Minacce social a Giani: 'Non venire più a Piombino, potresti farti male'

Intimidazioni sui social in merito al rigassificatore di Piombino

Galleria immagini

1 Visualizzazioni

mercoledì 21 settembre 2022 10:55

"Le intimidazioni sono sempre sgradevoli". Così Eugenio Giani commenta alcune minacce sui social in merito alla vicenda del rigassificatore di Piombino.

 

"Continuerò a lavorare per Piombino, per la Toscana e per l'intero Paese senza cedere a provocazioni per scongiurare agli italiani il razionamento di luce e gas e garantire a Piombino investimenti, occupazione, sviluppo e qualità della vita", continua il presidente della Regione Toscana.

 

La questione sta creando ampio dibattito in Toscana e a livello nazionale. Sul gruppo Facebook "No al rigassificatore. Piombino è nostra e non si tocca" è apparso un messaggio, condiviso poi da Giani: "Un consiglio (che è più un invito!), non venire più a Piombino, anzi, stai lontano da tutto il territorio per il resto della tua vita. Lo dico per la tua salute conosco un bel po' di persone che hanno il pelo sullo stomaco e potresti anche farti male incontrandoli. Gente che non dimentica, nemmeno dopo anni e anni e che le prese per il culo non le digeriscono proprio! Hai già superato il limite da tempo!”.

 

Solidarietà è arrivata da più parti della politica, così come dal presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo che "condanna fermamente le pesanti minacce rivolte al presidente della Toscana e manifesta la massima solidarietà e vicinanza. L’uso di ignobili attacchi e delle intimidazioni rivolte attraverso i social network alla persona del presidente della Regione non ha diritto di cittadinanza in una terra come la Toscana, da sempre aperta e tollerante. La violenza, in tutte le sue forme, non è e non sarà mai un’opinione".

 

 

C & C Media s.r.l.
via Ponte a Greve, 54
50018 Scandicci - Firenze - Italy
p.iva 06282890489

powered by Genetrix s.c.r.l. - web agency, applicativi web, siti internet, grafica

055firenze.it
Quotidiano online
registrato presso il tribunale di Firenze
nr. 5937 del 18/10/2013.