'Un fulmine a ciel sereno' parla Lorenzo della discoteca Flò di Firenze

'Il problema non sono solo alcuni tipi di ambienti, c'è un errore alla base di questo concetto.'

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domenica 16 agosto 2020 19:53

Discoteche chiuse in tutta Italia. Queste le nuove disposizioni contenute nell'ordinanza firmata oggi, Domenica 16 Agosto, dal ministro della salute  Roberto Speranza. Inoltre, dalle 18 alle 6 del mattino mascherine obbligatorie nei luoghi e locali aperti al pubblico e nei luoghi in cui è più facile che si creino assembramenti. 

 

Abbiamo sentito Lorenzo Lupi del gruppo che gestisce il Flò, una delle discoteche più famose di Firenze sul Viale Michelangelo.  Il locale, dopo la chiusura imposta per l'emergenza sanitaria, aveva riaperto il 15 Giugno con la formula indicata dal protocollo sanitario nazionale.


"Abbiamo riaperto con tutte le disposizioni indicate da Governo e Regioni" afferma Lorenzo. Il locale aveva potuto aprire 15 giorni prima della data indicata dal Governo grazie ad una decisione della Regione Toscana. 

 

"Abbiamo fatto tutto quello che era indicato nella normativa: controllo della temperatura, corso di formazione al personale per l'emergenza sanitaria. E' stata sviluppata successivamente un'applicazione per il registro digitale degli ospiti dopo i fatti di Pietrasanta. Tutto il personale rispettava il protocollo con mascherina e distanziamento. Era stata di fatto annullata una pista da ballo per garantire il distanziamento tra i tavoli." ci racconta Lorenzo.

 

"Oggi è arrivato questo fulmine a ciel sereno". Le discoteche negli ultimi giorni sono state al centro del dibattito sanitario e politico, ma cosa ne pensa il gestore di una delle discoteche più famose di Firenze? "Di fronte all'emergenza sanitaria non credo che un comparto escluda l'altro. Il problema non sono solo alcuni tipi di ambienti, c'è un errore alla base di questo concetto. L'obbligo della mascherina è dalle 18 alle 6. Il virus è attivo solo in quell'ora? Cosa succede sulle spiagge? Basta guardare le immagini di questi giorni". ci dice.

 

"E' una caccia alle streghe, il caso di Pietrasanta ha fatto sì che si innescasse una reazione a catena, ma non entro nel merito della decisione". conclude. "La chiusura dei locali può essere una soluzione, ben venga. Ma poi c'è il rischio di trovarci con una mala movida nelle piazze."

 

"Al Flò lavorano un centinaio di persone fra assunzioni dirette e società esterne." Si è parlato di un aiuto che verrà dato al mondo dell'intrattenimento, ma ancora non si sa niente di concreto "Abbiamo subito uno stop importante da Marzo e ad oggi non se ne è davvero parlato se non circoscritto al problema focolaio. E' un indotto da 4 miliardi di fatturato e migliaia di persone ci lavorano."

 

Il Flò chiude le sue porte e spegne la musica, dunque. In attesa di nuove indicazioni, di un nuovo decreto.

 

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