Cultura e spettacolo scendono in piazza a Firenze, in centinaia alla protesta

La manifestazione in piazza Santissima Annunziata

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venerdì 30 ottobre 2020 12:21

La musica, il silenzio, e gli applausi. Questi i momenti della protesta, indetta da Cgil Cisl e Uil, di lavoratori, lavoratrici e sindacati del mondo della cultura e dello spettacolo.

 

Una protesta nata in seguito all'ultimo Dpcm emanato dal Governo in materia di emergenza sanitaria, con cui è stata disposta la chiusura di teatri e cinema in tutto il Paese.
 

Centinaia di persone, provenienti da molte istituzioni culturali della città, dai teatri alle associazioni, hanno partecipato alla manifestazione che si è svolta questa mattina, in forma statica, in piazza SS. Annunziata. Piazza che si è riempita di striscioni e bandiere: "Un unico settore, un unico futuro", "Sipari aperti sempre", "Noi non ce ne laviamo le mani", e dove hanno risuonato le note di Va, pensiero.
 

La manifestazione è stata indetta dalle Federazioni Nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, che "denunciano l’assenza di prospettiva e di progetto per una vera ripartenza per i lavoratori dello spettacolo. Tecnici, attori, danzatori, musicisti, coreografi e tutte le professionalità dello Spettacolo, non potranno vivere del loro lavoro per molti mesi ancora", si legge in una nota dei sindacati.
 

"I teatri non hanno una programmazione adeguata per il prossimo inverno e concerti ed eventi sono, con l’autunno, spariti dalla scena. Sono necessarie scelte importanti di confronto e di tutela: individuare forme di sostegno certe e strutturate, a favore dei lavoratori dello spettacolo, per un arco temporale che offra copertura almeno sino a tutto il 2021"
 

"Istituire un tavolo permanente tra Sindacati confederali, Ministero della cultura, Ministero del lavoro e le associazioni di rappresentanza delle imprese dello spettacolo per discutere gli stanziamenti dello Stato, le risorse derivanti dal Recovery Fund, organizzare e agevolare forme di ripartenza in sicurezza diffuse e stabili, vigilare sul rispetto dei contratti nazionali, individuare, per tutta la fase dell’emergenza, criteri di assegnazione del Fus che leghino l’erogazione alla tenuta occupazionale. Riconoscere, ai fini previdenziali, tutto il periodo di emergenza Covid 19 che ha determinato il collasso dell’intero settore dello spettacolo. Va costruita una riforma complessiva per costruire un sistema di regole e tutele: individuare una continuità di reddito che riconosca tutti i periodi di lavoro, preparazione e formazione", si legge ancora.

 

Foto: 055Firenze

 

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