Firenze, polemica per la maxi antenna con vista Duomo. Botta e risposta Funaro-Soprintendenza

Ranaldi: 'Dimensioni esagerate'. Funaro: 'Silenzio-assenso della Soprintendenza, serve assumersi le responsabilità'

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giovedì 23 aprile 2026 19:30

Altra polemica a Firenze su realizzazioni infrastrutturali che si stagliano sul panorama del centro storico. Dopo il Cubo nero, stavolta a far discutere è un ripetitore del segnale telefonico posizionato sul tetto di un edificio in viale Belfiore. Un'antenna che dall'alto va ad impattare la visuale sul Duomo e sul Campanile di Giotto, ben visibile da chi si affaccia dalle terrazze (anche del Social Hub).

 

"Le dimensioni sono effettivamente esagerate, ma l’autorizzazione paesaggistica è stata rilasciata. E adesso non è semplice", ha commentato Antonella Ranaldi, Soprintendente di Firenze, a margine di un evento. "Nella valutazione normalmente siamo anche abbastanza attenti su questi temi. Non so quanto si possa intervenire a posteriori, vediamo se ci sono gli elementi. Sicuramente l'attenzione che merita Firenze può e deve essere rafforzata". 

 

In serata è arrivata la risposta decisa della sindaca di Firenze, Sara Funaro: “La Soprintendente si domanda se si tratti di uno scherzo. La domanda, a questo punto, la pongo io: le chiedo se stia scherzando lei. Come la Soprintendente sa benissimo, le richieste, oltre ad arrivare ad ARPAT e alla Commissione Paesaggistica, seguono un iter ben definito dalle norme. Norme che la stessa Soprintendente conosce bene, anche in virtù dell’ente che rappresenta. È infatti necessario attendere 60 giorni per l’espressione del parere della Soprintendenza; trascorso questo tempo, vale il principio del silenzio-assenso. E il silenzio-assenso non significa che la Soprintendenza non si sia espressa ma che nel tempo assegnato non ha ritenuto di esprimere un diverso parere rispetto a quello sottoposto al suo esame insieme al progetto. Quando si rappresentano istituzioni così importanti e strategiche, a maggior ragione in una città come Firenze, non si rappresenta sé stessi, ma bisogna assumersi la responsabilità dell’ente che si rappresenta. La prima attenzione che la nostra città merita è quella di avere rappresentanti istituzionali attenti, che governano i processi, prendono decisioni chiare e se ne assumono la responsabilità. E questo vale per la situazione contingente come per tutte le altre situazioni.”.

 

 
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