Uffizi, accordo sui servizi museali: 'Tutela dell’occupazione e stabilizzazione precari'

'Piena salvaguardia dell'occupazione di tutti i 139 lavoratori'. Ma Sudd Cobas insorge: 'Questo non è 'lavoro stabile''

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giovedì 23 aprile 2026 19:53

Un'intesa complessiva sui servizi dei Musei statali fiorentini che tutela i livelli occupazionali e impegna alla stabilizzazione dei lavoratori precari. È stata sottoscritta oggi a Palazzo Strozzi Sacrati, come fa sapere la Regione Toscana, al termine della riunione del Tavolo di crisi regionale alla presenza del consigliere del Presidente Giani per il lavoro e le crisi aziendali Valerio Fabiani accompagnato dall’Unità di Crisi Lavoro, e dell’assessore al Lavoro del Comune di Firenze Dario Danti.

 

La vertenza era nata con il cambio di gestione dei servizi museali, avvenuto nell’ambito della “Gara Uffizi”, da Opera Laboratori Fiorentini al nuovo soggetto concessionario, RTI CoopCulture-Electa Mondadori. A firmare l’intesa le stesse società di gestione (RTI Coopculture-Electa Mondadori, Società Opera Laboratori Fiorentini), l’Ente Museale Galleria degli Uffizi, Filcams- CGIL Firenze, Uiltucs Toscana- UIL e le RSU aziendali Opera Laboratori Fiorentini e di Coopculture.

L’accordo riguarda i servizi museali della Galleria degli Uffizi e delle altre realtà afferenti alla Direzione regionale Toscana (ovvero Palazzo Pitti, Giardino di Boboli, Museo di San Marco e Cenacoli Fiorentini, Museo Archeologico e Ville monumentali, nonché l’Opificio delle Pietre Dure), nonché di quelli rimasti in gestione di Opera Laboratori Fiorentini (Accademia, Bargello, Bardini, Orsanmichele, Davanzati, Cappelle Medicee).

 

Esprime soddisfazione il consigliere Fabiani soffermandosi in particolare su un passaggio del testo firmato. “L’intesa  – spiega Fabiani – si configura come metodo di garanzia dei lavoratori della cultura e in particolare del personale dei Musei statali fiorentini, che costituirà punto di riferimento per il futuro, facendo da base per ulteriori implementazioni”. 

 

Tra i punti fondamentali la conferma degli accordi di cambio della concessione raggiunti tra le società di gestione e i sindacati che garantiscono la piena salvaguardia dell’occupazione di tutti i 139 lavoratori aventi diritto e di tutte le condizioni economiche, normative e contrattuali. Spicca poi l’impegno delle parti firmatarie alla stabilizzazione del personale con contratto a termine e il miglioramento delle condizioni di impiego del personale impiegato per far fronte ai picchi stagionali.


Per quanto riguarda il processo di stabilizzazione rivolto ai cosiddetti “precari storici”, Opera Laboratori Fiorentini ribadisce la stabilizzazione di 25 lavoratori che si aggiungono ad ulteriori 3 addetti stabilizzati invece da Coopculture.
 

Per quanto invece concerne il personale di servizio durante l’alta stagione al tavolo regionale le due aziende si sono impegnate ad adottare prioritariamente part time verticali/ciclici come inquadramento contrattuale standard al fine di garantire anche in questo caso stabilità.

 

“Grazie al lavoro avviato al tavolo regionale è proseguito in sede sindacale – osserva Fabiani si è riusciti a tutelare tutto il personale, sia quello direttamente coinvolto dal cambio di concessione che lavoratrici e lavoratori impiegati nei servizi accessori, un obiettivo tutt’altro che scontato tenendo conto di quelle che erano le condizioni di partenza e per il quale mi sento di ringraziare le organizzazioni sindacali e le aziende”.

 

 “Anche come Regione avevamo chiesto alle imprese coinvolte di dare un segnale in controtendenza rispetto alla precarietà –  aggiunge – pertanto apprezziamo l’impegno preso oggi al Tavolo da parte di Opera Laboratori e CoopCulture di impegnarsi in un processo di stabilizzazioni e siamo soddisfatti del lavoro svolto per essere arrivati a definire un metodo per gestire la stagionalità e l’accesso dei lavoratori a termine a contratti stabili”.

 

“L’intesa raggiunta oggi rappresenta un risultato importante per la tutela del lavoro nei servizi culturali fiorentini. Come Comune di Firenze abbiamo seguito con grande attenzione questa vertenza, e riteniamo fondamentale il risultato ottenuto, che garantisce la piena salvaguardia dei livelli occupazionali e delle condizioni contrattuali di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti". Lo ha detto l'assessore al lavoro Dario Danti commentando l'intesa sui servizi dei Musei statali fiorentini sottoscritta oggi a Palazzo Strozzi Sacrati al termine della riunione del tavolo di crisi regionale.

 

"In un contesto complesso, segnato dal cambio di gestione legato alla cosiddetta ‘Gara Uffizi’ - ha sottolineato Danti -, l’accordo introduce anche impegni concreti sul fronte della stabilizzazione del personale precario, a partire dai cosiddetti ‘precari storici’, e individua strumenti più equi per la gestione della stagionalità, contrastando forme di lavoro instabile. Il lavoro svolto al tavolo regionale, insieme alle organizzazioni sindacali, alle aziende e alle istituzioni coinvolte, dimostra che è possibile coniugare qualità dei servizi culturali e diritti del lavoro. Firenze conferma così, anche attraverso l’impegno del Comune, la propria attenzione verso chi ogni giorno contribuisce al funzionamento e alla valorizzazione del nostro sistema museale". "Continueremo a monitorare l’attuazione dell’intesa - ha concluso Danti - e a lavorare affinché questo metodo diventi un riferimento anche per il futuro, rafforzando un modello che mette al centro il lavoro di qualità e la dignità delle persone”.

 

Maurizio Magi, segretario generale Filcams Cgil Firenze, ha detto alla fine dell’incontro: “La lotta alla precarietà e la tutela delle condizioni di lavoro non possono che passare, attraverso la forza della rappresentanza, dal confronto e dalla contrattazione; ciò che esattamente noi, insieme alle nostre rappresentanze tutte, non abbiamo mai smesso di praticare specie in contesti difficili come questi, caratterizzati come sono da appalti e concessioni, conseguenza di precise e da noi contestate e contrastate scelte politiche. L’incontro di oggi è stato un incontro utile perché le istituzioni tutte hanno dato una spinta importante alla contrattazione. Opera ha ribadito la stabilizzazione di 25 lavoratrici e lavoratori, Coopculture ha comunicato la trasformazione di 3 contratti a termine con contratti a tempo indeterminato; ora bisogna proseguire in questa direzione continuando con le stabilizzazioni partendo dalle situazioni più urgenti, anch’esse contraddistinte da precarietà, come quelle riguardanti le 9 educatrici museali di Opera e il forte disagio dei soli 20 addetti ai bookshop per gli ormai divenuti insostenibili carichi di lavoro”

 

"La verità va detta tutta", commenta Sudd Cobas. "Si tratta di una stabilizzazione a metà: non solo perché lascia fuori una parte dei precari storici, ma perché si basa sull'utilizzo di una nuova forma di lavoro precario "a tempo indeterminato". L'accordo prevede contratti a part-time verticale ciclico. Tradotto, i lavoratori avranno 33 ore di lavoro a settimana dal mese di Aprile a Ottobre. I restanti mesi dell'anno li passeranno a casa a zero ore di lavoro e zero salario. Chi ha firmato l'accordo in Regione dovrebbe spiegare ai lavoratori ed alle loro famiglie come mangeranno e pagheranno affitti e mutui da novembre ad aprile di ogni anno. 

Questo non è "lavoro stabile". Sarà pure un contratto a tempo indeterminato, ma così si sta rendendo a tempo indeterminato anche la precarietà e la sofferenza di questi lavoratori.
Questo accordo ha un problema enorme di merito che è figlio di un problema di metodo.  
L'accordo è stato raggiunto in Regione ad un tavolo da cui siamo stati clamorosamente esclusi. Nonostante siamo stati gli unici a rappresentare i precari storici ed essersi battuti in questi mesi per la loro stabilizzazione. Nonché quelli che da mesi richiedevano la convocazione del tavolo in Regione. Un accordo fatto alle spalle dei lavoratori e dei loro rappresentanti non è mai un buon accordo". 

 

"La verità è che i precari storici si erano ritrovati senza lavoro proprio dopo un accordo di cambio appalto firmato in Regione Toscana da CGIL, CISL e UIL lo scorso ottobre. Chi ha creato il problema non può essere la soluzione. Anche in quel caso Regione Toscana e Comune di Firenze annunciarono la vittoria della tutela del lavoro. La storia si ripete oggi, con reciproche congratulazioni, pacche sulle spalle e comunicati trionfanti. Nel mondo reale, invece, in queste ore ci sono famiglie che si chiedono come camperanno per quattro mesi l'anno", continua Sudd Cobas. La convocazione che abbiamo ricevuto per il prossimo 4 maggio in Regione Toscana suona come una presa in giro.

Molti dei precari storici che hanno lottato in questi mesi rientreranno a lavoro nei prossimi giorni, e questo è senz'altro il risultato della lotta di questi mesi che ci ha portato a manifestare al Ministero della Cultura a Roma dopo decine di iniziative davanti agli Uffizi, lezioni in piazza e flash mob. 
Ma la vertenza, per quanto ci riguarda é tutt'altro che chiusa. Per chi è rimasto di nuovo escluso. E per chi a Novembre si ritroverà con in mano un contratto a tempo indeterminato ma senza lavoro né stipendio.

Rimaniamo convinti che i lavoratori che rendono possibile a Firenze di essere famosa in tutto il mondo come città di arte meritino di più".

 

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