Rissa con omicidio a Prato, emesse quattro misure cautelari per giovani tra i 19 e i 23 anni

Le investigazioni sono state portate avanti dalla Procura di Prato, insieme alla Squadra Mobile

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venerdì 20 febbraio 2026 09:59

Sono state eseguite dalla Squadra Mobile di Prato quattro misure cautelari, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Prato, nei confronti di giovani cittadini albanesi coinvolti nella rissa, terminata con un omicidio, avvenuta l’8 maggio 2025 a Prato.

 

La Procura di Prato rende noto che a un 19enne, destinatario della misura della custodia in carcere, sono stati contestati i reati di rissa e di omicidio di un connazionale di trentotto anni. Stessi reati contestati anche a un 23enne, al quale è stata applicata la misura dell'obbligo di dimora nel comune di Prato. Quest'ultimo è detenuto per delitti di rapina e lesioni aggravate, commessi il 26 gennaio 2023. A un 20enne, destinatario della misura dell'obbligo di dimora nel comune di Montemurlo, e a un 22enne, destinatario degli arresti domiciliari, è contestato il solo delitto di rissa aggravata.

 

La rissa, culminata nell’omicidio di una persona, era avvenuta l'8 maggio 2025 nei giardini tra via Corridoni e via Baracca. Un gruppo costituito da due albanesi, che si era presentato allo scontro armato con un cacciavite e con un taglierino, si era fronteggiato con altro costituito da quattro connazionali, fra i quali la vittima, colpita proprio con il cacciavite al petto e deceduta all’ospedale di Prato. Le ragioni che avevano condotto allo scontro sono state identificate dal Giudice in reciproche rivendicazioni, provocazioni, offese, gelosie e "dinamiche di supremazia sul territorio" proprie di gruppi giovanili antagonisti.

 

Coordinate e dirette dalla Procura di Prato, le investigazioni si sono nutrite del prezioso apporto degli appartenenti alla Squadra Mobile di Prato.

 

La Procura di Prato ricorda che la responsabilità delle quattro persone destinatarie delle misure cautelari dovrà essere vagliata nelle successive fasi del procedimento. In virtù della presunzione di non colpevolezza, i medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una sentenza passata in giudicato.
 

 

 
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