi dai viali. 'Scriviamo un pezzetto di storia'

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martedì 07 settembre 2021 19:49

"E oggi noi siamo chiamati a dire che per questa vertenza un altro finale è possibile". Il finale lo vogliono scrivere loro, lavoratori e lavoratrici Gkn, che scenderanno in piazza un'altra volta, a Firenze. I cancelli dello stabilimento di Campi Bisenzio, dove sono in presidio permanente, li hanno varcati tante volte da quel 9 luglio in cui sono stati annunciati i licenziamenti. Sono appena tornati da un giro di assemblee in città come Napoli, Roma e Torino, e ora si preparano ad un altro corteo a Firenze.


La data è quella di sabato 18 settembre: una manifestazione con concentramento alla Fortezza alle 15.


"Abbiamo chiesto un percorso che passi per i viali - spiega il Collettivo di fabbrica - E se questo a chi è fuori di Firenze, forse dice poco, basti dire che i viali sono stati chiesti circa 20 anni fa. Quando in campo c'era un movimento internazionale che diceva che un altro mondo è possibile. E oggi noi siamo chiamati a dire che per questa vertenza un altro finale è possibile. Che questa volta no, questa volta no, questa volta no. Non osate far partire quelle lettere e ritirate i licenziamenti".
 

"Nè permetteremo alle istituzioni di deresponsabilizzarsi dalla distruzione di 500 posti di lavoro. Nè di fare un dl delocalizzazioni finto per fare uno spot elettorale. Nè di distruggere questa fabbrica con le finte promesse di reindustrializzazione o con la lenta agonia degli ammortizzatori".

 

"Noi non abbiamo scelta. Stiamo facendo serenamente tutto ciò che possiamo per difendere la nostra famiglia. Dove per famiglia non vanno intesi solo i nostri parenti, le nostre figlie e figli, i nostri partner. Per noi è famiglia tutta questa fabbrica e il territorio attorno. Sono famiglia i disoccupati, precari, le finte partite iva. E' famiglia chi ha un lavoro ma non un vero stipendio e chi per raggiungere uno stipendio decente deve ammazzarsi di lavoro. La nostra famiglia l'ha capito ed è insorta a nostra difesa".


"E noi vi continuiamo a chiamare a insorgere. Ognuno con le proprie istanze, le proprie cause, le proprie vertenze, le proprie crisi, le proprie rivendicazioni, consapevoli che per vincere qua bisogna cambiare i rapporti di forza nel paese. E se i rapporti di forza cambiano, cambiano per tutti. Noi non abbiamo scelta, voi sì. Voi tutti avete una scelta: potete vivere questa nostra vertenza come una delle tante crisi che ci sono e che ci saranno o decidere che questa volta la misura è colma per tutti. Che questa volta no".
 

"E allora, noi resistiamo se voi spingete. E se voi spingete, noi resistiamo. Preparate i pullman, contate le macchine, annullate qualsiasi impegno. Fate girare la parola, condividete i messaggi. Diventate un fiume in piena e che i viali di Firenze ne siano gli argini. Di sabati ce ne saranno tanti, di cose da fare ce ne saranno tante, di metalmeccanici licenziati ce ne sono stati tanti e purtroppo tanti ancora ce ne saranno. Ma di occasioni per scrivere un pezzetto di storia, ne capitano poche nella vita".


"E se alla fine di tutto questo nostro percorso, l'unica cosa che avremo ottenuto sarà fargli tornare la paura di toccare la nostra famiglia, avremo comunque ottenuto qualcosa". 

 

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