Coronavirus nel mondo, Lorenzo da Pasadena. 'La fiorentinità ti rimane dentro'

'Sono venuto a Los Angeles per portare l’italianità ed il made in Italy tanto apprezzato a queste latitudini.'

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venerdì 27 marzo 2020 16:55

Continua la nostra rubrica 'Coronavirus nel mondo'. Attraverso gli occhi dei fiorentini vi vogliamo mostrare come il resto del pianeta sta combattendo la difficile e dura battaglia contro il virus, quali sono i sentimenti e i pensieri verso Firenze. 
Lorenzo Lisi abita a Pasadena, in California e oggi risponderà alle nostre domande.

 

Perchè si è trasferito?
Sono un manager italiano che quattro anni fa, nel 2016, ha scelto di trasferirsi con la famiglia in California per aiutare le imprese italiane ad entrare nel mercato Americano. Non sono un cervello in fuga... nessuna retorica... semplicemente e pragmaticamente un italiano che si è trasferito negli States perché ama profondamente il suo Paese (e la sua splendida Firenze, il cui gusto per la bellezza è apprezzatissimo a Beverly Hills). Sono sempre stato attratto dal cosiddetto ‘sogno americano’ ovvero dalle possibilità di lavoro e di successo che il sistema Americano pone alla base delle sue regole. Non è stata assolutamente una scelta forzata, sono venuto a Los Angeles – come tantissimi altri prima di me – per portare l’italianità ed il made in Italy tanto apprezzato a queste latitudini.


Quale è la situazione a Pasadena?
Pasadena fortunatamente ad oggi conta solo 4 casi di Coronavirus e la città di Los Angeles, da pochi giorni ha deciso di chiudere tutti i locali pubblici quali bar, pub, ristoranti, locali notturni, scuole, biblioteche.
L'Italia e' presa da esempio e viene monitorata giornalmente per prendere le decisioni su come combattere questo terribile Virus.

 

Come reagisce la popolazione? Che percezione c'è del virus? 
La popolazione fortunatamente sta reagendo in maniera responsabile, tutti cercano di prendere le maggiori precauzioni per evitare il contagio.
La percezione e' forte, purtroppo anche dalle notizie continue provenienti proprio dall'Italia, dove la situazione e' veramente drammatica. C'e' molta solidarietà verso noi Italiani ed il nostro paese, molte sono state le telefonate ed i messaggi che abbiamo ricevuto da tutti gli amici e vicini di casa preoccupati per i nostri familiari.
 

Come è vista la situazione italiana?
L'Italia e' amata dagli Americani,
perché rispecchia per loro ancora la bellezza, la buona cucina ed il saper vivere. Questa situazione e' un fulmine a ciel sereno che mai avrebbero pensato potesse accadere.
La più grande preoccupazione per gli Americani e' che la stessa curva di infettati e deceduti possa prendere quota anche qui da noi.
 

Che percezione c'è a Pasadena di Firenze?
Questa e' una domanda che in assoluto non posso rispondere. Sicuramente c'e' la percezione, come lo e' in assoluto per me, che e' la città più bella del Mondo. Ma in questo caso sono troppo di parte.


 
Le manca Firenze? 
Firenze manca sempre, perché la fiorentina' ti rimane dentro, e' la tua storia, sono le tue radici. Stare lontano dal mio Paese mi da una motivazione in più a dare il meglio di me stesso in tutto quello che faccio. La mia vita professionale negli Stati Uniti mi ha dato tanto, sia in termini di qualità della vita sia nelle relazioni professionali e private, ma non sarebbe stata la stessa cosa se non fossi a mia volta un ‘prodotto del Made in Italy’. Potremmo quindi dire, alla fine, che vivo negli Stati Uniti perché amo Firenze e sono fiero di rappresentarla nel più grande mercato mondiale in cui siamo presenti.

 

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