Fiorentina, un anno di Commisso. Le quattro opzioni per lo stadio

'Abbiamo opzionato 36 ettari e mezzo a Campi Bisenzio'

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sabato 06 giugno 2020 18:51

 

 

 

 

Spenge la prima candelina alla Fiorentina Rocco Commisso, che festeggia un anno alla guida della Fiorentina con una conferenza stampa on-line direttamente da New York.

 

Tanti i temi toccati dal presidente viola, a cominciare dallo stadio, questione che nelle ultime settimane è stata al centro delle cronache, con le dichiarazioni del sindaco di Firenze Dario Nardella e gli striscioni in città di vicinanza a Commisso. 

 

"Vi spiego come si concepisce il discorso qui in America - inizia Commisso - Qui non si pagano le tasse sugli stadi, lo dico e lo ridico, per farlo capire a qualcuno in Italia. I fondi ci sono, basta avere la strada spianata. Io sono molto deluso, perché ho capito che la città non era pronta, nonostante anni di chiacchiere sullo stadio. Siamo passati a parlare della ristrutturazione del Franchi, poi ci siamo incontrati con la Soprintendenza ed abbiamo capito che non possiamo fare quello che vogliamo noi. Per me i tifosi stanno in cima alla piramide: loro ci saranno sempre, dirigenti e giocatori passeranno. Non voglio che i tifosi si bagnino quando vengono allo stadio, e che poi non possono andare in bagno perchè non funzionano... Volevo una cosa moderna e funzionale. La mia decisione di trattare sul Franchi è stata rispettosa della storia di Firenze".

 

La questione Mercafir. "Dopo il no sul Franchi mi hanno prospettato la Mercafir. Siamo andati a vedere l’area, il presidente della Mercafir mi disse che servivano cinque anni per muovere il mercato. Sono venuti a trovarmi dal Comune per tranquillizzarmi, dicendomi che si faceva in due anni… Ho dato tempo al Comune, il 2+2 deve esistere, due anni per il centro sportivo e due anni per lo stadio. Io avrei voluto giocare alla Mercafir nel settembre del 2023. I miei uomini hanno fatto molti incontri, io non sono stato a tutti, ma mai ci hanno detto i costi ed i tempi. Io domandavo, e nessuno rispondeva. Mi dicevano sarà meglio che a Bagno a Ripoli, dove ho pagato 400mila euro per ettaro, volevo fare lo stesso, ma non ho avuto risposta. Poi è uscito il bando, da lì sono iniziati i problemi: non mi sono mai stati detti i prezzi dell’area. Io credevo si potesse chiudere a 6 milioni di euro per l’area (anche se in America questi terreni per gli stadi sono dati perlopiù gratis). Poi ci hanno detto che l’area costava 22 milioni. Poi i miei consulenti hanno studiato la perizia, e abbiamo capito che i costi da 22 milioni sarebbero arrivati, tra contributi e costi di urbanizzazione, costi da rischio idraulico, almeno a 60 milioni di euro. Poi mi hanno detto anche che le tasse annuali arrivavano a 1,8 milioni di euro, che io avrei dovuto pagare ogni anno al comune ed allo stato, dopo aver fatto un investimento personale. Abbiamo detto che non ci stavamo a queste condizioni e non partecipiamo al bando. I tempi mai sarebbero potuti essere come quelli che volevo io".

 

Prende campo l'opzione dello stadio a Campi. "Devo avere più opzioni. Per questo ieri abbiamo fatto un'opzione per comprare 36 ettari e mezzo a Campi Bisenzio. Ringrazio la famiglia Casini, che sono i proprietari dell’area. E’ quasi due volte e mezzo l’area Mercafir, potremmo fare parcheggi per oltre 10mila macchine e anche altre cose come gli spazi commerciali. Ho letto che qualcuno fa problemi per l’aeroporto. Voglio che si faccia l’aeroporto, ma pure la nostra opera. Sono importanti tutte e due le opere, spero ci si possa sedere ad un tavolo per parlarne".

 

Il Franchi e le quattro opzioni di Commisso. "La Soprintendenza fa cose che ci impediscono di fare qualcosa di bello sul Franchi. Solo le leggi di Dio non si possono cambiare. Non è giusto che i vincoli su Bologna e Milano siano diversi dai nostri a Firenze. Ringrazio Matteo Renzi per le belle parole che ha detto ed il Sindaco Nardella che si sta muovendo, ma bisogna fare qualcosa, subito. Adesso rimangono 4 opzioni: se il comune vuole salvare Campo di Marte, io dico di fare quello che dovete fare, ma serviranno almeno 3-4 anni. Fate le cose essenziali, come seggiolini, bagni, luci, eccetera.. Io non metterò soldi se devo avere a che fare con le leggi della Soprintendenza. Ho imparato che essere in controllo del proprio destino è importantissimo, quando spendi tanti soldi. Seconda opzione: potrei fare io, sono più flessibile, si può fare anche non di proprietà al cento per cento della Fiorentina, visto che lo stadio è un bene pubblico. L’importante è che lo stadio non sia un monumento, il comune ci deve dare quello che deve: tramvia, parcheggi, tasse ridotte, tutto quello che servirebbe per mandare avanti la Fiorentina. La Soprintendenza, con tutto il rispetto, dovrebbe occuparsi di altri monumenti. Terza opzione: se qualcuno individua un’area, noi la valutiamo. Quarta opzione: Campi Bisenzio, noi inizieremo già a lavorare su come fare le cose in fretta”.

 

Sul centro sportivo. “Per mesi abbiamo ripulito l’area, che è stata sistemata. Abbiamo piantato molti alberi, ci sarà molto verde. Abbiamo lavorato sul piano architettonico, così potremo iniziare appena si potrà. Ringrazio il Sindaco Casini, la Soprintendenza e l’architetto Casamonti. Si sono persi tre mesi con la pandemia, serve qualche mese in più per costruire: cominceremo intorno al 1 ottobre, forse prima. Questa settimana abbiamo fatto il contratto con il primo costruttore della villa. L’obiettivo è finire entro la stagione 2020/2021. Ci saranno parcheggi, poi ci arriverà la tramvia. Dentro ci sarà un mini stadio, i nostri tifosi potranno vedere gli allenamenti vicino a me in tribuna“.

 

Rocco Commisso ha ringraziato Firenze e i fiorentini. “Grazie assai a tutti per gli auguri ricevuti, dai vertici del calcio italiano, al Sindaco Nardella, alla squadra maschile e femminile. Il grazie più grande va ai tifosi. Oggi mi sono detto che dovevo farmi un augurio, stamani sono andato al piano ed ho suonato l’inno della Fiorentina. Ho sempre detto a tutti di chiamarmi Rocco, la cosa più importante per me è lasciare qualcosa al mio paese, in special modo a Firenze. Ringrazio per come è stata accolta la mia famiglia e Joe Barone”.

 

 

 

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