Firenze, tavolini e sedie all’aperto: richieste fino al 14 luglio. Sopralluoghi per i progetti 'bocciati'

Confesercenti: 'Prevalga il buonsenso, siamo in grande ritardo'

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mercoledì 08 luglio 2020 09:55

Come da delibera dello scorso 23 giugno e in base al regolamento per l’occupazione a carattere straordinario e temporaneo di suolo pubblico per il periodo giugno settembre 2020, scadeva ieri il termine per presentare la richiesta di suolo pubblico finalizzata alla collocazione di sedie e tavolini che comporta l’uso degli stalli di sosta fuori dal centro storico di Firenze, mentre era scaduto il 30 giugno il termine per quella che prevedeva l’uso degli stalli di sosta, invece, all’interno della Ztl.

Ieri in giunta è stato fissato al 14 luglio il limite ultimo per la presentazione delle richieste inerenti tutti gli altri procedimenti relativi alla concessione di tavoli e sedie straordinari.

 

Si svolgeranno invece nell’arco delle prossime 24/48 ore i preannunciati sopralluoghi e/o incontri del Comune di Firenze con i proponenti dei 6 progetti di pedonalizzazione che, complessivamente, hanno avuto un diniego all’approvazione nel corso dell’ultima Conferenza dei servizi, riferisce Confesercenti.

 

“Le centinaia di richieste (in larghissima prevalenza semplice comunicazione suolo pubblico) che sono giunte in questi mesi all’Amministrazione Comunale dimostrano sicuramente una cosa: in epoca Covid se si vuole mantenere un minimo di garanzia di sopravvivenza, è assolutamente necessario ampliare all’esterno la propria attività di vendita”, commenta Lapo Cantini, Responsabile Confesercenti Città di Firenze.

 

“Proprio da questa intuizione nasce il provvedimento sgravio Cosap del Governo e il conseguente “lancio”, da parte di tanti Sindaci, dell’idea dell’uso massivo di tavolini e sedie all’aperto. Il problema è che quando questa opportunità la si da’ a tanti, ma non a tutti, si produce una distorsione importante del mercato, con imprese che, non potendo “pareggiare” l’altrui offerta commerciale, risultano, alla fine, doppiamente penalizzate dal diniego”.

 

“Per queste ultime attività siamo già in grande ritardo – continua Cantini - visto che, presumibilmente, quel poco che ancora gira per la città andrà progressivamente “rarefacendosi” con l’avvio del mese di agosto e settembre risulta comunque molto lontano per chi, dopo 3 mesi di lockdown, ha bisogno estremo di ossigeno e liquidità. Se si vuole dare un aiuto concreto a queste imprese lo si faccia subito, anche partendo dalle cose che alla fine non costano niente e contribuiscono alla generale vivibilità della città”.

 

Concludono dalla Confesercenti: “Ecco perché confidiamo (e chiediamo) che nelle prossime 48 ore prevalga il buonsenso rispetto ad alcune richieste che vanno valutate non solo da un punto di vista “tecnico”, ma anche economico e di sopravvivenza del tessuto economico e commerciale del territorio. Nel centro storico, in Oltrarno, come nei quartieri della città: ce lo chiedono gli operatori interessati, ma anche coloro che dovrebbero avere a cuore il lavoro di famiglie e imprese mai colpite prima con tanta virulenza e profondità”.

 

 

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