Bische clandestine, sale da gioco e casinò abusivo: raffica di interventi a Prato
In meno di un mese trovati sei luoghi, tra appartamenti, locali e associazioni, dove venivano praticati gioco d'azzardo e scommesse
sabato 24 ottobre 2026 13:07
Gioco d’azzardo e alle scommesse clandestine: trovati sei luoghi in meno di un mese a Prato. E' quanto si apprende della Procura pratese: in tre settimane (nelle date 2, 9, 13 e 23 ottobre 2026), sono state individuate sei sedi private - costituite da appartamenti, associazioni ricreative culturali, strutture immobiliari e in un locale destinato al pronto moda - nella disponibilità di cittadini sinici, frequentati anche da soggetti italiani con precedenti, dove sono risultati praticati il gioco d’azzardo anche on line e le scommesse clandestine, nella città di Prato.
Venerdì 2 ottobre, come si legge in una lunga nota diffusa dalla Procura, è stata individuata una bisca clandestina abusiva in un locale, dove sono state rinvenute e sequestrate 27 postazioni munite di monitor, tastiere e cuffie, due personal computer, tessere e dadi dislocati su tre tavoli da gioco, coperti da tappeto verde, materiale tutto impiegato per l’effettuazione di più giochi, fra i quali, quello denominato mahjong. Sono stati individuati e sequestrati anche 3.344 euro in contanti, custoditi all’interno di un cassetto nella disponibilità del gestore tre libri mastri, dove sono risultati annotate le prenotazioni delle prestazioni e le ricariche effettuate, nonché il locale. All’atto dell’accesso, vi erano trenta persone intente a giocare e venivano distribuite bevande senza autorizzazione.
Sabato 9 ottobre è stata individuata un’associazione ricreativa culturale a gestione cinese sede di fatto di un casinò abusivo e clandestino. Le attività di osservazione svolte, infatti, hanno permesso di rilevare come il locale, sviluppato su una superficie di oltre duecento metri quadrati, risultasse frequentato quasi esclusivamente in orari notturni, specialmente nel fine settimana, sia da cittadini cinesi che da soggetti italiani, taluni dei quali connotati da precedenti di polizia specifici nel settore del gioco illegale. Considerato che i locali presso cui operava l’associazione erano dotati di sistema di videosorveglianza interno e che l’apertura del portone principale avveniva previa identificazione tramite video citofono, gli operatori hanno atteso l’arrivo di taluni avventori per accedere senza destare sospetti. Una volta giunti all’interno, gli investigatori hanno rilevato la presenza di numerosi tavoli da gioco, allestiti con fiches, carte, tessere da mahjong, sei personal computer accesi e collegati in rete. All’interno dell’associazione sono state inoltre identificate dieci persone, quattro delle quali (una donna cinese di trentasei anni e tre uomini cinesi, rispettivamente, di trentotto, trentatré e trenta anni) colte nell’atto di giocare a mahjong con puntate in denaro contante. Inoltre, il preliminare esame dei pc presenti ha permesso di riscontrare come gli stessi fossero collegati a siti di gioco non autorizzati. L’approfondita perquisizione dei locali ha consentito di sottoporre a sequestro sei pc e un tablet, contante direttamente impiegato per l’attività di gioco, per un ammontare complessivo di oltre 3.400 euro, il tavolo e suppellettili utilizzate (tessere da Mehjong, carte, dadi, ecc). Nei confronti di tre dei partecipanti si procede per le ipotesi di partecipazione al gioco d’azzardo (art 720 c.p.), mentre per un quarto partecipante, successivamente identificato quale vicepresidente dell’associazione culturale ispezionata, per l’organizzazione e l’esercizio del gioco d’azzardo (art 718 c. p.).
Martedì 13 ottobre veniva individuata un’altra sala da gioco nell’area del Macrolotto, in un immobile adibito a uso ufficio, sito al primo piano, la cui unica via di accesso è possibile tramite una rampa di scale condominiale chiusa con porta a vetri. All’unità immobiliare si accede attraverso una porta blindata, che veniva aperta dai soggetti in essa presenti. Complessivamente, sono stati sequestrati l’immobile, la somma complessiva di 30.030 euro e il materiale da gioco rinvenuto: ottocentonovantacinque tessere per gioco del mahjong, sei mazzi di carte da gioco “Texas Poker”, duecento diciassette mazzette di carte da gioco “Texas Poker” (aperte), sessantaquattro dadi. Contestualmente, presso lo stesso plesso, al piano terreno dello stesso immobile, veniva individuata una sala da gioco dove vi era un altro tavolo da gioco, allestito con le tessere da mahjong.
Sempre il 13 ottobre, in un locale a Prato, veniva effettuato un ulteriore accesso. Oltrepassato un cortile, si accedeva ad altro immobile, a una distanza di circa dieci metri e all’interno venivano rinvenuti quattro tavoli da gioco con sedie, poltrone, tessere per il gioco mahjong e dadi. Due tavoli erano attivi, occupati da otto persone, che giocavano al citato gioco mahjong, facendo puntate in denaro, che prelevavano da una raccolta posta sul tavolo innanzi a ciascuno dei partecipi. I tavoli da mahjong con tappeto di colore verde erano collegati alla rete elettrica che permetteva il mescolamento automatico delle tessere e dei dati. Venivano sequestrati circa 350,00 euro in contanti e l’immobile. Si procede per il reato di esercizio di gioco d’azzardo, nei confronti del cittadino sinico che è risultato avere la disponibilità dell’ambiente e di colui che ne è il proprietario, e per partecipazione a giochi d’azzardo, nei confronti dei giocatori presenti.
Venerdì 23 ottobre un immobile a ridosso del centro della cittadina pratese, è risultato essere sede di una bisca clandestina. A seguito dell’intervento sono stati individuati dieci personal computer.
La prima attività è stata svolta dagli appartenenti all’ Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli e alla Polizia Locale di Prato. Il secondo accesso e le relative attività di perquisizione sono stati effettuati da parte di militari in forza alla Sezione Operativa Antiterrorismo e Pronto Impiego del Gruppo Guardia di Finanza di Prato e dai funzionari dell’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Gli accertamenti svolti il 13 ottobre sono stati svolti dagli appartenenti al Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Prato e dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Prato. Il secondo intervento del medesimo 13 ottobre, ha visto l’impegno investigativo degli appartenenti alla Polizia Locale di Prato. L’attività investigativa espletata il 23 ottobre è stata curata dagli appartenenti alla Polizia Locale e alla Stazione dei Carabinieri di Prato.
