Toscana, 3 milioni e mezzo per le Zone di Distretto e le Case della Salute

"Crediamo fermamente che tutti abbiano il  diritto di migliorare la qualità della propria vita, di sviluppare le proprie potenzialità, di partecipare alla vita sociale "

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giovedì 21 maggio 2020 11:10

Quasi 3 milioni e mezzo saranno assegnati a breve alle Zone distretto e alle Società della Salute in seguito all’approvazione della programmazione delle attività di assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare

 

L’atto è stato deliberato dalla giunta regionale su proposta dell’assessore per il diritto alla salute e al sociale, Stefania Saccardi, in attuazione della Legge 112 del 2016 (la cosiddetta “Dopo di Noi”), che prevede il finanziamento delle misure di assistenza, cura e protezione delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, a causa della mancanza di entrambi i genitori, oppure per l'impossibilità degli stessi di fornire loro l'adeguato sostegno, o anche in vista del venir meno dell'aiuto familiare, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l'esistenza in vita dei genitori.

 

Nello specifico, la somma complessiva di 3.438.930,00 euro, destinate alle Zone distretto e alle Società della Salute dell’intero territorio toscano, proviene da fondi statali dedicati, con l’obiettivo di rafforzare la rete integrata dei servizi socio sanitari a sostegno delle persone più fragili.

 

Tale somma si aggiunge al finanziamento regionale di oltre 3 milioni che la Giunta ha già assegnato con delibera 308 del 3 marzo scorso, alle Zone distretto e alle Società della Salute, per favorire il consolidamento dei percorsi socio assistenziali e sostenere gli interventi attivati su tutto il territorio regionale, sempre nell’ambito del “Dopo di Noi”, per un totale complessivo di 6.556.030,00 euro.



“Da anni investiamo in questo settore, perché crediamo fermamente che tutti abbiano il  diritto di migliorare la qualità della propria vita, di sviluppare le proprie potenzialità, di partecipare alla vita sociale e di avere, laddove possibile, una vita indipendente, in condizioni di pari opportunità - spiega Saccardi -. La rete integrata dei servizi socio sanitari a livello territoriale favorisce questo tipo di progettualità, perché forte e costruttiva è anche la collaborazione con le associazioni di volontariato, che rappresentano i diritti e i bisogni di persone, che a causa del loro stato di salute e del contesto familiare in cui vivono, più di altre, hanno bisogno di tutto il nostro fattivo supporto. La sfida del nostro sistema regionale è proprio questa”.

 

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